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Sentenza

Sentenza del 29/05/2019 n. 4737 - Comm. Trib. Reg. per la Campania

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'Agenzia delle Entrate aveva notificato ad A.D., ritenuto amministratore di fatto della società "... s.a.s. di ...", l'avviso di accertamento n. TF3020501782 relativo alle maggiori imposte dovute dalla società per l'anno 2010, che non aveva presentato la dichiarazione. L'accertamento traeva origine dal processo verbale di constatazione della Guardia di Finanza. La Commissione Tributaria Provinciale aveva annullato l'atto ritenendo insufficienti, in assenza di un mandato formale, alcuni atti di ingerenza nella gestione societaria. L'Ufficio ha impugnato tale decisione sostenendo che gli elementi raccolti dimostravano l'esercizio concreto e continuativo dei poteri gestori da parte del contribuente.

La decisione

La Commissione Tributaria Regionale ha accolto l'appello dell'Agenzia delle Entrate e ha dichiarato legittimo l'avviso di accertamento. Il Collegio ha ritenuto provata la qualifica di amministratore di fatto sulla base dell'inabilità dell'amministratore formale, delle dichiarazioni della socia accomandante, delle testimonianze dei clienti, della gestione dei rapporti commerciali, della riscossione delle fatture con l'ausilio di una segretaria e delle stesse dichiarazioni del contribuente, che aveva ammesso di aver curato i rapporti commerciali fino al 2010. Le spese del grado sono state integralmente compensate.

Norme richiamate

  • Art. 2639 codice civile

    "Agli effetti della legge penale, per i reati previsti dal presente titolo al soggetto formalmente investito della qualifica o titolare della funzione prevista dalla legge civile è equiparato chi è tenuto a svolgere la stessa funzione, diversamente qualificata, e chi esercita in modo continuativo e significativo i poteri tipici inerenti alla qualifica o alla funzione."

    La norma è stata interpretata nel senso che la qualifica di amministratore di fatto richiede l'esercizio continuativo e significativo di poteri tipici dell'amministratore, senza che sia necessario esercitare tutti i poteri dell'organo gestorio. È sufficiente un'attività di gestione apprezzabile, non episodica né occasionale, idonea a manifestarsi anche nei rapporti con i terzi.

  • Sentenza della Corte di Cassazione n. 27163/2018

    La pronuncia individua come indici sintomatici dell'amministrazione di fatto il conferimento di deleghe in settori fondamentali, la partecipazione diretta alla gestione societaria, l'assenza o l'estraneità dell'amministratore di diritto, la mancata conoscenza di quest'ultimo da parte dei dipendenti e il conferimento di procure generali o ampi poteri, quando esercitati in modo non episodico.

Massime di principio

  • La qualifica di amministratore di fatto può essere riconosciuta anche senza una nomina formale, un mandato scritto o una procura, quando una persona esercita concretamente e con continuità funzioni essenziali di gestione.
  • La prova può essere ricavata da una pluralità di elementi concordanti, tra cui dichiarazioni di soci, dipendenti e clienti, gestione dei rapporti commerciali, riscossione degli incassi, firma o gestione della documentazione e sostanziale inattività dell'amministratore formale.
  • Non è necessario dimostrare che il soggetto abbia esercitato tutti i poteri dell'amministratore: è sufficiente provare un'attività gestoria significativa, stabile e rilevante verso l'esterno.
  • Le dichiarazioni rese dal contribuente, anche se limitate all'amministrazione di alcuni rapporti commerciali o alla percezione di compensi, possono costituire un elemento rilevante per dimostrare l'ingerenza nella gestione.
  • In una situazione analoga, chi contesta la qualifica di amministratore di fatto deve fornire elementi concreti che dimostrino la propria estraneità alla gestione; la mera assenza di una nomina formale non è necessariamente sufficiente.
  • L'accertamento della qualifica di amministratore di fatto può fondare la responsabilità fiscale collegata alla gestione effettiva della società, purché l'Amministrazione motivi l'atto sulla base di elementi specifici e verificabili.

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