Cassazione Penale, Sentenza n. 23931/2023 del 01/06/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'Appello di Cagliari che aveva riformato la sentenza di primo grado rideterminando le pene per rapina pluriaggravata, detenzione e porto in luogo pubblico di arma clandestina e ricettazione. Le censure principali sono: 1) nullità o inutilizzabilità per tardivo deposito di atti d'indagine e intercettazioni; 2) travisamento delle prove e delle trascrizioni intercettive e delle testimonianze sul luogo di occultamento delle armi (in particolare per Pisanu); 3) incompetenza territoriale (Mereu) in relazione alla qualificazione del reato più grave e al criterio dell'ultimo atto per il tentativo; 4) insussistenza del tentativo di rapina e mera preparazione (Mereu e Piroddi); 5) omesse pronunce e violazione dei diritti di difesa relativamente al diniego del rito abbreviato condizionato e mancata riduzione della pena (Piroddi); 6) mancato riconoscimento della continuazione con precedente condanna (Mereu).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili tutti i ricorsi. Ha rigettato le censure sui profili di competenza territoriale ritenendo corretta l'applicazione del criterio del reato piu grave come formulato dall'accusa e la valutazione dell'ultimo atto diretto al compimento della rapina; ha ritenuto infondate le doglianze sul tardivo deposito degli atti e sulle intercettazioni, affermando che il mancato deposito non determina nullità automatica ma eventualmente inutilizzabilità salvo che non sia stato leso irreparabilmente il contraddittorio, il quale nel caso di specie è stato ritenuto efficace (perizie, ascolto diretto, possibilità di controprova); ha confermato la configurabilità del tentativo di rapina alla luce degli atti preparatori concreti e dello stato di avanzamento del piano criminoso; ha inoltre ricordato i limiti del sindacato di legittimità su valutazioni di merito e la inammissibilità di motivi pedissequi o già esaminati e rigettati in appello. Di conseguenza le condanne confermate in secondo grado restano sostanzialmente impregiudicate.
Norme richiamate
Codice di procedura penale art. 454 comma 2
Richiamato nel quadro delle regole sul giudizio immediato e sul deposito degli atti d'indagine; la Corte afferma che il mancato deposito non produce di per sé nullità del decreto ma può comportare l'inutilizzabilità degli atti non trasmessi
Codice di procedura penale art. 178 comma 1 lettera c)
Richiesto rispetto al vizio nella formazione del contraddittorio; la Corte precisa che la violazione del diritto di difesa può rendere nulla la sentenza solo se il contraddittorio non è stato ristabilito
Codice di procedura penale art. 606
Norma procedurale relativa ai motivi in cassazione; applicata per valutare le deduzioni di nullità, travisamento e mancanza di motivazione sollevate dai ricorrenti
Codice di procedura penale art. 271
Richiamato nella discussione sull'inutilizzabilità delle intercettazioni; la Corte distingue tra ipotesi tassative di inutilizzabilità previste dalla legge e altri casi in cui si valuta il diritto al contraddittorio
Codice di procedura penale art. 8 commi 3 e 4
Interpretati per la determinazione della competenza territoriale nel reato tentato: la competenza si determina con riferimento all'ultimo atto naturalisticamente inteso diretto a commettere il delitto
Codice di procedura penale art. 16 comma 1
Applicato per stabilire che, nei reati connessi, la competenza si determina in base alla contestazione formulata dal pubblico ministero salvo errori macroscopici
Legge 2 ottobre 1967 n. 895 art. 4 comma 2 e art. 7
"il porto d'arma costituisca elemento costitutivo o circostanza aggravante specifica per il reato commesso"
La Corte ha ritenuto correttamente che l'aggravante dell'art. 4 comma 2 non si applica quando il porto d'arma costituisce circostanza aggravante specifica del reato più grave (tentativo di rapina) e ha considerato applicabile la riduzione prevista dall'art. 7 per arma comune
Codice penale art. 110
Richiamato con riferimento al concorso di persone nel reato; la Corte ha ritenuto che gli elementi indicati consentivano la valutazione della partecipazione di Pisanu
Codice penale art. 56
Riferito alla distinzione tra fatti preparatori e tentativo; la Corte ha ribadito che atti preparatori possono integrare il tentativo quando il piano è stato definitivamente approntato e l'azione abbia alta probabilità di riuscita
Codice penale art. 81
Richiamato in relazione alla continuazione; la Corte ha confermato che per la continuazione occorre l'unicità del disegno criminoso e non semplicemente la reiterazione o l'uso delle stesse armi
Codice di procedura penale art. 407 comma 3
Richiamato nella discussione sul termine per le indagini e sulle conseguenze dell'attività di indagine svolta dopo termini: la tardiva acquisizione non determina automaticamente inutilizzabilità ma può richiedere misure per ristabilire il contraddittorio
Codice di procedura penale artt. 490-507 (ammissione e assunzione delle prove, art. 495 e art. 507 richiamati)
La Corte ha ricordato il potere del giudice di disporre assunzione d'ufficio di prove e le tutele finalizzate a garantire il contraddittorio effettivo sulle prove tardivamente ostese
Massime di principio
- Il mancato deposito tempestivo di atti d'indagine non comporta automaticamente la nullità del decreto che dispone il giudizio o delle sentenze successive: primariamente determina l'inutilizzabilità degli atti non depositati salvo che non sia stato compromesso irreparabilmente il diritto al contraddittorio
- Intercettazioni depositate tardivamente possono essere comunque utilizzate se il giudice e le parti sono messi nelle condizioni di esercitare pienamente il contraddittorio (perizie, ascolto diretto, possibilità di controprova); in assenza del ristabilimento del contraddittorio la prova può essere esclusa o la sentenza annullata
- Per la determinazione della competenza territoriale in reati connessi si prende come riferimento il reato ritenuto piu grave nella contestazione formulata dal pubblico ministero, salvo errori macroscopici; nel reato tentato l'ultimo atto va inteso nella sua dimensione naturalistica e finalistica
- La configurabilità del tentativo non si limita agli atti esecutivi tipici: atti apparentemente preparatori possono giustificare il riconoscimento del tentativo se il piano criminoso era definitivamente approntato e l'azione aveva elevata probabilità di riuscita
- In cassazione non è consentito un riesame libero delle valutazioni di merito già compiute dal giudice di appello; motivi che riproducono pedissequamente le censure già esaminate in appello o che chiedono una diversa valutazione della persuasività delle prove sono inammissibili
- La domanda di riconoscimento della continuazione richiede l'allegazione di elementi che dimostrino l'esistenza di un disegno criminoso unitario e non può basarsi solo sulla mera reiterazione o sull'uso di medesimi mezzi
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