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Sentenza

Sentenza n. 899/2026 - Brescia, Sezione 2

per l'accertamento e la declaratoria - dell'illegittimità del silenzio di ANAS. S.p.a. in ordine alla acquisizione ex art. 42 bis DPR n. 327/2001 o alla restituzione in pristino del terreno di proprietà dei ricorrenti in Chiari (BS) mappale n. 445 (ex 133, parte) fg. 27 occupato da opere stradali, nonché delle ulteriori superfici che risultino effettivamente occupate e trasformate in opere stradali di cui alla s.s. 11 e relative pertinenze; e in ogni caso per la condanna di A.N.A.S. s.p.a. alla restituzione in pristino del predetto terreno, o in alternativa alla acquisizione sanante.

Giustizia amministrativa202600163

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Brescia, Sez. IISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio di ANAS sull'istanza volta all'acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. 327/2001 oppure alla restituzione e rimessione in pristino del terreno occupato da opere stradali

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ente espropriante)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno chiesto, ai sensi dell'art. 117 c.p.a., l'accertamento dell'illegittimità del silenzio serbato da ANAS sull'istanza del 19 maggio 2025. L'istanza riguardava un terreno di loro proprietà, occupato negli anni Novanta per la realizzazione della strada statale n. 11 e delle relative pertinenze, senza che fosse stato adottato il decreto di esproprio. I ricorrenti chiedevano alternativamente l'acquisizione sanante ai sensi dell'art. 42-bis d.P.R. 327/2001 oppure la restituzione del bene previa rimessione in pristino, nonché il ristoro dei danni derivanti dall'occupazione senza titolo. ANAS aveva inizialmente comunicato l'avvio del procedimento di acquisizione per una superficie di 466 mq, riconoscendo il mancato completamento della procedura espropriativa, ma il procedimento non risultava concluso al momento della proposizione del ricorso. I ricorrenti contestavano inoltre l'estensione della superficie interessata e l'importo dell'indennità offerta.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. Il giudizio aveva ad oggetto la mancata conclusione del procedimento e mirava a ottenere la condanna di ANAS a provvedere sull'istanza. Nel corso del processo ANAS ha depositato un atto espresso di acquisizione ai sensi dell'art. 42-bis d.P.R. 327/2001, relativo alle aree individuate, superando la precedente inerzia. Ai sensi dell'art. 117 c.p.a., la condanna per silenzio presuppone che l'inerzia dell'amministrazione perduri al momento della decisione; l'adozione di un provvedimento espresso determina quindi il venir meno dell'interesse alla decisione sull'azione avverso il silenzio. Il TAR ha distinto il provvedimento conclusivo dagli atti meramente endoprocedimentali, rilevando che il precedente avviso di avvio del procedimento non sarebbe stato sufficiente, mentre l'atto di acquisizione ha definito il procedimento. Le spese sono state compensate per giusti motivi.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    L'azione contro il silenzio presuppone la perdurante inerzia dell'amministrazione al momento della pronuncia giudiziale. Se, durante il processo, l'amministrazione adotta un provvedimento espresso conclusivo, viene meno l'interesse alla decisione e il ricorso diviene improcedibile.

  • art. 42-bis d.P.R. 327/2001

    Costituisce la base normativa dell'acquisizione sanante del bene utilizzato per finalità di interesse pubblico e, nel caso concreto, dell'atto espresso adottato da ANAS nel corso del giudizio.

Massime di principio

  • Nel giudizio avverso il silenzio, la condanna dell'amministrazione a provvedere è subordinata alla perdurante inerzia al momento della decisione; l'adozione sopravvenuta di un provvedimento espresso conclusivo determina la sopravvenuta carenza di interesse e l'improcedibilità del ricorso.
  • Ai fini della sopravvenuta carenza di interesse nel giudizio sul silenzio, è sufficiente l'adozione di un provvedimento espresso che definisca il procedimento; non sono invece equiparabili al provvedimento conclusivo i meri atti endoprocedimentali, come l'avviso di avvio del procedimento.
  • L'azione ex art. 117 c.p.a. è funzionale a ottenere una pronuncia sull'obbligo di provvedere e non consente di mantenere attuale l'interesse alla decisione una volta che l'amministrazione abbia adottato il provvedimento espresso richiesto, restando eventualmente contestabili con gli strumenti propri gli ulteriori profili sostanziali dell'atto.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione illegittima e acquisizione sananteGiudizio di ottemperanza
RamiEspropriazione per pubblica utilitàProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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