Sentenza n. 4337/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4
per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto (Sezione Seconda) n. 1792/2024, resa tra le parti.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Sentenza del TAR Veneto che aveva respinto l'impugnazione delle prescrizioni comunali relative al reperimento o alla monetizzazione di parcheggi pubblici o di uso pubblico ai fini del permesso di costruire per il mutamento di destinazione d'uso in albergo
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Gli appellanti contestavano la sentenza del TAR e gli atti comunali nella parte in cui avevano imposto, quale condizione per il rilascio del permesso di costruire, il reperimento o la monetizzazione di parcheggi nella misura di 1,3 mq per ogni mq di superficie lorda di pavimento. Deducevano, anzitutto, che dovesse applicarsi l'art. 84, comma 13, delle N.T.O., ritenuto norma speciale per gli interventi sul patrimonio edilizio esistente, e non l'art. 137, che avrebbe natura generale. Secondo gli appellanti, il mutamento da destinazione direzionale a turistico-ricettiva non avrebbe comportato un maggiore carico urbanistico, anche perché la normativa regionale prevederebbe per il turismo dotazioni inferiori rispetto a quelle per attività commerciali e direzionali. Deducevano inoltre che i parcheggi richiesti dall'art. 137 fossero parcheggi pertinenziali o comunque funzionali alla singola struttura, distinti dagli standard urbanistici territoriali disciplinati dal d.m. 1444/1968, dall'art. 31 e dall'art. 42-bis della l.r. Veneto n. 11/2004 e dall'art. 127 delle N.T.O.; ne sarebbe derivata l'inapplicabilità della monetizzazione. Sostenevano poi che la dotazione urbanistica fosse già soddisfatta in ragione della destinazione preesistente e che le previsioni comunali fossero illegittime o sproporzionate, imponendo un'area di circa 1.100 mq e una monetizzazione potenzialmente superiore a 300.000 euro. Infine lamentavano l'omessa pronuncia del TAR sulla sproporzione della misura.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha respinto l'appello, confermando la sentenza del TAR. Ha ritenuto che i parcheggi previsti dall'art. 137 delle N.T.O. per alberghi e strutture ricettive siano standard urbanistici, non parcheggi meramente pertinenziali o funzionali alla singola struttura. La qualificazione deriva anche dal comma 3 dell'art. 137, che consente di individuare i parcheggi su aree assoggettate a vincolo di uso pubblico, e dalla funzione di riequilibrio del carico urbanistico propria degli standard. L'art. 137 si applica espressamente agli alberghi, senza che rilevi il maggiore o minore afflusso di pubblico rispetto alla destinazione precedente; tale riferimento opera per una categoria residuale di edifici, mentre gli alberghi sono autonomamente contemplati dalla disposizione. L'art. 84, comma 13, non costituisce una deroga espressa all'art. 137 né esclude la monetizzazione per gli alberghi. L'interpretazione coordinata dell'art. 42-bis, comma 8, lett. b), della l.r. n. 11/2004, dell'art. 88 e dell'art. 137 delle N.T.O. consente quindi al Comune di imporre la monetizzazione quando il reperimento fisico degli spazi sia impossibile. La censura relativa alla misura differenziale della monetizzazione è stata dichiarata inammissibile per carenza di interesse attuale, poiché gli atti impugnati non avevano ancora quantificato la somma dovuta e non avevano stabilito l'applicabilità delle delibere comunali richiamate dagli appellanti. Il giudice ha comunque precisato che la quantificazione dovrà riguardare le sole ulteriori dotazioni rese necessarie dal mutamento di destinazione d'uso, tenendo conto dell'uso precedente. Sono state assorbite le censure sull'irrazionalità della misura prevista dall'art. 137, poiché il relativo esercizio del potere pianificatorio potrà essere sindacato solo dopo la concreta quantificazione della monetizzazione; il giudice non può pronunciarsi su poteri amministrativi non ancora esercitati. Le eccezioni processuali del Comune non sono state esaminate perché l'appello era infondato nel merito. Spese del doppio grado compensate per la complessità della fattispecie.
