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Ordinanza

Ordinanza n. 3384/2026 - Roma, Sezione 1T

Giustizia amministrativa202605686

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I terOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro autonomo, adottato dalla Questura di Roma

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (questura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto con cui la Questura di Roma ha respinto l'istanza di rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro autonomo, presentata anche nell'interesse dei figli minori, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. Dal testo dell'ordinanza non risultano esposti in dettaglio i singoli motivi di ricorso; nella fase cautelare il giudice ha esaminato la motivazione del diniego, fondata sulla posizione personale complessiva del richiedente, sulla condizione familiare, sull'assenza di legami familiari in Italia e su plurime condanne definitive per resistenza, lesioni aggravate, porto di armi od oggetti atti ad offendere e reati in materia di stupefacenti ai sensi dell'art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990, ritenuti ostativi al rilascio del titolo.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare per difetto del fumus boni iuris. Al sommario esame proprio della fase cautelare, il decreto impugnato è stato ritenuto adeguatamente motivato, poiché richiama la complessiva posizione personale e familiare del richiedente, l'assenza di legami familiari in Italia e le plurime condanne definitive per reati ostativi, in particolare in materia di stupefacenti. Non è stata quindi disposta la sospensione dell'efficacia del diniego. Le spese della fase cautelare sono state compensate per ragioni equitative.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata secondo i presupposti della tutela cautelare nel processo amministrativo.

  • art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990

    Le condanne definitive per i reati richiamati sono state considerate dalla Questura e, al sommario esame cautelare, dal TAR come elementi ostativi al rilascio del titolo richiesto.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Ha costituito la base normativa per disporre l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi del ricorrente.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    È stato richiamato, insieme alla disciplina nazionale, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante l'oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • In sede cautelare, il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno può ritenersi assistito dal fumus boni iuris quando la motivazione consideri complessivamente la posizione personale e familiare dello straniero, l'eventuale radicamento familiare in Italia e le plurime condanne definitive per reati ritenuti ostativi al rilascio del titolo.
  • La presenza di plurime condanne definitive, comprese quelle relative a reati in materia di stupefacenti e ad altri reati contro la persona o inerenti alla detenzione e al porto di armi od oggetti atti ad offendere, può sorreggere, al sommario esame cautelare, il diniego di rinnovo del permesso di soggiorno quando sia valorizzata insieme agli ulteriori elementi della situazione personale e familiare dell'interessato.
  • La valutazione cautelare della legittimità del diniego si fonda sul fumus boni iuris e non anticipa la decisione definitiva sul merito; quando il provvedimento risulti adeguatamente motivato e dagli atti emergano elementi ostativi rilevanti, la domanda di sospensione deve essere respinta.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
SottomaterieDiniego e revoca per precedenti penaliLegami familiari e radicamento
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDifetto di motivazione

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