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Cassazione Civile, Ordinanza n. 33706/2021 del 12/11/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (amministrazione finanziaria)

La controversia

La controversia nasce da una verifica fiscale per l'anno d'imposta 2003 conclusa con PVC della Guardia di Finanza che contestava alla società sei rilievi relativi a costi ritenuti non deducibili, non documentati, non di competenza o non inerenti, oltre alla svalutazione di una partecipazione societaria. L'Ufficio emetteva avviso di accertamento recependo i rilievi. La CTP accoglieva solo in parte il ricorso della contribuente, annullando l'atto limitatamente alla deduzione di costi per stampi e alla svalutazione della partecipazione; la CTR respingeva l'appello principale dell'Ufficio e accoglieva l'appello incidentale della società. In Cassazione l'Agenzia deduceva, con sei motivi, violazioni del TUIR e dell'art. 2697 c.c., oltre a vizi motivazionali: 1) erronea qualificazione di una somma come perdita/sopravvenienza passiva e deducibilità nel 2003; 2) illegittimità dello storno di una fattura in acconto emessa da un professionista; 3) indebita deduzione di un residuo costo professionale, con contestazione però non specificamente rivolta al decisum; 4) errore sull'onere della prova e sull'inerenza di alcuni costi, ritenuti riferibili a soggetto diverso dalla società contribuente; 5) errore sul trattamento fiscale di stampi considerati non ammortizzabili perché rapidamente deteriorabili; 6) erronea esclusione della condotta elusiva, in relazione a una ricostruzione alternativa delle operazioni societarie anche alla luce degli artt. 37-bis d.P.R. 600/1973 e 2446 c.c.

La decisione

La Corte ha accolto solo parzialmente il ricorso dell'Agenzia. Ha ritenuto fondato il primo motivo solo nella parte in cui contestava l'insufficiente prova della definitività della passività nell'anno 2003, e ha accolto anche il quarto motivo sull'onere della prova dell'inerenza dei costi, affermando che tale prova incombe sul contribuente e che, nel caso concreto, non risultava fornita. Ha invece respinto gli altri motivi: il secondo perché la fattura era stata effettivamente stornata e mancava il presupposto della ripresa; il terzo perché la censura era una mera riproposizione e comunque non colpiva il decisum; il quinto perché era stata provata la rapida deteriorabilità degli stampi, escludendone la natura di beni ammortizzabili; il sesto perché l'Ufficio non aveva dimostrato adeguatamente il disegno elusivo e la CTR aveva valorizzato ragioni economiche e il quadro civilistico richiamato. Il ricorso è quindi stato accolto soltanto in parte, con conseguente cassazione limitata ai capi interessati dall'accoglimento, secondo quanto risulta dal testo, mentre per il resto la sentenza impugnata è stata confermata.

Norme richiamate

  • art. 66 TUIR

    Le sopravvenienze passive comprendono, tra l'altro, il sostenimento di spese, perdite o oneri riferibili a ricavi o proventi già concorsi a formare il reddito in precedenti esercizi.

  • art. 71 TUIR

    Richiamato dal ricorrente nel primo motivo; nel testo la Corte non sviluppa un'autonoma interpretazione di questa norma oltre al tema della deduzione/storno e del principio di competenza.

  • art. 75 TUIR

    Le regole di imputazione temporale dei componenti del reddito sono tassative e inderogabili; la deducibilità presuppone la competenza e, per i costi, anche l'inerenza provata dal contribuente.

  • art. 2697 c.c.

    La prova dell'esistenza e dell'inerenza dei costi, trattandosi di componenti negative del reddito, grava sul contribuente; l'Amministrazione deve provare la maggiore pretesa tributaria contestata.

  • art. 327 c.p.c.

    L'acquiescenza alla sentenza non deriva dalla mera compensazione delle pretese, ma dalla volontà di non impugnare e di prestare spontanea esecuzione alla decisione.

  • art. 37-bis d.P.R. 600/1973

    Il divieto di abuso del diritto opera come principio generale antielusivo; l'Ufficio deve provare il disegno elusivo e le modalità di manipolazione degli schemi negoziali, mentre il contribuente deve allegare ragioni economiche alternative o concorrenti.

  • art. 2446 c.c.

    Le regole sulla riduzione del capitale per perdite e sugli adempimenti conseguenti, richiamate dalla CTR, sono considerate dalla Corte strumenti di tutela anche dei terzi e non elementi di per sé idonei a fondare la censura di elusività.

  • art. 2447 c.c.

    Richiamato insieme all'art. 2446 c.c. come disciplina strumentale alla tutela dei soci e dei terzi.

  • art. 2426 c.c.

    L'ammortamento riguarda il costo delle immobilizzazioni la cui utilizzazione è limitata nel tempo e deve essere sistematicamente ripartito in relazione alla residua possibilità di utilizzazione.

  • art. 360 c.p.c.

    Sono i parametri processuali dei motivi di ricorso per violazione di legge e vizio di motivazione; il testo precisa che, per le sentenze depositate entro il 10 settembre 2012, il vizio motivazionale è ancora deducibile nella formulazione previgente.

  • d.l. n. 83/2012

    Richiamato solo per precisare l'operatività temporale della novella sul vizio motivazionale.

  • L. n. 143/2012

    Richiamata in relazione alla conversione del d.l. n. 83/2012 e al regime del vizio motivazionale.

Massime di principio

  • Le regole di competenza fiscale dei componenti positivi e negativi del reddito sono tassative e non possono essere rimesse alla scelta del contribuente; per le sopravvenienze passive e per le perdite rileva l'anno in cui l'elemento diviene certo e definitivo.
  • La deduzione di un costo presuppone non solo l'esistenza del componente negativo, ma anche la sua inerenza all'attività d'impresa; la prova di tali presupposti incombe sul contribuente.
  • Lo storno di una fattura mediante nota di variazione è giuridicamente rilevante se l'operazione originaria è effettiva e reale e se il documento stornato viene validamente annullato; in assenza di operazione inesistente, la ripresa a tassazione non può prescindere da tale circostanza.
  • Ai fini dell'ammortamento fiscale rileva la limitazione nel tempo della utilità produttiva del bene, non la sola durata materiale della sua esistenza; i beni a rapido esaurimento della loro utilità non rientrano automaticamente tra le immobilizzazioni ammortizzabili.
  • In materia antielusiva, l'Amministrazione deve provare il disegno abusivo e la manipolazione di schemi negoziali irragionevoli; il contribuente può contrastare la contestazione allegando e dimostrando ragioni economiche alternative o concorrenti.
  • L'acquiescenza alla sentenza non può essere desunta dalla sola compensazione delle reciproche pretese, ma richiede una chiara volontà di non impugnare o di prestare spontanea esecuzione al decisum.

Come è indicizzato

MaterieAccertamentoContenzioso tributario
RamiTributi
IstitutiOnere della provaGiudicatoAbuso del diritto

Testo integrale

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