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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13465/2023 del 30/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la conferma, da parte della Corte di appello, delle condanne per resistenza a pubblico ufficiale (art. 337 c.p.) e lesioni personali aggravate, sostenendo: (1) illegittimo rigetto della richiesta di giudizio abbreviato condizionato all'escussione dell'unico teste (art. 438 c.p.p.); (2) errore nel ritenere la resistenza contemporanea all'atto d'ufficio, mentre i ricorrenti sostengono che la reazione sia avvenuta dopo il compimento dell'atto; (3) illegittima applicazione dell'aggravante ex art. 576, comma 1, n. 5-bis c.p. in concorso con il reato di resistenza, con presunta violazione del ne bis in idem; (4) insussistenza del concorso di Adam nelle lesioni adducendo che avrebbe agito solo successivamente e senza contribuire materialmente; (5) censura del trattamento sanzionatorio e del riconoscimento della recidiva nei confronti di Ayoub e del diniego delle attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Motivazioni principali: il primo motivo è inammissibile perché, dopo il rigetto dell'abbreviato condizionato, gli imputati hanno optato per l'abbreviato 'secco' e non potevano quindi riproporre la censura sull'esclusione della prova; il secondo motivo è infondato sia per divieto di riesame del fatto in Cassazione sia sul piano giuridico: l'art. 337 c.p. va interpretato in senso ampio e comprende le fasi immediatamente anteriori e successive all'atto d'ufficio quando funzionali alla sua completezza, sicché la resistenza è stata correttamente ritenuta contestuale; il terzo motivo è infondato perché la giurisprudenza ammette l'applicazione dell'aggravante di cui all'art. 576, comma 1, n.5-bis in concorso con la resistenza; il quarto motivo è infondato perché la Corte di merito ha ricostruito un contributo morale di Adam alle lesioni; il quinto motivo sul trattamento sanzionatorio e la recidiva è infondato in quanto adeguatamente motivato. Conseguentemente i ricorsi sono dichiarati inammissibili; i ricorrenti sono condannati alle spese processuali e al pagamento di €3.000,00 ciascuno alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 438 cod. proc. pen.

    Se, dopo il rigetto della richiesta di giudizio abbreviato condizionato all'assunzione di prove, l'imputato opta per il rito abbreviato non condizionato, è preclusa la possibilità di contestare successivamente la legittimità del rigetto e la mancata ammissione delle prove richieste con l'abbreviato condizionato

  • art. 337 cod. pen.

    La resistenza a pubblico ufficiale si considera commessa "mentre" è compiuto l'atto d'ufficio in senso temporale ampio: comprende anche le fasi immediate anteriori e successive funzionali al completamento dell'atto; qualsiasi condotta che impedisca, intralci o comprometta anche parzialmente il compimento dell'atto integri il reato

  • art. 393-bis cod. proc. pen.

    La norma è stata richiamata dalla difesa come potenziale causa di non punibilità da dimostrare mediante escussione di un teste; tuttavia la mancata ammissione del rito abbreviato condizionato impediva di valorizzare tali elementi una volta optato per l'abbreviato 'secco'

  • art. 576, comma 1, n. 5-bis cod. pen.

    L'aggravante per le lesioni commesse al fine di realizzare o favorire la commissione di un altro reato può essere applicata anche se le lesioni concorrono con il reato di resistenza: il disvalore non è automaticamente assorbito dalla resistenza

  • art. 61, n.2 cod. pen.

    Richiamata in relazione all'esigenza di valutare il nesso teleologico tra condotta e fine, utilizzata per definire la sussistenza dell'aggravante contestata

  • art. 582 cod. pen.

    Norma sulle lesioni personali cui si riferisce l'applicazione dell'aggravante e la determinazione del trattamento sanzionatorio; la Corte di merito ha computato la pena considerando la gravità complessiva e il concorso di reati

Massime di principio

  • Se, dopo il rigetto di una richiesta di rito abbreviato condizionato all'assunzione di prove, l'imputato opta per l'abbreviato 'secco', perde la possibilità di riproporre in appello o in Cassazione la censura relativa alla mancata ammissione di quelle prove
  • Il reato di resistenza a pubblico ufficiale (art. 337 c.p.) va interpretato in senso temporale ampio: la contemporaneità tra resistenza e atto d'ufficio include fasi preparatorie e conclusive direttamente funzionali al completamento dell'atto stesso
  • L'aggravante per le lesioni commesse per realizzare un altro reato (art. 576, 1, n.5-bis) può convivere con il reato di resistenza; non sempre il disvalore della resistenza assorbe l'aggravante relativa alle lesioni
  • Il concorso morale (minacce, incitazione, o comportamento che favorisce l'azione violenta di un altro) è idoneo a far concorrere un soggetto nella commissione di lesioni anche in assenza di un contributo materiale diretto
  • Il riconoscimento della recidiva e la valutazione del trattamento sanzionatorio sono questioni di merito ancorate alla motivazione della Corte di appello e sono sindacabili in Cassazione solo in presenza di vizi di diritto o di motivazione illogica o insufficiente

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