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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1718/2022 del 17/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ilinschi Benoni era stato condannato per ricettazione di un'autovettura (Fiat Panda verde). Avverso la sentenza d'appello che confermava la condanna (con riduzione della pena per prescrizione di altro reato) egli deduceva vizi di legge e di motivazione, sostenendo di aver immediatamente indicato le generalità del presunto dante causa, Tommaso Dornetto. La Corte territoriale aveva ritenuto credibile la deposizione di Dornetto che negava di conoscere l'imputato e di aver posseduto l'auto, considerando "ampie e verificabili" le circostanze a lui riferite. La Cassazione ha ritenuto fondato il ricorso: i giudici di merito non hanno adeguatamente verificato l'attendibilità di Dornetto (non lo avevano sentito con le garanzie di rito ex art. 64 c.p.p.), hanno usato argomentazioni illogiche sostenendo l'attendibilità senza effettiva verifica delle circostanze indicate e non hanno motivato in relazione al fatto che l'imputato conosceva nome, cellulare e aveva disponibilità di un'auto del modello riferito; inoltre la Corte richiamava il principio che, mentre l'onere della prova della colpevolezza grava sull'accusa, l'imputato ha un onere di allegazione volto a fornire elementi di spiegazione sull'origine della cosa ricevuta.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, annullando la sentenza impugnata e rinviando per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte di Appello di Torino, affinché siano colmate le lacune motivazionali e sia eseguita una puntuale verifica dell'attendibilità delle dichiarazioni rese dal presunto dante causa (in particolare provvedendo, se necessario, alla sua audizione con le garanzie di rito e motivando adeguatamente su eventuali elementi contraddittori).

Norme richiamate

  • art. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 2020 conv. in l. n. 176 del 2020

    art. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 2020 conv. in l. n. 176 del 2020

    Richiama la procedura adottata nel processo (norma processuale che consente il procedimento nelle forme indicate dal decreto-legge convertito).

  • art. 27, comma secondo, Cost.

    art. 27, comma secondo, Cost.

    Principio della presunzione di innocenza: l'imputato è considerato non colpevole fino alla condanna definitiva; incombe sull'accusa l'onere di provare la responsabilità penale.

  • art. 6, § 2, Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo

    Garantisce il diritto ad essere considerati innocenti fino a condanna definitiva; vincola gli organi giudicanti nella valutazione della prova.

  • art. 64 cod. proc. pen.

    Stabilisce le garanzie per l'assunzione delle dichiarazioni testimoniali e, più in generale, le cautele procedimentali nella audizione dei soggetti rilevanti per la prova; la Corte ha richiamato la necessità di audire il presunto dante causa secondo le garanzie previste.

Massime di principio

  • La prova della colpevolezza grava sull'accusa; tuttavia l'imputato ha un onere di allegazione: deve fornire indicazioni attendibili sull'origine della cosa ricevuta quando dichiara un terzo dante causa.
  • Se l'imputato indica un terzo come fonte della cosa, il giudice deve verificare puntualmente l'attendibilità di quel terzo; se le dichiarazioni del terzo sono decisive, vanno assunte con le garanzie di rito (art. 64 c.p.p.) e valutate con motivazione logica e completa.
  • Non è accettabile che il giudice affermi l'attendibilità di una testimonianza senza averla concretamente verificata; l'apprezzamento della credibilità deve basarsi su accertamenti effettivi e su adeguata motivazione.
  • La mancata motivazione su elementi che spiegano l'apparente conoscenza tra imputato e terzo (es. possesso di nome, numero di telefono, disponibilità di un veicolo del medesimo modello) costituisce vizio che può determinare l'annullamento e il rinvio.
  • In ipotesi di ricettazione, l'omessa o non attendibile indicazione dell'origine della cosa può essere indizio dell'elemento soggettivo, ma occorre sempre che il giudice valuti le spiegazioni fornite dall'imputato e verifichi le dichiarazioni dei terzi prima di fondare la condanna.

Testo integrale

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