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Sentenza

Sentenza del 23/06/2022 n. 2992 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

Processo tributario - In generale - Giudicato - Preclusione - Operatività - Presupposti.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorso mirava a riaprire/sopporre una controversia già decisa in precedenza; la questione centrale era se operasse la preclusione del giudicato quando il nuovo giudizio presenti identità di soggetti, causa petendi e petitum rispetto al precedente. Si discuteva se il giudicato debba estendersi non solo alle ragioni effettivamente dedotte ma anche a tutte le questioni necessarie e logicamente antecedenti alla pronuncia.

La decisione

Il giudice ha ritenuto operante la preclusione del giudicato: quando sussiste identità di soggetti, causa petendi e petitum il secondo giudizio è precluso. Il giudicato copre il "dedotto" e il "deducibile": non solo le ragioni di fatto e di diritto specificamente svolte, ma anche tutte le questioni che, pur non dedotte espressamente, costituiscono premesse logiche, essenziali e necessarie della decisione. Di conseguenza il nuovo ricorso è stato respinto per carenza di novità rispetto alla precedente decisione.

Norme richiamate

  • Cass. 1514/07

    Affermata la nozione di identità tra controversie (soggetti, causa petendi, petitum) come presupposto per l'operatività del giudicato e l'estensione del giudicato al deducibile, ossia alle questioni necessarie e logiche alla pronuncia.

  • Cass. 1773/2000

    Conferma del principio secondo cui il giudicato copre non solo le questioni effettivamente dedotte ma anche tutte quelle che costituiscono premesse essenziali della decisione; ribadita la definizione di identità delle controversie per la preclusione.

Massime di principio

  • Perché la preclusione del giudicato operi è necessario verificare l'identità tra le due controversie sotto tre profili: stessi soggetti, stessa causa petendi e stesso petitum.
  • Il giudicato non si limita alle ragioni attivamente svolte in giudizio: copre anche il deducibile, cioè le questioni non esplicitamente dedotte ma logicamente e necessariamente connesse alla decisione.
  • Se si intende proporre un nuovo giudizio su una materia già decisa è necessario introdurre elementi nuovi (nuovi fatti, diverso petitum o diversa causa petendi) che interrompano l'identità con il precedente; in mancanza il ricorso sarà precluso.
  • Nella valutazione della identità della causa petendi va analizzato il contenuto sostanziale della domanda precedente e della decisione, non la mera formulazione verbale degli atti.
  • La parte resistente può eccepire la preclusione del giudicato a fini di inammissibilità o improcedibilità del procedimento: l'eccezione deve essere valutata con riferimento all'effettiva portata della domanda e della pronuncia antecedente.
  • Per difendersi dalla preclusione il ricorrente dovrebbe dimostrare che la nuova questione non era necessaria alla pronuncia precedente o che vi sono elementi di diritto o di fatto sopravvenuti che giustificano una diversa decisione.
  • In pratica operativa: fare un accurato esame documentale e giuridico delle precedenti sentenze prima di proporre nuovo giudizio; in caso di dubbio formulare il petitum in modo realmente diverso o allegare fatti nuovi non già valutati.

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