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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46873/2022 del 12/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza di condanna (ammenda di euro 500,00 ciascuno per porto di oggetti atti a offendere, legge 110/1975 art.4, ipotesi di lieve entità) sostenendo nullità della citazione a giudizio per inosservanza delle norme di notifica: il decreto di citazione non sarebbe stato notificato presso i domicili eletti dagli imputati ma a indirizzi diversi e, successivamente, presso il difensore d'ufficio. Contestano dunque l'omessa preventiva prova del rituale tentativo di notifica presso il domicilio eletto e deducono la nullità rilevabile ai sensi degli artt.161 e 420-bis c.p.p.

La decisione

La Corte di legittimità ha ritenuto il ricorso fondato: ha affermato che la notifica del decreto di citazione a giudizio eseguita presso il difensore d'ufficio, anziché presso il domicilio eletto e senza il rituale tentativo presso quest'ultimo, determina una nullità assoluta e insanabile ai sensi dell'art.179, comma 1, c.p.p., deducibile anche in sede di legittimità. Perciò la Corte ha annullato la sentenza impugnata e ha rinviato il processo al Tribunale di Latina per nuovo giudizio.

Norme richiamate

  • legge 18 aprile 1975, n. 110, art. 4

    art. 4, primo e quarto comma

    La condotta (porto di un bastone artigianale di plastica lunga 84 cm) è stata qualificata come porto di arma od oggetto atto a offendere nella forma di lieve entità; la norma è stata applicata per la tipizzazione del reato e per la determinazione della misura sanzionatoria

  • codice di procedura penale, art. 161, comma 4

    La notifica può essere effettuata presso il difensore domiciliatario; tuttavia la Corte precisa che la notifica al difensore d'ufficio non può sostituire la preventiva prova dell'avvenuto tentativo di notifica al domicilio eletto dagli imputati

  • codice di procedura penale, art. 179, comma 1

    Il vizio di notifica così descritto integra una nullità assoluta ed insanabile, che può essere fatta valere anche in sede di legittimità

  • codice di procedura penale, art. 420-bis

    Richiamato dai ricorrenti quale norma procedurale relativa alle nullità; la Corte ha valutato la rilevanza della nullità dedotta in base ai principi indicati

  • giurisprudenza della Cassazione (Sez. 6, n. 8048 del 31/10/2019, Lamarina, Rv. 275425)

    Sez. 6, n. 8048 del 31/10/2019 (Lamarina)

    Precedente utilizzato come principio di riferimento: la notifica al difensore d'ufficio non consente di presumere la conoscenza dell'atto da parte dell'imputato come potrebbe avvenire con il difensore di fiducia; conferma il regime di nullità assoluta

Massime di principio

  • La notifica del decreto di citazione a giudizio deve rispettare il domicilio eletto dall'imputato: l'omesso e rituale tentativo di notifica al domicilio eletto può cagionare nullità assoluta
  • La notifica effettuata al difensore d'ufficio non sostituisce a monte la notifica al domicilio eletto e non consente di presumere automaticamente la conoscenza dell'atto da parte dell'imputato
  • La nullità di notifica così configurata è assoluta e insanabile e può essere fatta valere anche in sede di legittimità, con conseguente annullamento della sentenza e rinvio per nuovo giudizio
  • Se la notifica è stata effettuata presso il difensore di fiducia, la valutazione può essere diversa perché sussiste un rapporto fiduciario che giustifica, in casi limitati, una presunzione di conoscenza; la distinzione fra difensore di fiducia e difensore d'ufficio è dunque cruciale
  • Prassi consigliata: verificare sempre l'esattezza degli indirizzi dichiarati dall'imputato, documentare i tentativi di notifica al domicilio eletto e, in presenza di notifica al difensore d'ufficio, contestare tempestivamente la validità della notifica se non risultano eseguiti i previsti tentativi domiciliari

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