Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26165/2024 del 03/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame che confermava il sequestro preventivo disposto dal GIP su somme di denaro nei conti correnti (intestati a Maggi e alla moglie), quote di fondi comuni, valori in cassette di sicurezza, due immobili (Arzachena e Cortina d'Ampezzo) e un'autovettura. Il sequestro si fondava sull'ipotesi di bancarotta fraudolenta distrattiva a carico di Maggi (amministratore della Diesel Center s.p.a. fallita) e su trasferimenti e distribuzioni di somme ritenute provento del reato. I ricorrenti deducono: a) carenza o mera apparenza di motivazione e mancanza di autonoma valutazione del GIP/Tribunale del riesame (violazione artt. 324 e 309 c.p.p.); b) mancanza di adeguata motivazione circa la sussistenza, concretezza e attualità delle esigenze cautelari (periculum in mora); c) assenza di adeguata motivazione sul nesso di pertinenzialità tra i beni sequestrati (in particolare gli immobili di Cortina e Arzachena e le quote dei fondi comuni) e il reato, con deduzione che alcuni beni erano stati acquisiti anteriormente o con risorse lecite. Inoltre, i ricorrenti terzi lamentano difetto di procura speciale per proporre ricorso.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di Jeannine Denise Mc Cann, Gerald James Mc Cann, Barbara Ann Mc Cann e Sofia Mara Maggi per mancata procura speciale, condannandoli alle spese e a versare euro 3.000 ciascuno alla Cassa delle ammende. Il ricorso di Michele Maggi è stato ritenuto inammissibile per difetto di interesse rispetto ai beni non intestati a lui. Sui beni a lui intestati, la Corte ha respinto i primi due motivi ritenendo che il provvedimento di sequestro e l'ordinanza del riesame contenevano adeguata motivazione e valutazione circa il fumus e il periculum (si richiamano trasferimenti ingenti all'estero e rischio concreto di dispersione). Tuttavia la Corte ha accolto il terzo motivo in parte, rilevando che il Tribunale del riesame non ha risposto alle specifiche censure relative al nesso di pertinenzialità degli immobili di Arzachena e Cortina d'Ampezzo; per ciò ha annullato l'ordinanza limitatamente a tali immobili e ha rinviato il relativo esame al Tribunale del riesame di La Spezia per nuovo esame. Infine, sono state imposte spese e sanzioni per i ricorrenti inammissibili.

Norme richiamate

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Il rinvio al comma 7 consente l'applicazione di alcune disposizioni del riesame; impone che il tribunale del riesame compia autonoma valutazione degli elementi a fondamento della misura cautelare e può annullare il provvedimento se manca motivazione o autonoma valutazione.

  • art. 309, comma 9, cod. proc. pen.

    Prevede il potere del tribunale di riesame di annullare il provvedimento cautelare ove la motivazione manchi o non contenga autonoma valutazione; la Corte ha richiamato la compatibilità di tale previsione con il sequestro reale e probatorio.

  • art. 322 cod. proc. pen.

    Disciplina la legittimazione ad impugnare il provvedimento di sequestro (ricorso di riesame) e richiede interesse concreto e attuale dell'impugnante; la Corte ha ritenuto che l'indagato possa impugnare solo se ha interesse corrispondente all'effetto tipizzato (dissequestro e restituzione) rispetto al bene.

  • art. 100 cod. proc. pen.

    Stabilisce le forme della procura alle liti; la Corte ha ricordato l'obbligo, per i terzi interessati, di conferire procura speciale per proporre ricorso in cassazione contro ordinanze su misure reali.

  • art. 616, comma 1, cod. proc. pen.

    Consente la condanna al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende per i ricorsi inammissibili; applicata dalla Corte per fissare l'importo di euro 3.000 per ciascun ricorrente inammissibile.

Massime di principio

  • Il terzo interessato (non indagato titolare del bene) deve conferire procura speciale nelle forme dell'art. 100 c.p.p. per proporre ricorso in Cassazione contro ordinanze su misure cautelari reali; la mancata procura determina inammissibilità.
  • L'indagato può impugnare il sequestro solo per i beni di cui ha interesse concreto e attuale (interesse al dissequestro); se il bene non è intestato all'indagato il ricorso può essere privo di interesse e quindi inammissibile.
  • Il tribunale del riesame/il GIP devono fornire motivazione autonoma e puntuale sia sul fumus del reato sia sulle esigenze cautelari (periculum in mora); la mera ripetizione della richiesta del P.M. può essere insufficiente se non seguita da valutazione autonoma, ma una motivazione che individua concreto e attuale rischio di dispersione può essere ritenuta idonea.
  • Se la difesa solleva censure specifiche circa il nesso di pertinenzialità tra singoli beni e il reato (es. acquisto anteriore, risorse lecite), il giudice del riesame deve affrontare e motivare specificamente tali censure; l'omessa risposta può comportare annullamento parziale del provvedimento e rinvio.
  • La Corte di Cassazione può pronunciarsi in modo parziale: respingere i motivi per alcuni beni e annullare il provvedimento limitatamente ad altri, con rinvio per nuovo esame, evitando cancellazione totale se il vizio è circoscritto.
  • Ricorsi inammissibili o temerari possono comportare condanne alle spese e sanzioni a favore della Cassa delle ammende; è quindi importante verificare preventivamente i requisiti formali (procure) e l'interesse concreto.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.