Cassazione Civile, Sentenza n. 32119/2024 del 12/12/2024
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Si discuteva della legittimità di avvisi di accertamento emessi in relazione all'anno 2014 che imputavano, per trasparenza, ai soci di una s.a.s. (D'Angelo e Antenucci) quote di utili extrabilancio accertati nei confronti di due società di capitali di cui la s.a.s. era socia unica. I contribuenti contestavano, in particolare, la mancata allegazione agli avvisi notificati ai soci degli avvisi presupposti relativi alle due società di capitali e la mancata notifica autonoma/partecipazione della stessa società in accomandita al giudizio, oltre a questioni probatorie concernenti la presunzione di inserimento degli atti nel plico e l'onere della prova sull'amministrazione finanziaria
La decisione
La Corte ha riunito i procedimenti, rilevato l'omissione della chiamata in giudizio della società in accomandita (violazione art. 102 c.p.c.) e ha cassato le sentenze impugnate dichiarando la nullità dell'intero giudizio di merito. La causa è stata rinviata alla Commissione Tributaria Regionale di primo grado di Chieti, in diversa composizione, per la rinnovazione del giudizio assicurando l'integrità del contraddittorio e regolando le spese del giudizio di legittimità
Norme richiamate
art. 41-bis d.P.R. n. 600/1973
art. 41-bis d.P.R. n. 600 del 1973
norma utilizzata come base procedurale per l'imputazione ai soci, per trasparenza, di maggiori redditi accertati in capo alle società di capitali
art. 42 d.P.R. n. 600/1973
art. 42 d.P.R. n. 600/1973
richiamato in relazione ai requisiti formali dell'avviso di accertamento e alla necessità di corretta allegazione e contestualizzazione degli atti presupposti
art. 60, comma 1, d.P.R. n. 600/1973
art. 60, comma 1, d.P.R. n. 600/1973
richiamato dall'Amministrazione in tema di allegazione e conclusività degli avvisi; nel giudizio la questione è stata discussa rispetto alla necessità o meno di allegare gli atti presupposti
art. 7 legge n. 212/2000
art. 7 legge n. 212 del 2000
richiesto a tutela del diritto di difesa del contribuente: la doglianza era che l'avviso impugnato non forniva o non allegava adeguatamente gli atti presupposti, limitando la possibilità di contestazione
art. 14 legge n. 890/1982
art. 14 legge n. 890/1982
invocato dall'Amministrazione per sostenere che la definitività degli avvisi presupposti ridurrebbe l'utilità formale della loro allegazione al nuovo atto notificato al socio
art. 1335 c.c.
riferito alla presunzione relativa all'inserimento di documenti nel medesimo plico; il contribuente ha contestato l'operatività di tale presunzione quando il mittente dichiari di aver inserito più atti e il destinatario ne contesti l'effettiva presenza
art. 2697 c.c.
richiamato in tema di onere della prova: il giudice ha esaminato chi dovesse dimostrare la presenza/assenza degli atti nel plico notificato
art. 2727 c.c.
evocato con riferimento ai mezzi di prova e ai limiti delle presunzioni nel processo civile; il ricorrente ha censurato l'uso di presunzioni di secondo grado
art. 2729 c.c.
richiamato nell'ambito delle regole probatorie e della valutazione delle scritture e degli atti documentali
art. 115 c.p.c.
richiamato come principio generale di allegazione delle norme e di deduzione degli elementi decisivi nella motivazione; invocato nelle doglianze sulla motivazione del giudice di merito
art. 360, comma 1, n. 5 c.p.c.
art. 360, comma 1, n. 5 c.p.c.
motivo di cassazione per vizio motivazionale e violazione di norme di diritto nella decisione di merito
art. 102 c.p.c.
richiamato d'ufficio: obbligo di chiamata in giudizio delle parti necessarie; la mancata partecipazione della società in accomandita ha comportato la declaratoria di nullità del giudizio
art. 354 c.p.c.
norma che disciplina il rinvio alla corte di grado inferiore per la rinnovazione del giudizio dopo cassazione; applicata per rinviare il processo alla C.T.P. di Chieti in diversa composizione
presunzione di distribuzione degli utili nelle società a ristretta base partecipativa (giurisprudenziale)
principio usato dall'Amministrazione per imputare agli azionisti/soci utili accertati nelle società di capitali quando la base partecipativa è ristretta; nel caso la Corte ha comunque rilevato profili procedurali che impediscono la conferma dell'accertamento senza corretta istruttoria
Massime di principio
- La notifica di un avviso di accertamento che si fonda su atti presupposti deve consentire al destinatario di conoscere il contenuto essenziale di tali atti o prevedere la loro effettiva allegazione; la mancata allegazione può pregiudicare il diritto di difesa
- Quando la partecipazione della società interessata è tale da rendere la società stessa parte necessaria, questa deve essere chiamata nel giudizio: la sua esclusione può determinare la nullità del processo
- La presunzione che documenti contenuti nello stesso plico siano pervenuti al destinatario è applicabile, ma può essere contraddetta; se il mittente afferma di avere inserito ulteriori atti e il destinatario contesta, grava sul mittente l'onere di dimostrare materialmente l'effettiva consegna
- I profili sostanziali (es. presunzione di distribuzione degli utili) possono fondare l'accertamento fiscale, ma la loro efficacia dipende anche dalla regolarità delle formalità procedurali e dalla completezza dell'istruttoria
- In presenza di vizi procedurali rilevanti relativi al contraddittorio o alla prova della notifica, la strada corretta è la rinnovazione del giudizio in diversa composizione per garantire integrità del contraddittorio e tutela effettiva del diritto di difesa
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