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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 48055/2023 del 04/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione articolato in tre motivi: 1) vizio di motivazione e illogicità nella ricostruzione della dinamica del sinistro, contestata adesione alle conclusioni del consulente del P.M. anziché a quelle della difesa (posizionamento della Volkswagen parcheggiata, presunto concorso di colpa del proprietario e del conducente della BMW, rilevanza delle fotografie scattate dopo l'urto, rilevanza delle immagini video, velocità e perdita di controllo, rilevanza del mancato uso delle cinture); 2) vizio di motivazione e violazione dell'art.62-bis cod.pen. per il diniego delle circostanze attenuanti generiche (si deducevano collaborazione nelle indagini, giovane età e stato di incensuratezza); 3) contraddittorietà della motivazione circa la non applicazione della riduzione di pena nella massima estensione prevista dall'art.589-bis, comma 7, nonostante il riconoscimento di prevalenza dell'attenuante sulle aggravanti.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso infondato e lo ha respinto. Ha confermato la valutazione congiunta delle decisioni di primo e secondo grado (lettura integrata della doppia conforme), ritenendo non censurabili le scelte di merito: la Corte d'appello ha adeguatamente motivato l'adesione al consulente del P.M. sul posizionamento della Volkswagen e sulla rilevanza causale della condotta del D'Eugenio (mancato controllo del veicolo, stato di ebbrezza), ha correttamente escluso l'assorbimento causale da parte di eventuali fattori esterni e ha motivato congruamente il diniego delle attenuanti generiche (assenza di elementi positivi sufficienti) nonché la misura della riduzione di pena (attenuante prevalente ma non applicata nella misura massima per la gravità del fatto e il grado di colpa). Di conseguenza resta confermata la condanna per il reato di cui all'art.589-bis cod.pen. e la commisurazione della pena operata dalla Corte d'appello (anche se la Cassazione riassume il rigetto del ricorso, mantenendo le statuizioni di merito).

Norme richiamate

  • art.589-bis cod.pen.

    Norma che disciplina i delitti di omicidio e lesioni stradali aggravate; la Corte ha valutato il rapporto tra aggravanti e attenuanti (in particolare il comma settimo) ritenendo prevalente l'attenuante indicata ma non applicando la diminuzione nella massima estensione per la gravità complessiva del fatto

  • art.40 cod.pen.

    Richiamato in relazione al nesso di causalità: la condotta dell'agente deve essere valutata come causa dell'evento

  • art.41 cod.pen.

    Richiamato per definire il rapporto di causalità e le eccezioni in cui cause sopravvenute escludono il nesso causale

  • art.141, comma 2 Codice della Strada

    Il conducente deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza, specialmente l'arresto tempestivo del veicolo entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile

    Principio di diligenza del conducente: anche se vi era un ostacolo parziale (sporgenza di pneumatico), l'imputato doveva mantenere il controllo e poter evitare l'impatto; la Corte ha ritenuto l'ostacolo prevedibile e non idoneo ad escludere la colpa

  • art.62-bis cod.pen.

    Disciplina le circostanze attenuanti generiche: dopo la riforma non basta lo stato di incensuratezza; il giudice richiede elementi positivi che giustifichino la diminuzione, valutazione rimessa al giudice di merito

  • art.133 cod.pen.

    Elenca gli elementi per la determinazione della pena; la Corte ha ritenuto che, nell'esame di tali elementi, prevalesse la gravità del fatto e il grado della colpa

  • art.606 cod.proc.pen.

    Norma sui motivi di ricorso per cassazione (lett. b ed e richiamate nel ricorso) e limiti di sindacato in ordine a censure di motivazione; la Corte ha ricordato i limiti del controllo di legittimità rispetto alla valutazione di fatto

  • d.l. 23 maggio 2008, n. 92 (conv. L. 24 luglio 2008, n. 125)

    Riferimento alla riforma dell'art.62-bis: modifica che rende più rigorosi i presupposti per il riconoscimento delle attenuanti generiche

Massime di principio

  • La Corte di cassazione non riesamina i fatti: non può sostituire la propria valutazione delle prove a quella del giudice di merito quando la motivazione è congrua; i fatti e l'apprezzamento della prova rimangono prerogativa dei giudici di merito
  • Il giudice di merito può scegliere tra consulenze tecniche contrastanti, purché espliciti e motivi la scelta con riferimento alle ragioni della tesi disattesa; tale scelta è insindacabile in sede di legittimità salvo illogicità manifesta
  • La presenza di un ostacolo prevedibile sulla carreggiata non esclude automaticamente la responsabilità del conducente: rileva se l'ostacolo era percepibile e se il conducente poteva mantenere il controllo e adottare le manovre necessarie
  • La mancata utilizzazione delle cinture di sicurezza dai passeggeri non sempre esclude la responsabilità dell'autista; inoltre, questioni non sollevate nei gradi precedenti (o sollevate tardivamente) possono essere inammissibili in cassazione
  • Per ottenere il riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche occorrono elementi positivi (collaborazione efficace, elementi della personalità, ecc.); giovine età o incensuratezza, da sole, possono non essere sufficienti dopo la riforma dell'art.62-bis
  • Anche se un'attenuante prevale su aggravanti nella comparazione, il giudice di merito non e' obbligato ad applicare la riduzione nella misura massima se la gravità del fatto e il grado di colpa giustificano una riduzione inferiore
  • Le doglianze che mirano solo a una diversa ricostruzione storica o a una rivalutazione delle prove sono, di regola, inammissibili in cassazione; il ricorrente deve dimostrare vizi di diritto, motivazione assente o illogica, o violazioni di legge

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