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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10086/2023 del 09/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Bologna che ha rifiutato la consegna all'Autorità giudiziaria spagnola in esecuzione di mandato di arresto europeo relativo a condanna irrevocabile n. 374 del 10/12/2014 per furto in abitazione con effrazione e concorso, disposa l'esecuzione in Italia della pena residua (1 anno, 6 mesi, 18 giorni). Il ricorrente deduce violazione degli artt. 738, comma 2, c.p.p., 56 legge n. 689/1981 e art. 95, comma 1, d.l. n. 162/2022 (conv. legge n.199/2022) sostenendo che la Corte avrebbe dovuto ammettere la richiesta presentata in udienza di sostituzione della reclusione con la detenzione domiciliare, poiché la pena sarebbe formalmente sostituibile e l'art. 738, comma 2, c.p.p. equiparerebbe la Corte che riconosce la sentenza al giudice della cognizione.

La decisione

La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Motiva che la deliberazione di riconoscimento di una sentenza straniera attribuisce alla Corte di appello funzioni di giudice dell'esecuzione e non comporta riapertura del processo di cognizione; il riconoscimento richiede una decisione definitiva (irrevocabile) della sentenza straniera; ai sensi del d.lgs. n.161/2010 la Corte deve verificare compatibilità di durata e natura della pena e puo' adattarla nei limiti previsti, ma non convertire pena detentiva in pecuniaria; le disposizioni transitorie sulle nuove pene sostitutive si applicano solo ai processi pendenti alla data di entrata in vigore (30/12/2022), pertanto la richiesta di sostituzione era legittimamente ritenuta inammissibile. Condanna il ricorrente alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 738, comma 2, cod. proc. pen.

    L'equiparazione della corte che delibera il riconoscimento al giudice che ha pronunciato la sentenza non comporta la riapertura del processo di cognizione; attribuisce esclusivamente funzioni di giudice dell'esecuzione

  • art. 56 legge n. 689 del 1981

    Norma relativa alla possibilità di sostituzione della pena detentiva con misure alternative (detenzione domiciliare) che il ricorrente invoca; tuttavia l'applicazione va valutata secondo la normativa italiana una volta riconosciuta ed adattata la pena

  • art. 95, comma 1, d.l. n. 162 del 2022 (conv. legge n. 199 del 2022)

    Riferimento alle nuove disposizioni in materia di pene sostitutive; il ricorrente deduce violazione, ma la Corte osserva che la disciplina transitoria regola l'applicazione solo per processi pendenti alla data di entrata in vigore

  • art. 18-bis legge n. 69 del 2005

    Prevede che se la Corte di appello rifiuta la consegna disponendo l'esecuzione in Italia è tenuta al formale riconoscimento della sentenza straniera e alla verifica di compatibilità della pena con la normativa italiana

  • d.lgs. 7 settembre 2010, n. 161 (art. 10 e art. 16, comma 1)

    art. 10; art. 16, comma 1

    Art. 10: tra le condizioni per il riconoscimento la verifica di compatibilità di durata e natura della pena e la possibilità di adattamento della pena secondo criteri specifici; Art.16(1): quando è pronunciata sentenza di riconoscimento, la pena è eseguita secondo la legge italiana

  • art. 2 d.lgs. n. 161 del 2010

    Definisce 'sentenza di condanna' come decisione definitiva emessa da organo giurisdizionale di uno Stato membro; conferma la necessità di irrevocabilità per il riconoscimento

  • artt. 730 e ss. cod. proc. pen.; art. 734 cod. proc. pen.

    artt. 730 e ss.; art. 734

    La disciplina ordinaria di riconoscimento di sentenze penali straniere richiede la irrevocabilità della sentenza come presupposto del riconoscimento

  • art. 95 d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150

    Norma transitoria che regolamenta l'applicazione delle nuove disposizioni sostanziali sulle pene sostitutive limitandone l'applicazione ai processi pendenti alla data di entrata in vigore (30/12/2022); pertanto non applicabile al caso concreto

Massime di principio

  • Il riconoscimento di una sentenza straniera ai fini dell'esecuzione non riapre il merito del processo: la Corte che riconosce esercita funzioni di giudice dell'esecuzione e valuta compatibilità e adattamento della pena secondo la normativa di esecuzione
  • Per procedere al riconoscimento occorre che la sentenza straniera sia definitiva (irrevocabile): senza tale requisito il riconoscimento non è possibile
  • Le richieste di applicazione di misure alternative alla detenzione devono essere valutate alla luce della legge italiana una volta che la pena sia formalmente riconosciuta ed eventualmente adattata
  • L'adattamento della pena previsto dal d.lgs. n.161/2010 consente di modificare durata e natura entro limiti (non inferiori alle pene italiane per reati simili e non più gravi di quelle applicate dallo Stato emittente) ma non autorizza la conversione in pena pecuniaria
  • Le norme transitorie sulle nuove pene sostitutive si applicano solamente ai processi pendenti alla data di entrata in vigore: verificare la pendency temporale è essenziale per l'ammissibilità delle domande basate su tali norme
  • Se la sostituzione della pena non è accordata in sede di riconoscimento, il condannato conserva altre vie di tutela in Italia (es. istanze davanti al giudice dell'esecuzione) ove ricorrano i presupposti di legge

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