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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45573/2024 del 11/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano l'ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva rigettato la richiesta di dissequestro della società Gepind s.a.s., deducendo carenza e apparente mancanza di motivazione. Sostenevano documentalmente che la disponibilità finanziaria della Gepind (in particolare la somma di euro 309.380,00) derivava da commesse pubbliche e non da proventi di reati fiscali contestati agli amministratori, e che il Tribunale non si era confrontato con tali documenti, liquidandoli come "inconferenti a fronte delle emergenze probatorie".

La decisione

La Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili per manifesta infondatezza. Ha richiamato il principio secondo cui, in materia di misure cautelari reali, il ricorso per cassazione è ammesso solo per violazione di legge o per mancanza/apparenza di motivazione; inoltre ha richiamato l'orientamento secondo cui il terzo che chiede la restituzione di beni sequestrati può in linea di principio dedurre solo la propria titolarità/disponibilità e l'assenza di contributo al reato, senza poter sindacare i presupposti della misura. La Corte ha poi osservato che i ricorrenti erano solo formalmente terzi, essendo contestato loro il reato di autoriciclaggio come amministratori/soci, per cui il bene sequestrato risultava strumentale e direttamente riconducibile agli indagati. Il Tribunale del Riesame aveva motivatamente ritenuto la Gepind strumento per trasferimento di proventi illeciti (anche richiamando fatti quali l'acquisto e ristrutturazione di un castello in Francia del 2013 e la sproporzione tra risultati economici negativi e ingente patrimonio immobiliare), pertanto la presenza di commesse non giustificava la riconsiderazione degli indizi. Conseguentemente i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili e i ricorrenti condannati alle spese processuali e al pagamento di una somma (provvedimento della sentenza incompleto nel testo fornito).

Norme richiamate

  • Cassazione, Sez. 3, n. 23713 del 23/04/2024

    Principio secondo cui il terzo che chiede la restituzione può dedurre principalmente la titolarità/inesistenza del proprio contributo al reato, senza sindacare i presupposti generali della misura cautelare

  • Cassazione, Sez. 3, n. 36347 del 11/07/2019

    Conferma dell'orientamento sul perimetro delle censure consentite al terzo interessato in sede di impugnazione di sequestro preventivo

  • Cassazione, Sez. 6, n. 15673 del 13/03/2024

    Orientamento minoritario secondo cui il terzo potrebbe anche contestare l'oggettiva confiscabilità del bene in difetto del "fumus commissi delicti" e del "periculum in mora", ma la Corte qui aderisce all'orientamento maggioritario

  • Principio sul sindacato in Cassazione delle decisioni cautelari reali

    In materia cautelare reale la cassazione è ammessa per violazione di legge o per mancanza/apparenza di motivazione; il semplice vizio di motivazione non costituisce motivo di cassazione salvo che integri una violazione di legge

Massime di principio

  • Un terzo che chiede la restituzione di beni sequestrati può in primo luogo dimostrare la propria titolarità o disponibilità e l'assenza di un proprio contributo al reato; non è normalmente legittimato a sindacare in Cassazione i presupposti generali del sequestro salvo profili di illegittimità di legge o mancanza/apparenza della motivazione
  • Se chi chiede la restituzione è contestato penalmente in relazione agli stessi fatti (es. come amministratore o socio), sarà difficile essere considerato un "terzo" estraneo: la relazione tra il bene e il reato può giustificare il mantenimento del sequestro
  • La mera produzione di documenti che attestano entrate derivanti da commesse pubbliche non elimina automaticamente gli indizi di strumentalità o sproporzione patrimoniale: il giudice valuta il quadro complessivo (elementi contabili, storia fiscale, disponibilità patrimoniali anomale, operazioni sospette)
  • In sede cautelare reale è essenziale dimostrare che l'asset oggetto di sequestro non sia strumentale o riconducibile al reato; prove di legittima provenienza possono essere decisive solo se contrastano efficacemente il quadro indiziario rilevato dall'accusa
  • In Cassazione le doglianze sul difetto di motivazione sono rilevanti solo se la motivazione è effettivamente mancante o meramente apparente; una motivazione che affronta gli elementi essenziali e spiega la valutazione degli indizi difficilmente sarà annullata

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