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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 898/2023 del 13/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 04/07/2022 che confermava il decreto di sequestro probatorio del 14/06/2022 relativo a supporti informatici, carte di credito, strumenti finanziari, estratti conto e somme di denaro. Il ricorrente deduceva (1) che la richiesta di restituzione della somma di denaro non doveva essere dichiarata inammissibile e che la difesa era legittimata a contestare l'ammontare sequestrato poiché il decreto non lasciava discrezionalità alla Polizia Giudiziaria e il denaro non avrebbe richiesto autonoma convalida ex art. 355 c.p.p.; (2) che la questione di incompetenza territoriale, segnalata anche dalla Polizia Giudiziaria (attività sviluppata nelle province di Napoli e Salerno), poteva essere dedotta nel procedimento camerale di riesame e non solo secondo l'art. 54-quater c.p.p.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che, quando il decreto del Pubblico Ministero non indica specificamente le cose da sottoporre a vincolo e rimette l'individuazione alla discrezionalità della Polizia Giudiziaria senza successiva convalida, tale decreto non è impugnabile mediante riesame; la restituzione delle somme deve essere richiesta al Pubblico Ministero ai sensi dell'art. 355 c.p.p., con possibilità di proporre opposizione al GIP in caso di diniego e successiva impugnazione in Cassazione. Inoltre, il provvedimento ha stabilito che la questione di competenza territoriale non è deducibile nel riesame avverso un decreto emesso dal Pubblico Ministero, non essendo atto giurisdizionale. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di €3.000,00 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 355 cod. proc. pen.

    art. 355, comma 2, c.p.p.

    La restituzione di cose o denaro sequestrati su iniziativa della Polizia Giudiziaria, quando il decreto del PM non specifica gli oggetti sequestrati, va richiesta al Pubblico Ministero ex art. 355; in caso di rifiuto è proponibile opposizione al GIP.

  • art. 54-quater cod. proc. pen.

    Riferito come criterio procedurale alternativo per eccepire incompetenza territoriale, ma la Corte rileva che la questione di competenza non è deducibile nel riesame avverso provvedimento del PM poiché non ha natura di atto giurisdizionale.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Autorizza la condanna al pagamento delle spese processuali e, se ricorrono profili di colpa nella proposizione del ricorso, l'irrogazione di una somma alla Cassa delle ammende; la Corte ha imposto €3.000,00 al ricorrente.

  • artt. 416, 494, 640-ter, 648-bis cod. pen.

    artt. 416, 494, 640-ter, 648-bis c.p.

    Norme sostanziali relative ai reati per i quali era indagato il ricorrente; menzionate nelle pendenze istruttorie ma non decisive per la decisione sull'ammissibilità del ricorso di riesame.

Massime di principio

  • Se il decreto di sequestro emesso dal Pubblico Ministero non indica specificamente gli oggetti e rimette la determinazione alla Polizia Giudiziaria senza successiva convalida, il rimedio processuale non è il riesame: la restituzione deve essere chiesta al PM ex art. 355 c.p.p. e, in caso di diniego, proporre opposizione al GIP.
  • Non è possibile dedurre nel riesame, avverso un decreto del Pubblico Ministero, la questione di competenza territoriale, dato che tale decreto non ha natura di atto giurisdizionale; la contestazione della competenza richiede altre sedi o strumenti procedurali.
  • Quando il denaro è stato materialmente sequestrato su iniziativa della Polizia Giudiziaria e il decreto del PM non lo prevede espressamente, la difesa deve seguire la procedura di istanza di restituzione al PM e opposizione al GIP, non il riesame camerale.
  • Proporre ricorsi manifestamente inammissibili può comportare condanna alle spese e sanzioni (Cassa delle ammende); è quindi opportuno verificare preliminarmente la correttezza del rimedio esperibile rispetto alla natura del provvedimento impugnato.
  • Il modo in cui il PM redige il decreto di sequestro è cruciale: un decreto che specifica chiaramente gli oggetti sequestrati e che sia convalidato offre maggiori possibilità di riesame, mentre decreti generici che demandano all'attività di PG limitano i rimedi immediati.

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