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Ordinanza

Ordinanza n. 1784/2026 - Napoli, Sezione 3

per l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia: - del provvedimento del Comune di Bacoli - SUAP prot. n. 0018459 del 9 giugno 2026, avente a oggetto “Istanza n. DMINNT65R47A535M-26052026-0934 - "Scia per l’esercizio dell’attività di autorimessa pertinenziale ad attività economiche di cui all’art. 21 delle NdA del PUC e poste entro la distanza di cui all’art. 97.10 del Ruec" – Impresa individuale Di Meo Amntonietta alla via Lido Miliscola snc. Comunicazione di rigetto per improcedibilità”; - di ogni altro atto preordinato, presupposto, connesso, conseguente e comunque collegato;

Giustizia amministrativa202603757

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: rigetto della SCIA per l’esercizio di un’attività di autorimessa stagionale pertinenziale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L’impresa ha impugnato il provvedimento comunale di rigetto della SCIA, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare. Dal testo emergono quali ragioni del rigetto comunale la ritenuta trasformazione urbanistica definitiva dell’area, di circa 3.726 mq, in parcheggio in assenza del necessario titolo edilizio; la mancanza dei presupposti della pertinenzialità, non ravvisabile nella mera accessorietà funzionale e comunque esclusa, secondo il Comune, dall’autonomo valore di mercato e dall’incidenza sul carico urbanistico dell’area; nonché l’assenza di una procedura VIncA conclusa e dell’autorizzazione paesaggistica. Il testo non espone in dettaglio le specifiche censure dedotte dalla ricorrente contro tali motivi, ma dà conto della domanda cautelare proposta ai sensi dell’art. 55 c.p.a.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare ritenendo il ricorso non assistito da sufficienti elementi di possibile fondatezza. In particolare, ha lasciato impregiudicata, nella fase cautelare, la valutazione sulla legittimità del rigetto fondato sulla trasformazione urbanistica dell’area, sull’insussistenza della pertinenzialità e sulla mancanza della VIncA e dell’autorizzazione paesaggistica. Nel bilanciamento degli interessi ha ritenuto prevalente l’interesse pubblico alla conservazione della situazione esistente fino alla decisione di merito, rispetto al mero interesse economico dell’impresa, per evitare irreversibili pregiudizi all’habitat naturale dei luoghi derivanti da un’attività ritenuta fonte di rilevanti rumori e fumi in un’ampia area. Le spese sono state rinviate alla decisione definitiva.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    previa sospensione dell’efficacia

    La domanda cautelare è stata esaminata secondo i presupposti della tutela cautelare nel processo amministrativo; il giudice ha escluso sufficienti elementi di possibile fondatezza e ha effettuato il bilanciamento degli interessi contrapposti.

  • art. 21 delle NdA del PUC

    autorimessa pertinenziale ad attività economiche di cui all’art. 21 delle NdA del PUC

    La disposizione è richiamata nell’oggetto della SCIA, ma il testo non espone una specifica interpretazione del giudice.

  • art. 97.10 del RUEC

    poste entro la distanza di cui all’art. 97.10 del Ruec

    La disposizione è richiamata nell’oggetto della SCIA, ma il testo non espone una specifica interpretazione del giudice.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la sospensione dell’efficacia di un provvedimento amministrativo può essere negata quando il ricorso non presenti sufficienti elementi di possibile fondatezza, anche senza definire in via definitiva le questioni di merito.
  • Nel bilanciamento cautelare, l’interesse economico del privato può cedere rispetto all’interesse pubblico alla conservazione dell’habitat naturale, quando l’attività autorizzanda sia potenzialmente idonea a produrre irreversibili pregiudizi ambientali mediante rumori e fumi rilevanti.
  • La qualificazione di un’area destinata a parcheggio come pertinenza non dipende dalla sola accessorietà funzionale, ma richiede, secondo la motivazione del provvedimento comunale riportata dal giudice, l’assenza di un autonomo valore di mercato e di incidenza sul carico urbanistico; la verifica cautelare deve considerare anche le dimensioni e l’autonoma utilizzabilità dell’area.
  • La presentazione della sola richiesta di avvio della procedura di valutazione di incidenza non equivale al conseguimento dell’esito favorevole della VIncA, né sostituisce, secondo quanto riportato nell’ordinanza, la necessaria autorizzazione paesaggistica.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziQualificazione degli interventiVIA, VAS e verifica di assoggettabilità
RamiEdiliziaUrbanistica e governo del territorioAmbiente
IstitutiTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezzaDiscrezionalità amministrativa e tecnicaPrincipi di precauzione e prevenzione

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