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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42555/2024 del 20/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza del 29/02/2024 che aveva confermato la condanna per bancarotta fraudolenta per distrazione (artt. 216, comma 1 e 223, comma 1 legge fall.) in relazione alla sottrazione di una autovettura Porsche acquistata dalla "Amos srl" e poi intestata alla "Falber Fashion srl". Il ricorrente ha articolato più censure: (i) violazione di legge e della motivazione per non aver riconosciuto l'inopponibilità al fallimento della cessione Amos->Falber per mancata registrazione al PRA (richiamando art. 45 legge fall.); (ii) mancanza dell'elemento soggettivo del reato perché la vettura sarebbe stata inventariata solo dopo il prelievo; (iii) contestazione della responsabilità per una ipotizzata bancarotta fraudolenta impropria (non contestata nel capo di imputazione); (iv) mancata concessione delle attenuanti generiche ritenute negate per scelta difensiva e comportamento processuale.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte di legittimità ha ritenuto: (a) corretta l'affermazione della Corte d'appello secondo cui la cessione Falber->Menconi non era opponibile al fallimento per mancata registrazione al PRA; (b) irrilevante, ai fini della proprietà, la mancata registrazione della compravendita Amos->Falber: la registrazione è mezzo di pubblicità e opponibilità, non atto costitutivo del trasferimento di proprietà, per cui la Falber era proprietaria al momento della successiva cessione; (c) infondato il motivo riguardante l'elemento soggettivo: il reato di bancarotta fraudolenta per distrazione è delitto di pericolo a dolo generico e non richiede consapevolezza preventiva dello stato di insolvenza; inoltre la conoscenza dell'inclusione del bene nell'attivo fallimentare è dedotta dalle reazioni e dalle comunicazioni dei dipendenti dell'IVG al momento del prelievo; (d) irrilevante la censura sulla bancarotta impropria perché non contestata; (e) legittima la negazione delle attenuanti generiche, motivata con la gravità della condotta, la precedente condanna e l'assenza di elementi positivi. Conseguenza: rigetto del ricorso, conferma della condanna (3 anni di reclusione oltre pene accessorie) e condanna del ricorrente alle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 216, comma 1 legge fallimentare

    Norma che integra la fattispecie della bancarotta fraudolenta per distrazione: il reato è qualificato come delitto di pericolo con dolo generico; richiede che l'agente abbia agito con coscienza e volontà di compiere atti incompatibili con la conservazione del patrimonio aziendale e con l'interesse dei creditori.

  • art. 223, comma 1 legge fallimentare

    Richiamata insieme all'art. 216 nella contestazione; disciplina sanzioni correlate alla bancarotta fraudolenta. Utilizzata per inquadrare le conseguenze penali della condotta distrattiva.

  • art. 45 legge fallimentare

    Stabilisce che le formalità di pubblicità (es. registrazione) compiute dopo la dichiarazione di fallimento non hanno effetto nei confronti dei creditori. La Corte ha usato la norma per ritenere inopponibile al fallimento la cessione Falber->Menconi non registrata, ma ha altresì ricordato che la mancata registrazione non annulla l'effetto traslativo dell'atto tra privati se compiuto anteriormente e non contestato dai creditori.

  • art. 133 cod. pen.

    Richiamato implicitamente nella valutazione delle attenuanti generiche: l'applicazione delle attenuanti richiede elementi positivi di meritevolezza; il giudice di merito può motivare il diniego anche sulla base di un solo elemento ritenuto prevalente.

Massime di principio

  • La registrazione al PRA è strumento di pubblicità e opponibilità, non atto costitutivo del trasferimento di proprietà: l'assenza di registrazione non impedisce di per sé l'acquisto della proprietà tra le parti, ma può rendere la cessione inopponibile nei confronti di terzi come il fallimento se le formalità sono omesse e rilevanti rispetto ai rapporti con terzi.
  • L'art. 45 legge fall. tutela i creditori contro formalità compiute dopo il fallimento: per valutare l'opponibilità bisogna verificare tempi e conoscenze rispetto alla dichiarazione di fallimento e chi, al momento utile, abbia fatto valere i propri diritti.
  • La bancarotta fraudolenta per distrazione è reato di pericolo a dolo generico: non è necessario provare la consapevolezza preventiva dello stato di insolvenza né un nesso causale diretto tra distrazione e fallimento; invece occorre dimostrare che l'atto era incompatibile con la tutela del patrimonio sociale e idoneo a incidere sulle garanzie dei creditori.
  • La prova della consapevolezza che un bene rientri nell'attivo fallimentare può risultare da comportamenti e comunicazioni (es. opposizione dei custodi, telefonate) anche se il bene è stato formalmente inventariato in data successiva; gli elementi fattuali che indicano la conoscenza al momento dell'atto sono decisivi.
  • La mancata concessione delle attenuanti generiche va motivata con riferimento ad elementi di meritevolezza positivi; la loro attribuzione non è automatica in assenza di precedenti o di fatti che giustifichino la mitigazione, e il giudice può basare il rigetto su uno o pochi elementi ritenuti determinanti.
  • In casi analoghi è fondamentale documentare tempestivamente la titolarità reale dei beni (registrazioni, documenti di trasporto, contestazioni formali) e conservare prove che smentiscano la consapevolezza dell'inclusione del bene nell'attivo fallimentare (es. assenze di comunicazioni di vincolo, autorizzazioni scritte), poiché la valutazione giudiziale si fonda sia su formalità pubblicitarie sia su elementi di fatto ricostruibili.

Testo integrale

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