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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22854/2026 del 22/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore ha proposto ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale del riesame di Palermo del 31/10/2025 che aveva annullato la misura della custodia cautelare in carcere applicata a Pizzo per i reati connessi agli artt. 74 e 73 D.P.R. 309/1990. Il ricorso denunciava contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione del Tribunale in relazione alla valutazione del periculum di reiterazione: si contestava che il riesame avrebbe dato peso eccessivo alla distanza temporale dei fatti (reati contestati fino ad aprile 2022) omettendo di valutare adeguatamente due note di aggiornamento investigativo (9/4/2024 e 18/6/2025), la sentenza irrevocabile di condanna del 24/6/2022 per reati in materia di stupefacenti e il fatto che un altro affiliato (Lo Voi) fosse stato trovato responsabile di detenzione di stupefacenti il 5/11/2025, elementi che a parere del PM avrebbero dovuto sostenere la sussistenza del pericolo di reiterazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile ritenendo che le censure proposte non rientrassero nelle fattispecie di cui all'art. 606 cod. proc. pen.: non è stata dimostrata la manifesta illogicità della motivazione né una violazione di norme, bensì si è trattato di una diversa valutazione in fatto (ricostruzione e apprezzamento della distanza temporale dei fatti e dell'assenza di indici concreti recenti di collegamento tra l'indagato e il sodalizio). La Corte ha confermato che il requisito dell'attualità del pericolo va apprezzato sulla base della vicinanza temporale e degli elementi indicativi recenti; ha inoltre ritenuto che la presunzione relativa di cui all'art. 275, comma 3, cod. proc. pen., poteva essere superata dalla mancanza di indici concreti attuali. Esito pratico: l'ordinanza del riesame che aveva annullato la custodia cautelare resta efficace.

Norme richiamate

  • D.P.R. 309/1990, art. 74

    Norma che disciplina il delitto associativo in materia di stupefacenti; qui la contestazione riguardava la partecipazione all'associazione con indicazione di luogo e termine temporale (fino ad aprile 2022), elemento rilevante per la valutazione dell'attualità del periculum.

  • D.P.R. 309/1990, art. 73

    Norma sui reati di traffico di stupefacenti; nel caso era contestato un reato continuato fino a febbraio 2022, utile a definire il periodo oltre il quale non emergono fatti recenti.

  • Codice di procedura penale, art. 274, comma 1, lett. c)

    Riferimento al pericolo preso in considerazione per le misure cautelari (tra i motivi che giustificano la custodia cautelare rientra il pericolo di reiterazione); la Corte ha valutato che tale pericolo richiede elementi attuali e concreti, non mera distanza temporale.

  • Codice di procedura penale, art. 275, comma 3

    Presunzione relativa di sussistenza delle esigenze cautelari in determinate ipotesi; la Corte ha osservato che tale presunzione può essere superata quando manchino indici concreti e attuali di prosecuzione dell'attività delittuosa.

  • Codice di procedura penale, art. 606

    Disciplina i motivi di ricorso per cassazione; la Corte ha ricordato che il ricorso per cassazione contro provvedimenti cautelari è ammissibile solo per violazione di norme o per manifesta illogicità della motivazione, non per semplice diversa valutazione in fatto.

Massime di principio

  • La 'attualità del pericolo' per l'applicazione di misure cautelari va valutata con riferimento alla vicinanza temporale degli elementi che indicano la capacità del soggetto di reiterare i reati: fatti datati, senza riscontri recenti, possono sostanzialmente indebolire il periculum.
  • La presunzione relativa di cui all'art. 275, comma 3, può essere superata dalla mancanza di indici concreti e recenti di continuità nell'attività criminale; non basta la mera contestazione storica o una condanna pregressa per provare l'attualità del pericolo.
  • Aggiornamenti investigativi devono contenere elementi concreti e recenti relativi alla posizione dell'indagato per essere determinanti: note generiche o riferite a fatti anteriori possono non essere idonee a giustificare misure cautelari.
  • Il giudizio di riesame sulle misure cautelari implica valutazioni di fatto e di opportunità che la Corte di Cassazione non riesamina se il ricorso si limita a proporre una diversa lettura dei fatti; il ricorso in cassazione è ammissibile solo per specifiche questioni di diritto o per manifesta illogicità della motivazione.
  • Per sostenere la custodia cautelare nel tempo la Procura deve fornire elementi nuovi e concreti (collegamenti, attività recenti, comunicazioni, operazioni investigative attuali) che dimostrino la persistenza del rischio di reiterazione.

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