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Cassazione Penale, Ordinanza n. 40147/2025 del 15/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, condannando la ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende, rilevando che il motivo era privo di pregio e che non potevano escludersi profili di colpa nella proposizione dell'impugnazione. La condanna di merito è rimasta ferma.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La ricorrente ha impugnato la sentenza della Corte di appello che aveva confermato la condanna di primo grado per false dichiarazioni rese nella domanda di reddito di cittadinanza. Con un unico motivo ha dedotto formalmente un vizio di motivazione, ma in sostanza ha prospettato un vizio di violazione di legge, sostenendo che la condanna fosse incompatibile con la declaratoria di illegittimità costituzionale del requisito decennale di residenza per gli stranieri, alla luce della sentenza della Corte costituzionale n. 31/2025 e della precedente pronuncia della CGUE del 29/04/2024. La Corte di cassazione ha ritenuto il motivo infondato, osservando che la giurisprudenza di legittimità ha già affermato la conformità dell'art. 7, comma 1, d.l. n. 4/2019 ai principi costituzionali e sovranazionali, pur dopo la riduzione a cinque anni del requisito di residenza, e che nel caso concreto la ricorrente non avrebbe comunque maturato neppure il quinquennio di residenza al momento della domanda presentata il 5/02/2021.

Norme richiamate

  • art. 7, comma 1, d.l. 28 gennaio 2019, n. 4, conv. in l. 28 marzo 2019, n. 26

    sanzionante penalmente la non rispondenza al vero delle dichiarazioni del richiedente riguardanti la propria precedente residenza

    La norma incriminatrice resta compatibile con i principi costituzionali e sovranazionali, anche dopo la rimodulazione del requisito di residenza a cinque anni.

  • art. 2 del d.l. 48/2023

    È richiamato come parametro legislativo che conferma la ragionevolezza del requisito quinquennale di radicamento territoriale.

  • sentenza Corte costituzionale n. 31/2025

    Ha dichiarato illegittimo il requisito decennale di residenza per l'accesso al reddito di cittadinanza da parte degli stranieri, con effetti considerati dalla Corte nel valutare la rilevanza penale del fatto.

  • sentenza CGUE del 29/07/2024, cause riunite C-112/22 e C-223/22

    È richiamata come decisione che considera adeguato un periodo di cinque anni per attestare il radicamento sul territorio.

Massime di principio

  • In tema di false dichiarazioni per l'ottenimento del reddito di cittadinanza, la modifica o caducazione del requisito amministrativo di residenza non esclude automaticamente la rilevanza penale della falsa attestazione, se la condotta ha comunque riguardato un requisito effettivamente richiesto al momento della domanda.
  • La verifica della rilevanza penale va compiuta con riferimento alla normativa vigente al tempo della richiesta e alla concreta insussistenza del requisito dichiarato; il venir meno del parametro decennale non neutralizza il falso quando l'interessato non avesse maturato neppure il periodo quinquennale poi ritenuto congruo.
  • È inammissibile il ricorso per cassazione che si limiti a riproporre come vizio di motivazione una censura che in realtà attiene alla violazione di legge, senza confrontarsi in modo decisivo con la ratio della decisione impugnata.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna alle spese processuali e, quando emergano profili di colpa nella proposizione dell'impugnazione, anche alla sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieIndebita compensazioneImpugnazioni
RamiReati tributariProcesso penale
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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