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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7356/2023 del 21/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore impugnava l'ordinanza del Tribunale di Varese che, accogliendo parzialmente l'istanza di riesame proposta nell'interesse degli odierni resistenti, aveva annullato il decreto di sequestro preventivo emesso dal Gip relativamente ad immobili intestati a Castellini. Il motivo del ricorso per cassazione era che il giudice del riesame avrebbe errato nel ritenere che l'accertamento patrimoniale dovesse considerare anche periodi temporali anteriori, mentre l'indagine patrimoniale si era riferita al quinquennio 2016-2021 ed era idonea a legittimare il sequestro ai sensi dell'art. 240-bis c.p., normativa che, secondo il ricorrente, prescindeva dalla pertinenzialità temporale dell'acquisto dei beni rispetto alla commissione dei reati.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha ritenuto che il Tribunale di Varese avesse correttamente applicato il principio della ragionevolezza temporale che circoscrive la presunzione di illegittima acquisizione di beni sproporzionati rispetto alle entrate lecite. Il giudice di merito ha motivato che l'immobile in questione era stato acquistato nel 2008 mentre l'accertamento patrimoniale riguardava il periodo 2015-2020 e i fatti delittuosi contestati risalivano al 2021, per cui risultava illogico comprimere il diritto di proprietà su acquisiti così anteriori alle indagini e ai reati; si poteva quindi ipotizzare l'impiego di redditi leciti. Inoltre la Corte ha ritenuto il ricorso del Procuratore generico e valutativo, poiché non si confrontava sui passaggi argomentativi dell'ordinanza ma proponeva una lettura alternativa degli atti d'indagine, materia estranea al sindacato di legittimità in cassazione. Per queste ragioni il ricorso è stato dichiarato inammissibile e l'ordinanza impugnata è rimasta confermata.

Norme richiamate

  • art. 240-bis cod. pen.

    La norma, applicata come criterio per il sequestro/preconfisca, è stata interpretata alla luce del principio della ragionevolezza temporale: la presunzione di acquisizione illecita di beni sproporzionati deve essere circoscritta in un arco temporale ragionevole e non può estendersi a beni acquistati con largo anticipo rispetto ai fatti oggetto di indagine, salvo indizi specifici che colleghino l'acquisto al reato

  • art. 110 e art. 644 cod. pen.

    Riferimento ai reati contestati (concorso e ricettazione): la presenza di tali capi d'imputazione non esaurisce automaticamente la possibilità di sequestro di beni acquistati molto anteriormente alla commissione dei reati; è necessario valutare la relazione temporale e fattuale tra reato e acquisto

  • art. 12-sexies decreto-legge 8 giugno 1992 n. 306, convertito con legge 7 agosto 1992 n. 356

    Richiamato come fonte normativa storica dell'istituto, conferma il principio che la presunzione di origine illecita deve rispettare limiti di ragionevolezza temporale e non può travolgere diritti di proprietà sulle acquisizioni anteriori senza adeguata motivazione

Massime di principio

  • La presunzione di acquisizione illecita di beni di valore sproporzionato rispetto alle entrate lecite va limitata da un criterio di ragionevolezza temporale: beni acquistati con largo anticipo rispetto ai fatti contestati non sono "ictu oculi" estranei all'ipotesi di lecita provenienza e richiedono indizi specifici per essere assoggettati a sequestro.
  • Il sindacato di legittimità in Cassazione sulle ordinanze di sequestro è circoscritto a questioni di diritto: non è ammesso un riesame valutativo degli elementi di fatto né la semplice proposta di una diversa interpretazione degli atti d'indagine.
  • Chi impugna un'ordinanza per violazione di legge deve confrontarsi in modo puntuale con i passaggi argomentativi della motivazione del giudice del riesame; ricorsi generici o meramente teorici sono dichiarati inammissibili.
  • Per legittimare un sequestro preventivo su beni acquistati anteriormente ai fatti contestati è necessario dimostrare un concreto nesso temporale o indizi specifici che colleghino l'acquisto all'origine illecita delle risorse usate.
  • Il bilanciamento tra esigenza cautelare dello Stato e tutela del diritto di proprietà impone che le limitazioni patrimoniali siano adeguatamente motivate e proporzionate rispetto alla distanza temporale e agli elementi di prova raccolti.

Testo integrale

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