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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23938/2023 del 01/06/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 07/09/2022 del Tribunale di Cuneo che aveva rigettato il riesame avverso il decreto del G.i.p. del 05/07/2022 che aveva convertito il sequestro probatorio in sequestro preventivo di un'autovettura e della somma di euro 41.165,00. Il ricorrente denunciava violazione di legge e carenza/assenza della motivazione rispetto ai requisiti del sequestro preventivo (fumus e periculum), lamentando in particolare: mancata specificazione rispetto a quale reato fosse ravvisato il nesso di pertinenzialità tra beni e reato (tra più reati contestati), contrasto tra i rilievi del G.i.p. e dell'ordinanza del Tribunale circa la provenienza illecita della somma, assenza di prova dell'impiego dei capitali ai fini dell'art. 648-ter c.p., e sequestro di un veicolo appartenente a terzo non chiarito.

La decisione

La Corte accoglie il ricorso ritenendolo fondato. Il ricorso è ammesso e l'ordinanza del Tribunale di Cuneo è annullata con rinvio per un nuovo esame. La Corte ha ritenuto che la motivazione del Tribunale fosse insufficiente sia sul fumus sia sul periculum: ha accolto che per il reato di cui all'art. 497-bis cod.pen. la motivazione sul fumus era adeguata (possessione in flagranza di documenti falsi), mentre per l'art. 648-ter cod.pen. mancavano elementi argomentativi sull'ulteriore requisito dell"impiego in attività economiche o finanziarie; inoltre la motivazione non ha spiegato in modo concreto la pertinenzialità e il pericolo di dispersione o di aggravamento delle conseguenze del reato rispetto ai beni sequestrati (sia in funzione impeditiva che ai fini di una confisca anticipata). Pertanto l'ordinanza di rigetto del riesame viene annullata con rinvio affinché il tribunale integri e motivi adeguatamente i profili indicati.

Norme richiamate

  • art. 321 c.p.p.

    Disciplina la funzione duplice del sequestro preventivo: comma 1 finalità impeditiva (evitare che la disponibilità del bene aggravi o prolunghi le conseguenze del reato o agevoli altri reati); comma 2 sequestro a fini di confisca. Richiede motivazione specifica sul periculum in funzione della finalità prescelta.

  • art. 648-ter cod.pen.

    Reato di impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita: richiede sia la provenienza da delitto sia l'impiego in attività economiche o finanziarie. La Corte ha ritenuto che, ai fini del fumus per il sequestro, è necessario motivare in concreto entrambe le componenti (provenienza e impiego).

  • art. 497-bis cod.pen.

    Falsa identificazione/documenti falsi: la Corte ha ritenuto che la motivazione fosse sufficiente per il fumus rispetto a questo reato, essendo il ricorrente stato colto in flagranza con documenti falsi.

  • art. 325 c.p.p.

    Consente la censura per violazione di legge; include la possibilità di impugnare vizi della motivazione così gravi da rendere il provvedimento privo dei requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza.

  • art. 125 c.p.p.

    Principio generale del diritto di motivazione degli atti giudiziari: la motivazione deve rendere comprensibile l'itinerario logico del giudice; la sua carenza può integrare vizio di violazione di legge.

  • art. 273 c.p.p.

    Norma richiamata per distinguere il grado di gravità degli indizi (gravi indizi di colpevolezza): il fumus per il sequestro non richiede necessariamente i medesimi gravi indizi, ma occorrono elementi concreti e persuasivi.

  • art. 240 cod.pen.

    Rilevante in tema di confisca: il sequestro preventivo finalizzato alla confisca (art. 321, comma 2) richiede motivazione sul perché sia necessaria l'anticipazione dell'effetto ablativo rispetto alla definizione del giudizio.

  • artt. 2082, 2135, 2195 cod.civ.

    Usati per definire la nozione di attivita' economica o finanziaria ai fini della norma di riciclaggio/impiego: comprendono attività produttiva, di scambio/distribuzione e le attività indicate negli artt. citati.

Massime di principio

  • Per disporre un sequestro preventivo è necessario motivare compiutamente sia il fumus commissi delicti sia il periculum in mora; motivazioni generiche o rinvii ad altri atti non sono sufficienti.
  • Quando sono prospettati più reati bisogna indicare chiaramente rispetto a quale reato si assume il nesso di pertinenzialità tra bene e illecito; senza questa specificazione la motivazione è insufficiente.
  • Nel reato di impiego di proventi illeciti (art. 648-ter) non basta dimostrare la provenienza illecita: serve anche un elemento relativo all'impiego in attività economiche o finanziarie, concretamente motivato.
  • La pertinenzialità del bene richiede intrinseca, specifica e strutturale strumentalità rispetto al reato; una relazione meramente occasionale non giustifica il sequestro preventivo.
  • Il pericolo rilevante per il sequestro deve essere concreto e attuale e va dettagliato: per la finalità impeditiva occorre spiegare come la disponibilità del bene possa aggravare o protrarre il reato; per la finalità di confisca va motivato il rischio di dispersione o alterazione che giustifichi l'anticipazione.
  • Se il bene è formalmente riconducibile a terzi, il giudice deve motivare perché nonostante la titolarità il reato giustifichi l'ablazione o la misura cautelare; altrimenti si rischia di ledere diritti di proprietà di soggetti estranei.

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