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Sentenza

Sentenza n. 3112/2026 - Milano, Sezione 5

per l'ottemperanza della sentenza n. 388/2025 pubbl. il 12/06/2025, emessa dal Tribunale di Pavia, Sezione Lavoro, al termine del procedimento recante RG n. 443/2025.

Giustizia amministrativa202601108

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. VSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Pavia che aveva riconosciuto la carta docente di 500 euro per l'anno scolastico 2024/2025

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto un ricorso per l'ottemperanza della sentenza del Tribunale di Pavia, Sezione Lavoro, che aveva condannato il Ministero dell'Istruzione e del Merito a riconoscerle la carta docente dell'importo di 500 euro per l'anno scolastico 2024/2025. La sentenza era stata notificata al Ministero il 13 giugno 2025 con richiesta di adempimento e il relativo giudicato risultava attestato dalla cancelleria del Tribunale. La ricorrente ha dedotto l'inadempimento dell'Amministrazione. Il Ministero, prima della camera di consiglio, ha depositato una relazione documentando l'accredito delle somme dovute sulla carta docente e ha chiesto che fosse dichiarata la cessazione della materia del contendere.

La decisione

Il TAR ha ritenuto il ricorso procedibile, poiché era decorso, dalla notifica della sentenza, il termine di 120 giorni previsto dall'art. 14 del decreto-legge 31 dicembre 1996, n. 669, convertito dalla legge 28 febbraio 1997, n. 30. Nel merito ha dichiarato cessata la materia del contendere, in quanto l'Amministrazione aveva accreditato le somme riconosciute dalla sentenza da eseguire. Le spese sono state poste a carico del Ministero secondo il criterio della soccombenza virtuale, considerato che l'adempimento era intervenuto solo dopo la proposizione del ricorso. L'importo è stato liquidato in 800 euro per compensi e spese, oltre IVA, CPA e contributo unificato se dovuto, con distrazione in favore del difensore dichiaratosi antistatario.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Costituisce la base processuale del giudizio di ottemperanza per l'esecuzione del giudicato.

  • art. 14 d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito in l. 28 febbraio 1997, n. 30

    Il ricorso è stato ritenuto procedibile dopo il decorso del termine di 120 giorni dalla notificazione della sentenza con richiesta di adempimento.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, il ricorso contro una pubblica amministrazione è procedibile quando, dopo la notificazione della sentenza con richiesta di adempimento, sia decorso il termine di 120 giorni previsto dall'art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997.
  • L'accredito delle somme dovute in esecuzione del giudicato, intervenuto dopo la proposizione del ricorso per ottemperanza, determina la cessazione della materia del contendere, perché viene meno l'interesse attuale alla prosecuzione del giudizio.
  • L'adempimento dell'amministrazione successivo alla proposizione del ricorso non esclude la soccombenza virtuale dell'amministrazione ai fini della regolazione delle spese di giudizio.
  • Nel giudizio di ottemperanza relativo a controversie seriali e prive di specifiche questioni di fatto o di diritto, la liquidazione delle spese può essere contenuta in considerazione del limitato impegno difensivo richiesto.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaTrattamento economico e previdenzialeEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativoPubblico impiego e concorsi
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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