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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45905/2023 del 14/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente ha impugnato l'ordinanza sostenendo: 1) violazione di legge per mancanza del nesso di pertinenzialità tra le somme sequestrate (banconote da 50 nascoste lontano dallo stupefacente) e il reato di detenzione illecita di stupefacenti, in assenza di contabilità, materiale da confezionamento e per la sproporzione rispetto ai soli 12 grammi di cocaina rinvenuti; 2) vizio di motivazione per l'assenza di prova che il denaro avesse natura probatoria o provenisse da attività illecita di spaccio.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per genericità; il Tribunale ha confermato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca delle somme per complessivi €7.510 trovate nell'appartamento insieme a 12 grammi di cocaina, ritenendole sproporzionate rispetto alle capacità reddituali dichiarate (pensione del marito defunto) e non giustificate da prelievi o da documentazione probante. Il tribunale ha ritenuto fondati gli argomenti logici e gli elementi oggettivi prodotti a sostegno del sequestro e ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla somma di €3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 240-bis cod. pen.

    Norma che disciplina la confisca per equivalente riconducibile a beni ritenuti provenienti dall'attività illecita: il sequestro è finalizzato alla confisca delle somme ritenute sproporzionate rispetto ai redditi leciti e alla impossibilità di giustificarne la provenienza

  • art. 240 cod. pen.

    Richiamato in relazione ai presupposti del sequestro preventivo; distingue la finalità e i presupposti del sequestro preventivo e della confisca rispetto ad altre misure cautelari

  • art. 85-bis D.P.R. n. 309/1990

    Norma del testo unico sugli stupefacenti richiamata per la disciplina del sequestro e della confisca nelle procedure relative a delitti di stupefacenti

  • art. 321, comma 2, cod. proc. pen.

    Norma sul sequestro probatorio; la sentenza osserva che le censure del ricorso si fondavano su presupposti tipici del sequestro probatorio, ma l'oggetto del riesame era invece un sequestro finalizzato alla confisca ex art. 240-bis

  • Giurisprudenza: Sez. U, n. 920 del 17/12/2003 (Montella, Rv. 226490)

    Richiamata come precedente che ammette il sequestro/confisca quando la somma appare sproporzionata rispetto ai redditi noti e non vi è plausibile giustificazione della provenienza lecita

Massime di principio

  • Per i sequestri finalizzati alla confisca di somme rinvenute in prossimità di stupefacenti, non è richiesto un collegamento diretto immediato (es. materiale per il confezionamento) se esistono elementi di fatto che rendono la somma sproporzionata rispetto ai redditi leciti
  • La valutazione della proporzionalità tra somme sequestrate e capacità reddituali è centrale: l'assenza di giustificazioni credibili sulla provenienza del denaro può giustificare il sequestro ai fini di confisca
  • Non è efficace, ai fini dell'impugnazione, un motivo generico che confonda le diverse tipologie di sequestro (probatorio vs. finalizzato alla confisca); il ricorso deve contestare specificamente i presupposti giuridici applicabili
  • Le censure basate solo sull'assenza di prova 'diretta' dell'origine illecita del denaro possono essere superate da circostanze indiziarie oggettive (quantità, modalità di occultamento, incompatibilità con i redditi dichiarati, mancanza di movimenti bancari giustificativi)
  • Ricorsi generici o non specifici sui requisti del tipo di sequestro adottato rischiano l'inammissibilità e l'addebito delle spese e delle sanzioni pecuniarie

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