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Sentenza

Sentenza del 28/01/2021 n. 95 - Comm. Trib. Prov. Trapani

Reddito da locazione comproprietà - Costituisce reddito fondiario - Reddito di impresa - Non sussiste.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il giudice ha accolto il ricorso: è stata esclusa la qualificazione dei canoni come reddito d'impresa e confermata la natura di reddito fondiario. L'atto impositivo dell'Ufficio è stato quindi annullato o disapplicato nella parte in cui aveva riconosciuto la natura di reddito di impresa, con conseguente prevalenza della qualificazione come reddito fondiario e tassazione pro quota nei confronti dei comproprietari.

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

L'Ufficio aveva qualificato i canoni di locazione percepiti da un bene in comproprietà come reddito di impresa. Il ricorrente ha contestato la riclassificazione sostenendo che i proventi costituiscono reddito fondiario derivante dal godimento della cosa comune. Il giudice ha ritenuto che, in mancanza di una prova dell'esistenza di un'attività imprenditoriale organizzata ai sensi dell'art. 2082 c.c., i canoni devono essere qualificati come reddito fondiario, essendo essi i "frutti" e il godimento indiretto della cosa comune tra i comproprietari.

Norme richiamate

  • art. 2247 c.c.

    La norma riguarda i 'frutti' della cosa; la sentenza interpreta i canoni di locazione come frutti della cosa comune, ovvero proventi derivanti dal godimento della cosa in comproprietà.

  • art. 2082 c.c.

    Definisce l'imprenditore e l'attività d'impresa. Dalla sentenza emerge che grava sull'Amministrazione l'onere di provare l'esistenza di un'attività imprenditoriale organizzata ai sensi di questa norma per poter qualificare i proventi come reddito d'impresa.

  • art. 832 c.c.

    Disciplina il diritto di proprietà (diritto di godere e disporre delle cose); la decisione richiama questo principio per sostenere che il reddito da locazione è espressione del godimento indiretto della cosa comune tra i comproprietari.

Massime di principio

  • In assenza di elementi che dimostrino l'esercizio di un'attività economica organizzata (personale dipendente, struttura aziendale, servizi accessori, continuità e professionalità), i canoni di locazione percepiti da una comproprietà vanno qualificati come reddito fondiario e non come reddito d'impresa.
  • L'onere probatorio circa l'esistenza di un'attività d'impresa grava sull'Amministrazione finanziaria: senza idonea prova l'atto impositivo che qualifica i proventi come reddito d'impresa è illegittimo.
  • Il reddito da locazione di un bene in comproprietà rappresenta il 'frutto' della cosa comune e va ripartito e tassato pro quota tra i comproprietari come reddito fondiario.
  • Per distinguere reddito fondiario da reddito d'impresa bisogna valutare elementi concreti di organizzazione e professionalità (es. gestione continuativa e articolata, prestazione di servizi accessori, struttura organizzativa). La mera percezione di canoni non è sufficiente a far nascere il reddito d'impresa.
  • In sede di contestazione fiscale il contribuente dovrebbe fornire documentazione che dimostri l'assenza di caratteri imprenditoriali (contratti, assenza di dipendenti, modalità di gestione, mancata pubblicità/promozione di attività ricettive o similari) per consolidare la qualificazione come reddito fondiario.

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