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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19747/2024 del 17/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la decisione di consegna alla Germania adottata dalla Corte di appello di Napoli sostenendo: (i) mancata verifica dell'assenza di esigenze cautelari e mancata valutazione del pericolo di fuga; il difensore chiedeva il rinvio dell'esecuzione del mandato di arresto europeo ai sensi dell'art.24 della legge n.69/2005 per consentire la partecipazione al procedimento penale pendente in Italia (sostegno che la detenzione all'estero paralizzerebbe la difesa); (ii) erronea valutazione sul concorso di richieste di consegna (esistenza di un altro mandato dall'Austria per fatti analoghi) siccome la Corte di appello avrebbe ritenuto che la questione attenga alla fase esecutiva e non decisoria, contrastando l'art.20 della legge n.69/2005.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto infondata la censura sulla verifica delle esigenze cautelari, ricordando che il mandato di arresto europeo cosiddetto processuale non impone all'autorità italiana di riesaminare la sussistenza delle esigenze cautelari interne ma solo di accertare che si tratti di decisione giudiziaria ai fini dell'azione penale. Ha inoltre confermato che la scelta discrezionale di dare priorità al procedimento tedesco (per maggiore gravità e contesto di rapine plurime) rientra nella valutazione della Corte di merito e, per essere censurata in Cassazione, richiede che il consegnando abbia specificamente allegato l'interesse rilevante, cosa non avvenuta. Quanto al concorso di richieste, la Cassazione ha chiarito che la valutazione sui mandati concorrenti (art.16 Decisione quadro 2002/584/GAI recepita dall'art.20 legge n.69/2005) riguarda la fase decisionale sulla consegna, ma anche qui il ricorrente non ha dimostrato un interesse concreto tale da fondare l'impugnazione. Conseguentemente il ricorso è stato respinto; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende; sono stati disposti gli adempimenti previsti dall'art.22, comma 5, della legge n.69/2005.

Norme richiamate

  • Legge 22 aprile 2005, n. 69 (attuazione della Decisione quadro 2002/584/GAI)

    artt. 17, 20, 24, art. 22 comma 5

    L'art.20 disciplina la decisione in caso di concorso di mandati di arresto europeo demandando alla Corte di appello (autorità esecutrice) la scelta discrezionale; l'art.24 prevede ipotesi di rinvio ma la prevalenza della scelta discrezionale in assenza di specifico interesse del consegnando non è sindacabile in Cassazione; art.22 comma 5 prevede adempimenti successivi alla pronuncia.

  • Decisione quadro del Consiglio 13 giugno 2002 (2002/584/GAI)

    art. 16 e art. 6, comma 2

    L'art.16 stabilisce che, in caso di più mandati per la stessa persona, l'autorità di esecuzione decide quale mandato eseguire e indica i criteri per la scelta; l'art.6 definisce l'autorità giudiziaria dell'esecuzione.

  • Codice di procedura penale italiano

    art. 274; disposizioni attuative art. 205-ter

    L'art.274 riguarda le esigenze cautelari interne ma, secondo la giurisprudenza, non sono rilevanti ai fini della verifica del carattere 'processuale' del mandato d'arresto europeo da parte dell'autorità italiana; l'art.205-ter disp. att. disciplina la partecipazione a distanza del detenuto al processo italiano.

  • Codice penale tedesco

    artt. 249, 250 comma 1, n.2, 25 comma 2

    Norme sostanziali tedesche che inquadrano il reato contestato (concorso in rapina aggravata) sulla base del quale è stato emesso il mandato di arresto.

  • Giurisprudenza citata

    Sez. 6, n.45525/2010; Sez. F n.34574/2008; Sez. U n.04614/2007; altre pronunce

    Costante orientamento che ammette l'esecuzione in Italia di mandati europei 'processuali' anche se fondati su misure cautelari estere non equivalenti a quelle italiane, in considerazione del principio di fiducia tra Stati membri e della natura decisionale del mandato.

Massime di principio

  • Il mandato di arresto europeo 'processuale' è una decisione giudiziaria estera che non richiede all'autorità italiana una nuova valutazione delle esigenze cautelari interne: l'attenzione è sulla natura giudiziaria della misura estera.
  • In caso di concorso di mandati di arresto europeo la Corte di appello (autorità di esecuzione) esercita una discrezionalità valutativa ai sensi dell'art.20 l.69/2005 (art.16 Decisione quadro); tale scelta è sindacabile in Cassazione solo se il consegnando dimostra uno specifico interesse concreto e l'erroneità della valutazione discrezionale.
  • La pendenza di un procedimento penale in Italia non impedisce automaticamente la consegna se la Corte ritiene prevalente l'interesse dello Stato richiedente (es. maggiore gravità del fatto); il difensore che chiede il rinvio deve motivare e dimostrare l'interesse a evitare la consegna.
  • Lo stato di detenzione all'estero non preclude la partecipazione al processo italiano: è possibile attivare forme di partecipazione a distanza (collegamento audiovisivo) se il trasferimento non è possibile.
  • Per contestare la decisione di consegna è opportuno, già in sede di merito, indicare espressamente quale mandato concorrente si ritiene debba prevalere e fornire elementi concreti a sostegno dell'interesse al rinvio; l'assenza di tale allegazione rende l'impugnazione inammissibile o destituita di rilevanza in Cassazione.

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