Norme richiamate
art. 42-bis, comma 8, lett. b), l.r. Veneto n. 11/2004
al reperimento degli standard minimi previsti dalla legge o dallo strumento urbanistico per la nuova destinazione, salva la possibilità di monetizzazione qualora il comune accerti l’impossibilità di reperimento degli spazi per le ulteriori eventuali dotazioni necessarie a seguito della diversa destinazione d'uso
Il mutamento di destinazione d'uso impone il reperimento degli standard per la nuova destinazione; se gli spazi ulteriormente necessari non possono essere reperiti, è possibile la monetizzazione. La quantificazione deve riferirsi alle ulteriori dotazioni determinate dal confronto con l'uso precedente.
art. 31 l.r. Veneto n. 11/2004
relativamente al turismo, mq. 15 ogni 100 mc., oppure mq. 10 ogni 100 mq., nel caso di insediamenti all'aperto
Stabilisce le dotazioni minime di aree per servizi in rapporto alle diverse destinazioni d'uso, comprese quelle turistiche.
art. 84, comma 13, N.T.O. del Piano degli interventi
Le modifiche di destinazione d'uso per le attività commerciali, direzionali, devono garantire la dotazione minima di parcheggi pertinenziali, pubblici e/o di uso pubblico prescritte dal P.I. e dalla legislazione vigente.
Non costituisce una deroga espressa all'art. 137 delle N.T.O. e non esclude l'applicazione della monetizzazione prevista dalle altre disposizioni comunali agli alberghi.
art. 88 N.T.O. del Piano degli interventi
Qualora gli interventi sul patrimonio edilizio esistente comportino il reperimento di aree a standard è consentito, in caso di impossibilità, la monetizzazione delle stesse secondo i valori stabiliti dal Comune di Cittadella.
Prevede in via generale la monetizzazione degli standard richiesti per interventi sul patrimonio edilizio esistente quando il reperimento delle aree sia impossibile; la previsione comprende anche gli alberghi.
art. 127 N.T.O. del Piano degli interventi
relativamente al turismo, mq. 15 ogni mc. 100, considerati esclusivamente primari, di cui minimo il 50% a parcheggio e il rimanente a verde
Disciplina le dotazioni minime di aree per servizi per la destinazione turistica.
art. 137 N.T.O. del Piano degli interventi
Per alberghi, centri ricreativi e/o sportivi ed altri edifici con destinazione d'uso che comporti un notevole afflusso di pubblico devono essere reperiti parcheggi nella misura di 1.3 mq / 1 mq di superficie lorda di pavimento; i parcheggi relativi ad attività di cui sopra possono anche essere individuati su aree con vincolo ad uso pubblico.
Impone agli alberghi uno standard di parcheggio di 1,3 mq per mq di superficie lorda di pavimento e qualifica la relativa dotazione come destinazione pubblica o di uso pubblico, consentendo l'assolvimento mediante aree vincolate all'uso pubblico e, nei casi previsti, mediante monetizzazione.
art. 34 c.p.a.
Preclude al giudice amministrativo di pronunciarsi su poteri amministrativi non ancora esercitati; pertanto la legittimità della quantificazione della monetizzazione potrà essere valutata solo dopo la sua concreta determinazione.
d.m. 2 aprile 1968, n. 1444
Gli standard urbanistici rappresentano la misura degli spazi pubblici destinati ad attività collettive, verde pubblico e parcheggi, in funzione dell'equilibrio territoriale e della qualità della vita.
Massime di principio
- I parcheggi imposti dagli strumenti urbanistici per alberghi e strutture ricettive, quando siano destinati anche a uso pubblico o siano collocabili su aree vincolate all'uso pubblico, costituiscono standard urbanistici finalizzati a compensare il maggior carico urbanistico e non meri parcheggi pertinenziali funzionali alla singola struttura.
- Una disciplina locale che imponga agli alberghi una specifica dotazione di parcheggi pubblici o di uso pubblico prevale, per la fattispecie regolata, sulla disciplina generale relativa alle modifiche di destinazione d'uso, salvo che quest'ultima contenga un'espressa deroga incompatibile; il mancato richiamo degli alberghi in una disposizione generale non è sufficiente a escludere l'applicazione della disciplina speciale.
- La monetizzazione degli standard può sostituire il reperimento fisico delle aree quando la legge regionale o lo strumento urbanistico locale la prevedano e l'amministrazione accerti l'impossibilità di reperire gli spazi; la monetizzazione non è una vicenda meramente patrimoniale, ma uno strumento per assicurare il soddisfacimento degli interessi collettivi connessi alle dotazioni territoriali.
- In caso di mutamento di destinazione d'uso, la monetizzazione degli standard deve essere parametrata alle sole ulteriori dotazioni necessarie rispetto all'uso precedente, non all'intera dotazione astrattamente prevista per la nuova destinazione.
- La legittimità della misura concreta della monetizzazione non può essere scrutinata prima che l'amministrazione abbia esercitato il potere di quantificazione; una censura rivolta contro una somma solo ipotizzata è priva di interesse attuale e il giudice non può sostituirsi all'amministrazione nell'esercizio di un potere non ancora esercitato.
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