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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34969/2022 del 21/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso lamentava, in sintesi: I) omissione della notificazione del decreto di citazione per il giudizio di appello all'imputato presso il domicilio dichiarato nell'atto di appello; II) errata declaratoria di manifesta infondatezza della questione di illegittimità costituzionale del comma 2-bis dell'art. 186 c. str.; III) vizio di motivazione nel bilanciamento tra aggravanti contestate e attenuanti riconosciute.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il primo motivo fondato e assorbente: il decreto di citazione per l'appello non era stato notificato all'imputato al domicilio da questi dichiarato, ma erroneamente al precedente difensore che aveva rinunciato al mandato. La dichiarazione di domicilio nell'atto di appello è valida e vincolante; l'omessa notificazione integra la nullità assoluta prevista dall'art. 179 c.p.p. Conseguentemente la sentenza impugnata è stata annullata e la causa rinviata per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d'appello di Milano. Le altre censure sono state assorbite e non esaminate nel merito.

Norme richiamate

  • art. 186 Codice della Strada

    Norma penale sostanziale che regolamenta le fattispecie di guida in stato di ebbrezza con commi e aggravanti (qui richiamati i commi 2 lett. c), 2-bis e 2-sexies). Nel caso di specie il comportamento contestato era riconducibile a tali disposizioni, ma la questione di merito non è stata decisa per intervenuta nullità processuale.

  • art. 179 Codice di Procedura Penale

    Stabilisce la nullità della notificazione della citazione dell'imputato; l'omessa notificazione della citazione nei confronti dell'imputato integra una nullità assoluta e insanabile. La Corte ha applicato questa disposizione per annullare la sentenza d'appello.

  • art. 173, comma 1, disposizioni attuative Codice di Procedura Penale

    Norma procedurale richiamata in relazione ai motivi di ricorso in Cassazione; delimita le censure consentite in ricorso. Il ricorrente ha formulato i motivi ai sensi di questa disposizione.

  • Giurisprudenza citata (Sez. 2, n. 7834 del 28/01/2020 e Sez. U, n. 7697 del 24/11/2016)

    Precedenti utilizzati dalla Corte per affermare che la dichiarazione di domicilio resa personalmente dall'imputato è vincolante e che l'omessa notificazione della citazione all'imputato integra nullità assoluta; la giurisprudenza di legittimità conferma l'insanabilità dell'omissione.

Massime di principio

  • La dichiarazione di domicilio resa personalmente dall'imputato nell'atto di appello è valida e vincolante: le notificazioni devono essere effettuate presso tale domicilio e l'autorità deve tenerne conto.
  • L'omessa notificazione della citazione dell'imputato integra una nullità assoluta ai sensi dell'art. 179 c.p.p.; se accertata, rende necessaria l'annullamento della sentenza impugnata e il rinvio per nuovo giudizio, con assorbimento delle questioni di merito.
  • Le notificazioni effettuate a un difensore che ha già rinunciato al mandato non sostituiscono quelle all'imputato o al difensore effettivamente domiciliatario: occorre verificare lo stato del mandato difensivo prima di considerare valida la notifica.
  • Quando sussiste una nullità assoluta di notificazione, i giudici di legittimità non entrano nel merito delle ulteriori censure (es. questioni costituzionali o di motivazione), che risultano assorbite dalla pronuncia sulla nullità.
  • In situazioni simili, le parti devono sollevare tempestivamente l'eccezione di nullità per omissione di notifica; l'autorità giudiziaria d'appello deve invece accertare e rispettare la dichiarazione di domicilio contenuta negli atti processuali.

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