Sentenza del 06/02/2015 n. 2202 - Corte di Cassazione
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Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente contestava il classamento catastale dell'immobile, originariamente attribuito alla categoria A/7, classe 2, consistenza di 9,5 vani, chiedendo l'attribuzione della categoria A/4, classe 1, per 6 vani. Dopo che la CTP aveva parzialmente accolto il ricorso attribuendo 7 vani, la CTR aveva riformato la decisione ritenendo adeguato il classamento A/7. In Cassazione la contribuente denunciava la violazione della legge n. 311 del 2004, dell'art. 2697 c.c. sull'onere della prova, nonché omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione, sostenendo che non vi fossero modifiche dell'immobile idonee a giustificare il nuovo classamento e che l'Amministrazione non avesse provato i relativi presupposti.
La decisione
La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso nei confronti del Ministero dell'Economia e delle Finanze, poiché il Ministero non era stato parte dei precedenti gradi di giudizio. Ha invece rigettato il ricorso nei confronti dell'Agenzia del Territorio e delle altre parti. La Corte ha ritenuto che la CTR avesse considerato provati gli elementi concreti giustificativi del classamento, quali la posizione panoramica e vicina al centro, la conformazione dell'immobile come villino a schiera su più livelli, la presenza di corti e più bagni e la superficie complessiva. Ha inoltre affermato che il giudice può utilizzare e valutare anche prove e allegazioni provenienti da altre parti del processo. Le censure sulla motivazione sono state dichiarate inammissibili per difetto di autosufficienza, poiché la ricorrente non aveva trascritto adeguatamente il contenuto dell'avviso e della perizia richiamata. La ricorrente è stata condannata a rimborsare all'Agenzia delle Entrate le spese del giudizio di legittimità, liquidate in 2.500 euro oltre spese prenotate a debito.
Norme richiamate
Legge n. 311 del 2004, art. 1, commi 335 e 339
Il comma 335 prescinde, a differenza del comma 336, da intervenute variazioni edilizie.
Il riclassamento catastale può essere disposto anche senza modifiche edilizie dell'unità immobiliare, quando ricorrano i presupposti previsti dalla norma, inclusi quelli collegati alle caratteristiche della zona e degli immobili comparabili.
Legge n. 311 del 2004, art. 1, comma 336
È richiamato per distinguere l'ipotesi di riclassamento conseguente a variazioni edilizie da quella, prevista dal comma 335, che può prescindere da tali variazioni.
Decreto-legge n. 70 del 1988, art. 11, convertito dalla legge n. 154 del 1988
La norma è indicata come possibile base alternativa del classamento, con riferimento a immobili già censiti aventi caratteristiche analoghe e situati nella stessa zona censuaria.
Art. 2697 c.c.
L'Amministrazione deve fornire elementi idonei a giustificare il classamento contestato. Tuttavia, in applicazione del principio di libera acquisizione delle prove, il giudice può fondare la decisione anche su elementi prodotti dalla controparte o da altre parti del processo.
Art. 366-bis c.p.c.
Applicabile ratione temporis, imponeva la formulazione di specifici quesiti di diritto e, per i vizi motivazionali, di un momento di sintesi; la loro inadeguatezza può determinare l'inammissibilità del ricorso.
Art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5
Disciplina rispettivamente il ricorso per violazione o falsa applicazione di legge e quello per vizi della motivazione, nei limiti applicabili ratione temporis.
Principio di autosufficienza del ricorso per cassazione
Il ricorrente che deduce l'omessa o insufficiente motivazione per la mancata valutazione di atti o documenti deve indicarne il contenuto, anche mediante integrale trascrizione ove necessario.
La Corte di cassazione deve poter verificare la censura sulla base del solo ricorso; il mancato richiamo preciso e completo degli atti decisivi rende la doglianza inammissibile.
Massime di principio
- In una controversia sul classamento catastale, l'assenza di modifiche edilizie non esclude automaticamente la legittimità del riclassamento: occorre verificare quale specifica procedura normativa sia stata applicata.
- L'Amministrazione deve indicare e, nel giudizio, dimostrare gli elementi concreti posti a fondamento del classamento; tali elementi possono riguardare posizione, pregio della zona, conformazione, superficie, dotazioni e comparabilità con altri immobili.
- Il giudice può utilizzare prove provenienti da qualunque parte del processo, non essendo vincolato alla provenienza dell'elemento probatorio una volta che questo sia stato ritualmente acquisito.
- Nel ricorso per cassazione è essenziale trascrivere o descrivere con precisione gli atti e i documenti sui quali si fonda la censura; il richiamo generico a una perizia o ad altri documenti non è sufficiente.
- Le censure devono essere coerenti con la motivazione effettiva della sentenza impugnata e formulate secondo i requisiti processuali applicabili; quesiti inconferenti o vizi formalmente non specificati possono comportare l'inammissibilità.
- La corretta individuazione dell'ente contro cui ricorrere è decisiva: un ricorso contro un soggetto estraneo ai precedenti gradi di giudizio può essere dichiarato inammissibile.
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