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Sentenza

Sentenza n. 1060/2026 - Genova, Sezione 2

per l'annullamento della concessione edilizia in sanatoria 9 aprile 1999 n. 745, avente ad oggetto realizzazione di una veranda posta al margine della strada statale, nell'area di distacco con l'edificio adiacente di proprietà del signor Schenone; di tutti gli atti presupposti, preparatori, conseguenti e connessi, nessuno escluso, e per quanto necessario per l'accertamento del silenzio illegittimamente serbato sugli esposti 25 gennaio 2022 e 5 maggio 2022 di invito e diffida all'annullamento in via di autotutela della concessione edilizia 9 aprile 1999 n. 745 e all'assunzione dei conseguenti provvedimenti sanzionatori, con conseguente ripristino delle opere eseguite, anche ai sensi dell'art. 31, comma 3, c.p.a. e dell'art. 34, comma 1, lett. c), c.p.a..

Giustizia amministrativa202200385

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Liguria - Genova, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: concessione edilizia in sanatoria del 9 aprile 1999 n. 745, relativa alla realizzazione di una veranda e al recupero dello spazio di distacco tra edifici, nonché il silenzio sulle istanze di autotutela

Esito

IRRICEVIBILITA

Favorevole al resistente (comune e controinteressata)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente, proprietario di un immobile adiacente a un corso d’acqua pubblico, ha impugnato la concessione edilizia in sanatoria rilasciata nel 1999 per una veranda e per il recupero dello spazio di distacco tra edifici. Ha dedotto la violazione degli artt. 32 e 33 della l. 47/1985, degli artt. 93 e 96, comma 1, lett. f), del r.d. 523/1904, dell’art. 26, comma 2, lett. a), della l.r. Liguria 9/1993, dell’art. 167 del d.lgs. 42/2004 e dell’art. 21-nonies della l. 241/1990, sostenendo che l’opera insistesse sul corso d’acqua pubblico e in area soggetta a vincolo di inedificabilità assoluta, con conseguente insanabilità dell’abuso. Ha inoltre chiesto l’accertamento del silenzio serbato dal Comune sulle diffide volte all’annullamento d’ufficio della sanatoria e all’adozione dei provvedimenti sanzionatori e ripristinatori, nonché l’accertamento dell’inefficacia della concessione. Il ricorrente ha successivamente dichiarato che una seconda soletta abusiva, distinta da quella oggetto della sanatoria, era stata demolita, chiedendo la cessazione della materia del contendere limitatamente a tale profilo.

La decisione

Il TAR ha dichiarato irricevibile per tardività la domanda di annullamento della concessione edilizia in sanatoria. Ha rilevato che, per i titoli edilizi in sanatoria, il termine d’impugnazione decorre dalla conoscenza dell’esistenza della sanatoria relativa all’opera abusiva, fermo l’onere del terzo che abbia ragionevole motivo di ritenere presentata un’istanza di condono di attivarsi tempestivamente mediante accesso. Poiché le opere erano anteriori al 1986, sempre visibili e il ricorrente aveva riferito di fenomeni di allagamento anche pregressi, egli avrebbe dovuto acquisire tempestivamente gli atti, senza attendere il 2022. Il ricorso è stato inoltre dichiarato inammissibile per carenza di interesse, poiché il ricorrente non aveva dimostrato con elementi concreti e attuali che gli allagamenti fossero causalmente riconducibili alle opere sanate. È stata dichiarata inammissibile anche l’azione avverso il silenzio, non sussistendo un obbligo dell’amministrazione di provvedere su un’istanza di autotutela, la quale non può essere utilizzata per eludere il termine decadenziale di impugnazione dell’atto originario. Infine, è stata dichiarata inammissibile la domanda di accertamento dell’inefficacia della concessione, poiché l’azione di accertamento ha carattere residuale e non è utilizzabile quando l’ordinamento appronta l’azione di annullamento, già proposta ancorché tardivamente. Le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 33 l. 47/1985

    Vieta la sanatoria delle opere realizzate in aree sottoposte a vincoli che comportano inedificabilità, secondo la prospettazione del ricorrente; la questione sostanziale non è stata esaminata nel merito per la tardività dell’impugnazione.

  • art. 21-nonies l. 241/1990

    Disciplina l’annullamento d’ufficio; l’istanza di parte non impone all’amministrazione un obbligo di riesame suscettibile di azione avverso il silenzio.

  • art. 31, comma 3, c.p.a.

    Richiamato dal ricorrente in relazione alla domanda contro il silenzio e alla richiesta di imposizione dell’obbligo di provvedere.

  • art. 34, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Richiamato dal ricorrente per ottenere l’adozione di misure conseguenti e ripristinatorie.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato per la trattazione dell’udienza straordinaria di smaltimento dell’arretrato.

Massime di principio

  • Per un terzo, il termine per impugnare un titolo edilizio in sanatoria decorre dalla conoscenza dell’esistenza del provvedimento di sanatoria relativo alla specifica opera abusiva; il terzo che abbia ragionevoli motivi per ritenere presentata un’istanza di sanatoria deve attivarsi tempestivamente mediante accesso agli atti.
  • L’impugnazione di un titolo edilizio richiede un interesse concreto e attuale: il proprietario confinante deve dimostrare l’utilità specifica derivante dall’annullamento e il nesso tra l’opera contestata e il pregiudizio lamentato, non essendo sufficiente una mera allegazione degli effetti dannosi.
  • Non sussiste un obbligo dell’amministrazione di pronunciarsi su un’istanza di annullamento d’ufficio proposta dal privato; il ricorso avverso il silenzio non può essere utilizzato per aggirare la decadenza maturata sull’impugnazione dell’atto originario.
  • Nel processo amministrativo l’azione generale di accertamento è ammissibile solo in via residuale, quando le azioni tipiche non offrano una tutela adeguata; essa non è utilizzabile se la posizione avrebbe dovuto essere tutelata mediante tempestiva azione di annullamento.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioAutotutelaTermini del procedimento e silenzioLegittimazione e interesse a ricorrere
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiDecadenza e tardivitàLegittimazione e interesse a ricorrereAutotutela decisoriaSilenzio della pubblica amministrazione

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