Cassazione Civile, Ordinanza n. 37650/2021 del 30/11/2021
Sintesi
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Favorevole al resistente (datore di lavoro)
La controversia
La controversia nasce dalla domanda di un docente che aveva prestato servizio con una serie di contratti a tempo determinato stipulati con l'amministrazione scolastica e che lamentava l'abusiva reiterazione dei rapporti a termine. Dopo la domanda risarcitoria proposta davanti al giudice del lavoro, la Corte d'appello ha rigettato l'impugnazione rilevando che il lavoratore era stato successivamente stabilizzato ai sensi della L. n. 107/2015 e che tale immissione in ruolo, secondo la giurisprudenza di legittimità richiamata, era sufficiente a sanzionare l'abuso e a ristorare le conseguenze della violazione, in mancanza di specifiche allegazioni di danni ulteriori. Con il ricorso per cassazione il docente ha dedotto: 1) violazione di norme e dei principi di equivalenza ed effettività in tema di risarcimento del danno da reiterazione abusiva dei contratti a termine, richiamando la giurisprudenza delle Sezioni Unite; 2) questione pregiudiziale europea sulla compatibilità con la direttiva 1999/70/CE dell'esclusione di una misura risarcitoria/indennitaria quando vi sia stata l'immissione in ruolo tramite scorrimento delle graduatorie; 3) questione di legittimità costituzionale dell'esclusione del ristoro, prospettata rispetto agli artt. 3 e 117, primo comma, Cost. in relazione alla clausola 5 dell'Accordo quadro e alla Carta EDU. La Corte di cassazione ha esaminato congiuntamente i motivi e li ha ritenuti inammissibili perché la decisione impugnata era conforme alla giurisprudenza di legittimità consolidata, senza che le censure imponessero un mutamento di orientamento o un nuovo rinvio alla Corte costituzionale o alla Corte di giustizia.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, ritenendo che la questione fosse già stata decisa in modo conforme alla giurisprudenza di legittimità e che non vi fossero ragioni per un revirement o per ulteriori rinvii pregiudiziali. Ha inoltre disposto la compensazione integrale delle spese dell'intero processo, valorizzando la complessità delle questioni giuridiche sottese, e ha dato atto dell'obbligo del ricorrente di versare l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.
Norme richiamate
art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.
È richiamato come base del primo motivo di ricorso, proposto per violazione di legge.
art. 360-bis, n. 1 c.p.c.
La Corte lo applica per dichiarare inammissibili i motivi quando la decisione impugnata è conforme alla giurisprudenza della Cassazione e non emergono ragioni per mutarla.
art. 132 c.p.c.
Richiamato, insieme all'art. 118 disp. att. c.p.c., per il rinvio alla motivazione conforme già sviluppata in precedenti arresti.
art. 118 disp. att. c.p.c.
Richiamato per giustificare il rinvio alla motivazione di precedenti decisioni di legittimità.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 115/2002
Consente di porre a carico del ricorrente l'ulteriore importo pari al contributo unificato in caso di inammissibilità del ricorso.
art. 13, comma 1-bis, d.P.R. 115/2002
È il parametro cui si riferisce l'ulteriore importo dovuto a titolo di contributo unificato.
L. n. 107/2015
La stabilizzazione del docente ai sensi di questa legge è considerata dalla Corte territoriale idonea a sanzionare l'abuso e a ristorare le conseguenze della reiterazione dei contratti.
L. n. 124/1999, art. 4, comma 1
È richiamata dal ricorrente quale disciplina di riferimento dei contratti a termine del personale scolastico.
Direttiva 1999/70/CE
Invocata dal ricorrente in relazione ai principi di effettività ed equivalenza della tutela contro l'abuso nella reiterazione dei contratti a termine.
Clausola 5 dell'Accordo quadro allegato alla direttiva 1999/70/CE
Richiamata quale parametro eurounitario contro l'utilizzo abusivo di contratti a termine.
art. 3 Cost.
Invocato per la dedotta illegittimità costituzionale dell'esclusione del risarcimento in caso di stabilizzazione.
art. 117, primo comma, Cost.
Invocato in relazione al rispetto della normativa europea e convenzionale richiamata dal ricorrente.
art. 6, paragrafo 1, CEDU
Richiamato dal ricorrente quale parametro convenzionale nella prospettazione di illegittimità costituzionale.
Massime di principio
- Nel settore del lavoro pubblico scolastico, la successiva immissione in ruolo del dipendente può essere considerata misura idonea a sanzionare l'abuso della reiterazione dei contratti a termine e a rimuoverne le conseguenze, salvo allegazione e prova di danni ulteriori specifici.
- Quando la sentenza impugnata si è uniformata a un orientamento consolidato della Corte di cassazione, il ricorso per cassazione è inammissibile ex art. 360-bis, n. 1, c.p.c. se le censure non introducono argomenti tali da giustificare un revirement o nuovi rinvii pregiudiziali o di costituzionalità.
- L'onere di allegare in modo specifico un pregiudizio ulteriore rispetto a quello assorbito dalla stabilizzazione grava sul lavoratore che chieda il risarcimento da abuso del contratto a termine.
- La mera reiterazione di questioni già affrontate dalla giurisprudenza di legittimità, anche se formulate in termini di violazione di norme interne, diritto unionale e parametri costituzionali, non è sufficiente a superare il filtro di ammissibilità del ricorso.
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