Cassazione Penale, Sentenza n. 12521/2026 del 02/04/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Un soggetto sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale ha presentato istanza alla Corte d'appello per ottenere l'autorizzazione a incontrare il proprio figlio minore in deroga a una prescrizione della misura. Il Tribunale di XXXXXXX, investito in primo luogo della questione, ha sollevato conflitto negativo di competenza ritenendo che la domanda rientrasse nella sua competenza ai sensi dell'art. 11 d.lgs. n. 159/2011, mentre la Corte d'appello aveva ritenuto applicabile l'art. 12 d.lgs. n. 159/2011 e quindi la propria competenza. La questione giuridica centrale è quale sia il giudice competente a decidere richieste di modifica o deroghe alle prescrizioni della misura di prevenzione pendente impugnazione: il giudice di primo grado (Tribunale) o il giudice del gravame (Corte d'appello).
La decisione
Il conflitto è stato dichiarato ammissibile e risolto assegnando la competenza alla Corte d'appello di XXXXXXX, che dovrà svolgere il riesame richiesto e trattare l'istanza. La Corte ha motivato la decisione richiamando la consolidata giurisprudenza della Cassazione che, in caso di impugnazione pendente della decisione impositiva della misura, attribuisce al giudice d'appello la competenza a decidere sulle richieste di revoca, modifica o deroghe alle prescrizioni, poiché il giudice d'appello è tenuto a riesaminare l'attualità e l'effettività della pericolosità sociale del proposto. La Corte ha inoltre precisato che l'art. 12 d.lgs. n. 159/2011 è di applicazione stretta e non si estende in via generale alle istanze di modifica delle prescrizioni, trovando applicazione soltanto nelle ipotesi tipiche previste dalla norma (es. autorizzazione all'allontanamento dal Comune per esigenze lavorative nel caso di obbligo di soggiorno). Gli atti sono dunque trasmessi alla Corte d'appello di XXXXXXX, dichiarata competente.
Norme richiamate
art. 11 d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159
art. 11 d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159
Regola generale sulla competenza: quando la decisione impositiva non è definitiva e contro di essa è pendente impugnazione, la competenza a decidere su revoca, modifica o istanze connesse spetta al giudice investito del gravame (Corte d'appello), che deve riesaminare la pericolosità sociale in termini di attualità ed effettività.
art. 12 d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159
art. 12 d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159
Norma di applicazione stretta: disciplina specifiche autorizzazioni (es. allontanamento dal Comune per lavoro) per soggetti sottoposti alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno; non costituisce regola generale per la competenza a decidere su tutte le modifiche delle prescrizioni durante il giudizio di impugnazione.
art. 28 cod. proc. pen.
Norma sulla risoluzione dei conflitti di competenza: il conflitto è ammissibile quando due giudici si rifiutano contemporaneamente di provvedere ciascuno indicando la competenza dell'altro; il Collegio ha dichiarato ammissibile il conflitto sulla base di questa disposizione.
art. 111 Cost.
Principio del giusto processo e della ragionevole durata: la Corte ha richiamato il principio per escludere soluzioni che frammenterebbero la cognizione e comprometterebbero la concentrazione processuale, a favore della competenza del giudice d'appello durante il gravame.
Massime di principio
- Se la decisione impositiva della misura di prevenzione non è ancora definitiva e su di essa è pendente impugnazione, le istanze di revoca, modifica o deroghe alle prescrizioni vanno valutate dal giudice d'appello (giudice del gravame), che è tenuto a riesaminare la pericolosità sociale in termini di attualità ed effettività.
- L'art. 12 d.lgs. n. 159/2011 è di applicazione limitata: va interpretato restrittivamente e non estende la competenza del tribunale di primo grado alle istanze generiche di modifica delle prescrizioni quando è pendente appello.
- Quando la richiesta riguarda autorizzazioni specifiche previste espressamente dall'art. 12 (es. temporaneo allontanamento dal Comune per lavoro in caso di obbligo di soggiorno), quella norma può attribuire diversa competenza, ma la sua portata non è estensibile ad ogni deroga o modifica.
- Per evitare frammentazione della cognizione e garantire la concentrazione e la ragionevole durata del processo, è preferibile che il giudice d'appello decida le istanze connesse al provvedimento impugnato, soprattutto se implicano una valutazione aggiornata della pericolosità.
- In caso di conflitto di competenza tra giudici (ciascuno indicante l'altro), può essere sollevato il conflitto negativo ai sensi dell'art. 28 c.p.p.; la risoluzione seguirà l'interpretazione prevalente della giurisprudenza di legittimità.
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