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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17863/2023 del 28/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello di Napoli del 20/05/2022 che aveva confermato la condanna in abbreviato del G.i.p. (5/10/2021) a 7 anni e 4 mesi per tentato omicidio e porto/ detenzione illegale di arma. Due motivi: (1) omissione della rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale ex art. 603 c.p.p. perché la parte offesa Ascione avrebbe reso dichiarazioni di comodo e non avrebbe riferito l'interezza del proprio patrimonio conoscitivo (es. istruzioni a terzi, possibile identificazione di altro autore), rendendo necessaria una rinnovazione; (2) vizio di motivazione per non avere valutato una presunta discrepanza di orario tra l'informativa e le registrazioni video di sorveglianza, che avrebbe potuto incidere sulla ricostruzione dei fatti.

La decisione

Il Ricorso è dichiarato inammissibile. La Corte di cassazione ha ritenuto che: (1) la Corte di appello ha correttamente valutato che la rinnovazione dell'istruttoria non era necessaria in presenza di un compendio probatorio consistente e di indizi gravi, precisi e concordanti (descrizione degli abiti, corrispondenza dell'autovettura, vicinanza dell'arresto, ammissione dell'imputato sulla corrispondenza dell'auto alle immagini); la reticenza della parte offesa non inficia l'attendibilità ai fini dell'individuazione dell'autore; (2) le sfasature temporali tra i filmati non erano rilevanti in quanto i filmati componevano una sequenza spazio-temporale logica coerente e non risultano elementi che dimostrino l'esistenza di altri eventi identici nello stesso arco temporale. La condanna di primo grado è dunque confermata e il ricorrente è condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 56 c.p. (concorso di persone nel reato)

    Richiamato come norma generale sulla partecipazione a reato nel capo relativo al tentato omicidio; utilizzato per inquadramento della fattispecie.

  • art. 575 c.p. (omicidio) e reato tentato art. 56 c.p.

    Imputazione di tentato omicidio in riferimento agli atti idonei diretti a cagionare la morte della vittima; la valutazione dell'elemento soggettivo è stata basata su indizi e circostanze.

  • legge 2/10/1967 n.895, artt. 2, 4, 7 (armi)

    Norme relative al divieto di detenzione e porto di arma comune da sparo usata per commettere il reato; dichiarata la sussistenza del reato di detenzione/porto illegale.

  • art. 603 c.p.p. (rinnovazione istruttoria in appello), comma 1 e comma 3

    La rinnovazione dell'istruttoria in sede di appello è rimessa al giudice di merito quando l'indagine dibattimentale è incompleta e la decisione non può essere resa senza di essa; è esercizio discrezionale valutabile in cassazione solo se la motivazione è viziosa.

  • art. 192, comma 2 c.p.p. (criteri di giudizio sui gradi di probabilità degli indizi)

    Richiamato per la verifica della sussistenza di indizi gravi, precisi e concordanti; la Corte ha ritenuto soddisfatti tali criteri.

  • Sez. 6, n. 8936 del 13/01/2015 (giurisprudenza Leoni, Rv. 262620)

    Principio secondo cui la valutazione sulla rinnovazione dell'istruttoria è rimessa al giudice di merito e la sua decisione è incensurabile in cassazione se correttamente motivata.

  • Sez. 2, n. 7986 del 18/11/2016 (La Gumina, Rv. 269218)

    Principio sulla censura di inutilizzabilità di elemento di prova: il ricorso deve illustrare l'incidenza dell'eliminazione dell'elemento sul complessivo convincimento (prova di resistenza); se le residue prove sono sufficienti la censura è inammissibile.

  • art. 616 c.p.p. (condanna alle spese per ricorso inammissibile)

    Consente la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento di cassazione e ad una somma alla Cassa delle ammende; applicata con determinazione di euro 3.000,00.

  • Corte Cost. n. 186 del 13/06/2000

    Richiamata in relazione al criterio per la quantificazione della somma alla Cassa delle ammende, sul fatto che la parte non abbia proposto ricorso 'senza colpa' nella determinazione della causa di inammissibilità.

Massime di principio

  • La rinnovazione dell'istruttoria in appello (art. 603 c.p.p.) è un potere del giudice di merito: va disposta solo se l'indagine dibattimentale risulta effettivamente incompleta e la decisione non può essere adottata senza ulteriori mezzi di prova; la cassazione sindaca soltanto la correttezza della motivazione a sostegno del diniego.
  • Le discrepanze tecniche (es. sfasamenti di orario nei filmati) possono risultare irrilevanti se i diversi elementi video offrono una sequenza spazio-temporale coerente e non emergono fatti identici occorsi nello stesso arco temporale che possano produrre confusione probatoria.
  • L'attendibilità della parte offesa non è automaticamente compromessa da reticenze o dichiarazioni di comodo quando il quadro indiziario complessivo (filmati, abbigliamento, auto, ammissioni, distanza temporale dell'arresto) sia grave, preciso e concordante e consenta l'identificazione dell'autore.
  • In cassazione, chi censura l'utilizzo di un elemento di prova deve mostrare concretamente l'incidenza che l'esclusione di tale elemento avrebbe sul risultato conclusivo (prova di resistenza); se le altre prove sono sufficienti la censura è destinata a fallire.
  • Nelle impugnazioni è essenziale confrontarsi puntualmente con i punti di motivazione della sentenza impugnata: contestazioni generiche o ripetitive di profili già esaminati dal giudice di merito sono spesso dichiarate inammissibili.
  • Il ricorso manifestamente infondato o inammissibile può comportare condanna alle spese e a una somma alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

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