Ordinanza n. 127/2026 - Campobasso, Sezione 1
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, 1. dell’ordinanza di demolizione e ripristino n. 15/2024, a firma del responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune di Ururi, adottata in data 23/12/2024, di conferma della precedente ordinanza n. 11 del 22/05/2024 avente ad oggetto: "Esposto pervenuto in data 19/02/2024 prot.n.1359. Realizzazione dei lavori di ampliamento di un fabbricato per civile abitazione sito alla Via Boccaccio n. 9, riportato in catasto al Foglio n.21 P.lla n. 227 eseguiti in difformità alla licenza edilizia n. 202 del 27/02/1968 che ha autorizzato l'originaria costruzione, in assenza di permesso a costruire ed in difformità della SCIA acquisita al prot. n. 372 del 15/01/2024 sensi del T.U. n.380/2001 e smi in materia Edilizia, nonché in assenza di deposito sismico ai sensi della L.R. n.20/1996 ed autorizzazione paesaggistica ai sensi del D.Lgvo n.42/2004 e smi ordinanza di ingiunzione alla demolizione per il ripristino dello stato dei luoghi ai sensi dell'art.31 del D.P.R. N.380/2001 e smi."; 2. di tutti gli atti alla stessa presupposti, connessi e conseguenti, ivi compresi: - l’Ordinanza di ingiunzione alla demolizione n. 11 del 2024; - il verbale di sopralluogo prot. n. 1609 del 27.02.2024; - la comunicazione prot. n. 1691 del 01.03.2024 di avvio del procedimento; - la nota prot. n. 2510/2024 del 05.04.2024 con cui il Comune di Ururi ha respinto le osservazioni del ricorrente e confermato la sospensione dei lavori; - l’ordinanza n. 4 del 09.04.2024 di sospensione dei lavori; - la comunicazione di avvio del procedimento del 06.11.2024, volta alla conferma dell’ordinanza n. 11/2024; - ogni ulteriore provvedimento successivo, presupposto o consequenziale, lesivo della posizione del ricorrente.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza di demolizione e ripristino n. 15/2024, confermativa dell’ordinanza n. 11/2024, relativa ad ampliamenti edilizi ritenuti abusivi
Esito
La controversia
Il ricorrente ha impugnato l’ordinanza comunale di demolizione e ripristino, nonché gli atti presupposti e connessi, deducendo la violazione e l’errata applicazione dell’art. 9-bis, comma 1-bis, del d.P.R. 380/2001 in materia di stato legittimo dell’immobile, la violazione dell’art. 3 della l. 241/1990 per difetto di motivazione e di istruttoria, l’insussistenza dei presupposti di fatto e di diritto, la violazione del principio di proporzionalità, la violazione dell’art. 34-ter del d.P.R. 380/2001 e l’eccesso di potere per illogicità e irragionevolezza manifeste. Con un secondo motivo ha dedotto la violazione e l’errata applicazione dell’art. 31 del d.P.R. 380/2001 e l’insussistenza dei presupposti per l’adozione dell’ordine di demolizione. Il Comune ha eccepito l’inammissibilità e l’infondatezza del ricorso. Il TAR, ritenendo necessari ulteriori accertamenti tecnici sulla storia costruttiva e sulla conformità del manufatto, ha disposto una verificazione.
La decisione
Il TAR non ha definito nel merito la domanda di annullamento. Ha disposto una verificazione tecnica, affidandone l’incarico al Presidente dell’Ordine degli ingegneri di Campobasso, con facoltà di delega a un tecnico qualificato. Il verificatore dovrà ricostruire le vicende del manufatto e analizzare la documentazione amministrativa e tecnica, eventualmente mediante sopralluogo, accertando: l’epoca di realizzazione e la preesistenza del manufatto al 1968; eventuali ampliamenti intervenuti nel tempo, con natura e consistenza; la conformità alla SCIA indicata negli atti; la descrizione dei lavori eseguiti e la loro riconducibilità agli interventi soggetti all’obbligo di previo avviso previsto dall’art. 93 del d.P.R. 380/2001; ogni ulteriore elemento utile alla decisione. La relazione dovrà essere depositata entro 90 giorni dalla comunicazione o notificazione dell’ordinanza. Il TAR ha fissato per il prosieguo l’udienza pubblica del 4 novembre 2026. L’ordinanza cautelare n. 38/2025 aveva già sospeso l’efficacia dell’ordinanza di demolizione n. 15/2024, ma la presente pronuncia è interlocutoria e non accoglie né respinge definitivamente il ricorso.
Norme richiamate
art. 9-bis, comma 1-bis, d.P.R. 380/2001
stato legittimo dell’immobile
La disposizione è invocata dal ricorrente; il TAR dispone accertamenti istruttori necessari a verificare la storia edilizia e la legittimità del manufatto, senza ancora formulare una conclusione definitiva.
art. 3 l. 241/1990
È richiamato in relazione alle censure di difetto di motivazione e di istruttoria dell’ordinanza di demolizione; la decisione interlocutoria mira a completare l’accertamento dei presupposti fattuali.
art. 34-ter d.P.R. 380/2001
È indicato tra le norme che il ricorrente assume violate, senza che il TAR ne definisca in questa fase l’applicazione concreta.
art. 31 d.P.R. 380/2001
Costituisce la base normativa dell’ordine di demolizione impugnato ed è invocato dal ricorrente per contestare l’insussistenza dei relativi presupposti; la verifica tecnica è funzionale anche a tale valutazione.
art. 93 d.P.R. 380/2001
chiunque intenda procedere a costruzioni, riparazioni o sopraelevazioni, di darne preventivo avviso scritto allo sportello unico
Il verificatore dovrà accertare se i lavori eseguiti siano riconducibili agli interventi soggetti all’obbligo di previo avviso ai fini della trasmissione al competente ufficio tecnico regionale.
art. 73 c.p.a.
È richiamato per le memorie depositate dalle parti in vista dell’udienza pubblica.
Massime di principio
- Quando la legittimità di un’ordinanza di demolizione dipende dalla ricostruzione dell’epoca di realizzazione del manufatto, degli ampliamenti succedutisi nel tempo e della conformità ai titoli o alle segnalazioni edilizie, il giudice può disporre una verificazione tecnica prima di decidere il merito.
- La verificazione disposta nel giudizio contro un ordine di demolizione può comprendere l’analisi della documentazione amministrativa e tecnica, il sopralluogo e la qualificazione dei lavori eseguiti rispetto agli interventi soggetti agli obblighi previsti dalla normativa edilizia e sismica.
- L’accertamento della preesistenza di un manufatto rispetto al titolo edilizio originario e della sua eventuale trasformazione nel tempo costituisce elemento rilevante per valutare lo stato legittimo dell’immobile e la sussistenza dei presupposti dell’ordine di demolizione.
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