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Sentenza

Sentenza n. 5751/2026 - Napoli, Sezione 4

Giustizia amministrativa202105040

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Annullamento d’ufficio della SCIA presentata il 14 agosto 2019 per lavori di trasformazione dei locali in bar/bistrot e ordine di ripristino dello stato dei luoghi per opere ritenute abusive nella Galleria Principe di Napoli

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

La società, assegnataria in concessione onerosa dell’unità immobiliare comunale, aveva impugnato i provvedimenti del 20 settembre e 5 ottobre 2021 che annullavano d’ufficio la SCIA del 14 agosto 2019, nonché la disposizione dirigenziale del 31 agosto 2021 che ordinava il ripristino delle opere. A seguito di un sopralluogo del 2 marzo 2021 erano state contestate difformità rispetto alla SCIA e alle prescrizioni della Soprintendenza, con conseguente sequestro preventivo dei locali. La ricorrente deduceva: assenza dei presupposti, anche temporali, per l’autotutela; sostanziale conformità delle opere al progetto assentito; mancata considerazione dell’istanza del 2 aprile 2021 per il ripristino del montacarichi e dei tramezzi al piano interrato, poi rimossi; applicabilità al soppalco dell’art. 94-bis d.P.R. 380/2001 e dell’elenco regionale degli interventi privi di rilevanza sismica, oltre al sopravvenuto rilascio dell’autorizzazione sismica in sanatoria; contestazione dell’incremento volumetrico al piano interrato; mancata considerazione del nulla osta archeologico; completezza della documentazione e omessa valutazione delle osservazioni procedimentali. Nel 2026 la ricorrente ha rappresentato che il Comune aveva rilasciato alla cessionaria Sky Event un permesso di costruire in sanatoria per le opere contestate e un ulteriore permesso di costruire per lavori di manutenzione straordinaria, chiedendo la cessazione della materia del contendere.

La decisione

Il TAR non ha esaminato nel merito le censure contro l’annullamento della SCIA e l’ordine di ripristino. Ha dichiarato cessata la materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a., poiché il permesso di costruire in sanatoria rilasciato dal Comune nel 2026 alla società cessionaria ha superato i provvedimenti impugnati e soddisfatto integralmente l’interesse azionato. La cessazione ricorre quando l’attività successiva dell’amministrazione realizza integralmente l’interesse del ricorrente, anche mediante un nuovo provvedimento intervenuto nel rapporto controverso. Spese integralmente compensate.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Va pertanto dichiarata la cessazione della materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a.

    La disposizione consente di dichiarare cessata la materia del contendere quando, nel corso del giudizio, un’attività successiva dell’amministrazione soddisfa integralmente l’interesse azionato.

Massime di principio

  • La cessazione della materia del contendere si verifica quando, durante il giudizio, l’attività successiva della pubblica amministrazione — anche mediante l’adozione di un nuovo provvedimento — soddisfa integralmente l’interesse fatto valere e supera gli atti impugnati.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziSanatoria e condono edilizio
RamiEdilizia
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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