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Sentenza

Sentenza n. 4488/2026 - Roma, Sezione 1

per l’annullamento del diniego a costruire perché emesso oltre i termini normativi e, per l’effetto dichiarare valida la s.c.i.a.;

Giustizia amministrativa202215123

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II bisSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di permesso di costruire in sanatoria adottato da Roma Capitale il 2 agosto 2022

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato il diniego della domanda di permesso di costruire in sanatoria, deducendo che fosse stato adottato oltre i termini normativi e chiedendo, per l'effetto, di ritenere valida la s.c.i.a. Il giudizio è divenuto potenzialmente superfluo perché, nelle more, Roma Capitale ha rilasciato un distinto permesso di costruire in sanatoria, depositato in atti il 16 gennaio 2025, che ha sostituito il diniego impugnato e soddisfatto il bene della vita perseguito. A seguito dell'eccezione officiosa di improcedibilità sollevata ai sensi dell'art. 73, comma 3, c.p.a., la ricorrente ha sostenuto di conservare interesse alla decisione in ragione delle riserve formulate da un consulente tecnico d'ufficio in un diverso giudizio civile circa la legittimità del titolo edilizio e la possibile natura abusiva e insanabile delle opere. Il difensore ha tuttavia confermato l'esistenza e la validità del permesso rilasciato dall'amministrazione.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. Il diniego impugnato era stato rimosso dall'ordinamento e sostituito da un permesso di costruire in sanatoria, idoneo a soddisfare la pretesa sostanziale della ricorrente. Secondo il Collegio, l'interesse legittimo azionato consiste nella pretesa a ottenere un provvedimento favorevole, non nella mera pretesa che tale provvedimento sia legittimo; una volta ottenuto il titolo edilizio, non residua un'utilità concreta derivante dall'annullamento del precedente diniego. Le valutazioni del CTU rese nel distinto giudizio civile sono state ritenute irrilevanti, poiché soltanto l'amministrazione titolare del potere edilizio può assentire o negare l'intervento. L'eventuale illegittimità del permesso in sanatoria potrà essere fatta valere mediante annullamento d'ufficio, nei limiti dell'art. 21-nonies l. 241/1990, oppure mediante impugnazione giudiziale da parte di un controinteressato leso. Le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    Consente al collegio di rilevare d'ufficio una questione rilevante ai fini della decisione, assegnando alle parti un termine per il deposito di memorie sulla questione.

  • art. 21-nonies l. 241/1990

    L'eventuale illegittimità del permesso di costruire in sanatoria può essere valutata dall'amministrazione mediante annullamento d'ufficio, entro i limiti previsti dalla disciplina dell'autotutela.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Costituisce il presupposto per l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della parte ricorrente.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato quale ulteriore fondamento della tutela dei dati personali della parte interessata.

Massime di principio

  • Il ricorso contro un diniego di titolo edilizio diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse quando, nelle more del giudizio, l'amministrazione rilascia un distinto provvedimento favorevole che soddisfa integralmente la pretesa sostanziale del ricorrente e non residua un'utilità concreta dall'annullamento del diniego originario.
  • L'interesse legittimo pretensivo azionato contro il diniego di un provvedimento amministrativo consiste nella pretesa al conseguimento del provvedimento favorevole, non nella pretesa autonoma alla legittimità dell'atto ottenuto; pertanto, il rilascio del titolo richiesto elimina l'interesse alla decisione sul diniego precedente.
  • Le valutazioni formulate da un consulente tecnico d'ufficio in un distinto giudizio non incidono, di per sé, sulla permanenza dell'interesse a ricorrere contro un diniego amministrativo, quando l'amministrazione competente abbia rilasciato un titolo favorevole e ne sia stata confermata l'esistenza e validità nel giudizio amministrativo.
  • L'eventuale illegittimità sopravvenientemente rilevata di un titolo edilizio favorevole può essere fatta valere dall'amministrazione mediante annullamento d'ufficio nei limiti dell'art. 21-nonies l. 241/1990, oppure da un controinteressato leso mediante autonoma impugnazione giudiziale.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioAutotutelaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseAutotutela decisoriaLegittimazione e interesse a ricorrere

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