Cassazione Penale, Sentenza n. 41802/2023 del 13/10/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che aveva confermato il decreto di perquisizione e sequestro preventivo nei confronti del ricorrente per il reato di associazione finalizzata alla produzione e vendita di prodotti contraffatti (marchi di alta moda). Il ricorrente contestava l'insussistenza del fumus commissi delicti, denunciando che il sequestro era stato generico e meramente esplorativo (intero contenuto del furgone e del magazzino) e che dalle intercettazioni non emergerebbe prova della contraffazione: le conversazioni indicerebbero piuttosto trattative su prodotti originali o overruns, non su merce contraffatta; inoltre mancava motivazione circa gli elementi fattuali che attestassero la contraffazione degli oggetti sequestrati.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il Tribunale del riesame, in ottemperanza alla sentenza della Corte stessa che aveva annullato la precedente ordinanza per motivazione apparente, ha adeguatamente motivato la sussistenza del fumus per i reati prospettati (artt. 110 e 473 c.p.). La Corte ha ritenuto legittima la valutazione delle intercettazioni (in particolare una conversazione in cui un fornitore dichiarava di non aver mai trattato prodotti con un cosi elevato livello di contraffazione), e ha valorizzato l'incontro monitorato in cui furono consegnati sacchi contenenti sandali riconducibili a nota casa di moda, nonché il rinvenimento di etichette e cartellini riconducibili a marchi commercializzati tramite canali autorizzati ai quali il ricorrente non aveva accesso. Il sequestro è stato motivato come strumentale alla ricerca delle prove (documentazione di produzione, materiali per fabbricazione, componenti del marchio) e il provvedimento è stato considerato congruo e coerente con le finalità della misura cautelare reale. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 110 cod. pen.
Richiamato come norma concorrente per configurare il concorso di persone nel reato contestato; la Corte indica che il Tribunale ha fatto riferimento ai reati 'contestati' comprendendo implicitamente anche l'art. 110.
art. 473 cod. pen. (contraffazione del marchio)
Considerato norma centrale dell'imputazione; la Corte ha ritenuto che dalle intercettazioni e dagli elementi materiali (etichette, cartellini, consegne) emergessero indici sufficienti del fumus di contraffazione.
art. 416 cod. pen. (associazione per delinquere)
Richiamato in relazione all'accusa di associazione finalizzata alla produzione e vendita di prodotti contraffatti; il Tribunale ha ritenuto sussistenti indici che possono far ragionevolmente presumere l'esistenza dell'associazione.
art. 517-ter cod. pen.
Menziionato nelle censure del ricorrente come possibile diversa qualificazione (usurpazione/overruns); la Corte ha però ritenuto che il Tribunale abbia espressamente fatto riferimento all'art. 473 e che la qualificazione sarà questione di merito non sindacabile in cassazione salvo manifesta illogicità.
art. 325 comma 1 cod. proc. pen.
art. 325, comma 1 cod. proc. pen.
Richiama la limitazione del sindacato della Corte di cassazione sulle misure cautelari reali: il ricorso può essere esaminato solo per vizio di legge; tuttavia la Suprema Corte precisa che nei casi di motivazione radicalmente carente si integra anche la violazione di legge.
art. 125 cod. proc. pen.
Richiamato in relazione ai requisiti minimi di motivazione; la Corte osserva che la giurisprudenza ammette il controllo quando la motivazione è talmente carente da rendere incomprensibile l'iter logico del giudice.
Massime di principio
- Il fumus commissi delicti per misure reali richiede un livello di prova indiziaria non elevato: elementi concreti e coerenti (intercettazioni, consegne, ritrovamento di etichette/cartellini) possono essere sufficienti a giustificare il sequestro a fini probatori.
- La qualificazione giuridica definitiva (contraffazione vs overruns/usurpazione) è questione di merito e non può essere risolta in sede di legittimità se la motivazione del giudice di merito non è manifestamente illogica o irragionevole.
- Le intercettazioni telefoniche, se interpretate in modo congruo e collegate ad altri elementi materiali e a riscontri investigativi, possono costituire indice rilevante per la sussistenza del fumus.
- Il sequestro di beni e materiali legati alla produzione/commercializzazione (etichette, cartellini, materiali per fabbricazione) può essere giustificato come misura strumentale alla ricerca della prova e non necessariamente come misura punitiva o esplorativa se la motivazione indica finalità istruttorie specifiche.
- Il sindacato della Corte di cassazione sulle misure cautelari reali è limitato: è ammissibile solo per vizi di legge, salvo valutare la motivazione quando essa è talmente carente da integrare una violazione di legge.
- Censure finalizzate a una rivalutazione complessiva dei fatti (es. dedurre che si trattava certamente di overruns) hanno scarse possibilità di successo in sede di legittimità quando il giudice di merito ha offerto una motivazione coerente e non manifestamente illogica.
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