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Cassazione Penale, Ordinanza n. 33261/2025 del 08/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha quindi confermato l'esito sfavorevole per l'imputato già definito in appello, imponendogli il pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello che, in parziale riforma della decisione di primo grado limitatamente al riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche e dell'attenuante di cui all'art. 62 n. 4 c.p., aveva comunque confermato la sua responsabilità per un tentativo di furto in abitazione aggravato. L'unico motivo deduceva contraddittorietà della motivazione, erronea applicazione della legge penale, mancata assoluzione perché il fatto non sussiste o perché non commesso dall'imputato, nonché errata qualificazione giuridica del fatto. La Corte ha ritenuto il motivo inammissibile perché non specificamente argomentato, privo delle ragioni di diritto e degli elementi di fatto a sostegno, e perché mirava sostanzialmente a ottenere una nuova valutazione del compendio probatorio, non consentita in sede di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 56 c.p.

    Richiamato come base normativa del tentativo riferito al reato contestato.

  • art. 624-bis c.p.

    Indica il reato contestato, qualificato come furto in abitazione o con strappo.

  • art. 625, n. 2, c.p.

    Richiamato come circostanza aggravante del reato contestato.

  • art. 62 n. 4 c.p.

    Circostanza attenuante già riconosciuta dalla Corte di appello in parziale riforma della sentenza di primo grado.

  • art. 581 c.p.p.

    La Corte afferma che i motivi di impugnazione devono essere specifici e contenere l'indicazione puntuale delle censure, con conseguente inammissibilità del ricorso privo di adeguata specificazione.

  • art. 33, comma 1, lett. d), d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150

    Richiamato come norma che ha introdotto il comma 1-bis dell'art. 581 c.p.p., rafforzando il requisito di specificità dei motivi di impugnazione.

  • legge 23 giugno 2017, n. 103

    Richiamata per l'intervento di riforma dell'art. 581 c.p.p. volto a rendere più stringente il contenuto dell'atto di impugnazione.

Massime di principio

  • Nel ricorso per cassazione i motivi devono essere specifici, puntuali e sorretti da un'autonoma argomentazione in diritto e in fatto; la mera enunciazione di doglianze generiche non soddisfa l'art. 581 c.p.p. e comporta l'inammissibilità dell'impugnazione.
  • In sede di legittimità non è consentita una richiesta di rivalutazione del materiale probatorio o una lettura alternativa delle fonti di prova, poiché tali profili attengono al merito e non al controllo di cassazione.
  • Quando il motivo di ricorso si limita a contestare in modo generico la motivazione della sentenza impugnata, senza confrontarsi specificamente con la decisione e senza indicare gli errori giuridici dedotti, il ricorso è inammissibile.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende nei casi previsti dalla legge.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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