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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21144/2024 del 29/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la conferma della condanna per tentato furto aggravato dalla violenza sulle cose e per incendio aggravato (su edificio abitato). I motivi: 1) contestazione della ricostruzione sulle cause e sulle modalita di propagazione dell'incendio, sostenendo l'assenza di prova dell'uso di un agente accelerante e quindi della rapidita e dell'intensita attribuite al rogo; 2) richiesta di riqualificazione del fatto da incendio a danneggiamento seguito da incendio, per mancanza della coscienza e volontà di causare un incendio di vaste proporzioni; 3) contestazione dell'elemento psicologico del tentato furto, atteso che alcuni oggetti trovati in possesso dell'imputato erano stati denunciati come sottratti anteriormente e la difesa sostiene che l'imputato fosse entrato per altro motivo e non con dolo di furto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto manifestamente infondati e reiterativi i tre motivi: 1) l'apprezzamento sull'uso di un accelerante era supportato da plurime evidenze (propagazione improvvisa, intensità dell'incendio valutata tramite fusione del termosifone, danni al solaio e alle mura, presenza di cuscino bruciato e bottiglia di grappa aperta, testimonianze e immagini), e l'assenza di accertamenti tecnici non escludeva la inferenza per le circostanze oggettive e per l'acqua gettata per spegnere il fuoco; 2) la qualificazione come reato di incendio ex art. 423 cod. pen. era coerente con i criteri giurisprudenziali sul dolo generico e con gli effetti del rogo (danno alla stabilita dell'abitazione e intervento dei vigili del fuoco per due ore); 3) con riguardo al tentato furto, la presenza della refurtiva, la violazione dell'inferriata e l'assenza di plausibili spiegazioni alternative consentivano di ritenere integrato il dolo e la condotta tipica del reato. Conseguentemente la Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e a una sanzione pecuniaria di euro tremila a favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 423 cod. pen.

    Norma che disciplina il delitto di incendio; interpretata secondo la giurisprudenza come reato connotato dal dolo generico, ossia la volontà di cagionare un evento con fiamme che tendono a propagarsi e a mettere in pericolo la pubblica incolumità. La Corte ha ritenuto integrati gli elementi richiesti per tale fattispecie.

  • art. 624-bis cod. pen.

    Norma relativa al furto; richiamata insieme alle altre disposizioni sul tentato furto per valutare l'elemento psicologico e la riconducibilità nella condotta dell'imputato.

  • art. 625, n. 2, cod. pen.

    Comma relativo alle aggravanti del reato di furto, richiamato nella valutazione dell'aggravazione per la violenza sulle cose (scardinamento dell'inferriata) e delle circostanze che aggravano la responsabilità.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina le conseguenze dell'inammissibilità del ricorso in Cassazione, applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese processuali.

  • art. 23 del d.l. n. 137 del 2020

    Previsione procedurale sulla trattazione scritta del procedimento; qui richiamata per la gestione del dibattimento scritto in Cassazione.

  • Corte Costituzionale, sent. n. 186 del 2000 (richiamata)

    Richiamata in tema di sanzione pecuniaria per inammissibilità, riguardo alla valutazione della colpa nella determinazione della causa di inammissibilità; la Corte ha ritenuto congrua la sanzione pecuniaria inflitta.

Massime di principio

  • La prova dell'uso di un accelerante per un incendio può essere validamente desunta da elementi circostanziali oggettivi (rapidità di propagazione, intensità del calore, danni strutturali, presenza di oggetti bruciati e liquidi) anche in assenza di analisi tecniche quando il materiale probatorio rende altamente probabile quella conclusione e il possibile campionamento è pregiudicato dall'intervento di spegnimento.
  • La distinzione tra incendio e danneggiamento seguito da incendio si fonda sull'elemento psicologico: l'incendio richiede il dolo generico rivolto a causare fiamme che si propagano e mettono in pericolo, mentre il danneggiamento seguito da incendio richiede il dolo specifico di danneggiare la cosa senza prevedere necessariamente la propagazione pericolosa.
  • La mera reiterazione di censure di fatto già esaminate in sede di merito e non supportate da nuovi elementi non supera il vaglio di ammissibilità in Cassazione e può essere dichiarata manifestamente infondata.
  • La presenza di refurtiva riconducibile alla persona offesa, l'ingresso fraudolento mediante scardinamento e il ritrovamento degli oggetti in possesso dell'imputato costituiscono elementi forti per la configurazione del tentato furto aggravato, dovendosi valutare congiuntamente modalità, tempi e natura degli oggetti sottratti.
  • In sede di impugnazione è essenziale contestare in modo specifico e motivato le argomentazioni logiche e probatorie della sentenza impugnata; rilievi generici o puramente ricorsivi rischiano l'inammissibilità del ricorso.
  • La dichiarazione di inammissibilità comporta conseguenze economiche per il ricorrente, incluse le spese processuali e sanzioni pecuniarie, salvo elementi che escludano la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

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