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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2737/2022 del 24/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza dell'8/04/2021 del Tribunale del riesame di Catania che, accogliendo l'appello del Pubblico ministero contro l'ordinanza del Tribunale di Caltagirone, ha sostituito la misura dell'obbligo di dimora (disposta in luogo della custodia cautelare) con la misura degli arresti domiciliari per il reato di furto aggravato in concorso. Il ricorrente, tramite difensore, deduceva vizio di motivazione: il Tribunale non avrebbe adeguatamente valorizzato il modesto valore della refurtiva e l'immediata ammissione degli addebiti, avendo invece attribuito rilevanza prevalente a profili di personalità dell'indagato ostativi alla applicazione di una misura meno afflittiva.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che la motivazione del Tribunale del riesame non fosse censurabile: il giudice d'appello aveva esaminato criticamente le contraddizioni nella motivazione del provvedimento di primo grado e aveva fornito un più persuasivo percorso giustificativo in ordine al concreto pericolo di recidiva che non risultava contenibile con la misura dell'obbligo di dimora. La Corte ha inoltre osservato che il ricorso chiedeva una rivalutazione dei fatti e della gravità del reato, valutazione non consentita in sede di legittimità. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a una sanzione di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • Sez. 5, n. 10995 del 12/12/2019 (dep. 2020), Di Matteo, Rv. 278797

    Sez. 5, n. 10995 del 12/12/2019, dep. 2020, Di Matteo, Rv. 278797

    Richiamata per affermare che il Tribunale del riesame, fornendo un percorso motivazionale più persuasivo e coerente, può sanare vizi argomentativi del provvedimento di primo grado senza che ciò sia censurabile in sede di legittimità.

  • Sez. U, n. 11 del 22/03/2000, Audino, Rv. 215828

    Sez. U, n. 11 del 22/03/2000, Audino, Rv. 215828

    Richiamata per ricordare il limite della Corte di Cassazione: essa verifica la congruenza e l'adeguatezza della motivazione rispetto ai canoni logici e ai principi giuridici, ma non svolge un riesame del merito o una nuova valutazione dei fatti.

Massime di principio

  • La rilevanza del valore della refurtiva e l'ammissione immediata degli addebiti possono attenuare la gravità della situazione ma non sono determinanti se sussistono altri elementi (es. comportamenti falsi o indizi di pericolosità) che giustificano misure più afflittive.
  • Il Tribunale del riesame può riformulare e integrare la motivazione del provvedimento di primo grado: se propone una ricostruzione coerente e persuasiva, la legittimità della sostituzione della misura cautelare è difficile da censurare in Cassazione.
  • La Corte di Cassazione controlla la congruenza e la logicità della motivazione, non pretende una rivalutazione dei fatti; quindi il ricorrente deve dimostrare vizi formali o logici nella motivazione e non il mero dissenso sulle risultanze probatorie.
  • Dichiarare l'inammissibilità del ricorso può comportare condanne alle spese e l'applicazione di sanzioni (es. somme a favore della Cassa delle ammende), per cui occorre valutare la fondatezza del motivo prima di proporre ricorso in Cassazione.
  • La presenza di dichiarazioni false o tendenziose rese dall'indagato agli organi investigativi può essere valorizzata dal giudice come elemento che aggrava il quadro indiziario e giustifica misure cautelari più severe.

Testo integrale

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