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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5548/2022 del 16/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, ha constatato che l'istanza di rinvio era legittima e tempestiva e che la Corte di appello non ne ha dato alcuna valutazione. Ha affermato che l'omessa valutazione determina il difetto di assistenza e la nullità assoluta ai sensi degli artt. 178 e 179 c.p.p. Ha quindi annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte di appello di Bari.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso per cassazione deduceva la violazione e l'omessa applicazione degli artt. 178 e 179 c.p.p. per l'omesso esame, da parte della Corte di appello, dell'istanza di rinvio per legittimo impedimento del difensore avv. Ettore Censano, tempestivamente trasmessa tramite PEC il 18/01/2021 in relazione all'udienza fissata per il 22/01/2021. Il difensore risultava impegnato per udienza davanti al Tribunale del riesame di Lecce in favore di un assistito in regime di detenzione, con avviso del 15/01/2021; la mancata valutazione dell'istanza avrebbe determinato il difetto di assistenza dell'imputato.

Norme richiamate

  • art. 178 cod. proc. pen.

    La norma tutela il contraddittorio e la presenza della difesa; l'omessa assistenza per cause imputabili alla mancata valutazione di un legittimo impedimento del difensore integra una nullità assoluta quando prevista dalla lett. c) del primo comma

  • art. 179 cod. proc. pen.

    Prevede le nullità che incidono sul diritto di difesa; l'omesso esame di un'istanza di rinvio per legittimo impedimento rientra tra le ipotesi di nullità assoluta per difetto di assistenza

  • art. 23, commi 8 e 9, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137 (conv. L. 18 dicembre 2020, n. 176)

    Regolamenta, tra l'altro, l'utilizzo della PEC per il deposito e la trasmissione degli atti processuali durante il periodo emergenziale; la trasmissione tramite PEC dell'istanza di rinvio è stata ritenuta legittima e tempestiva

  • art. 594 cod. pen.

    La Corte d'appello aveva originariamente assolto l'imputato per il fatto non previsto dalla legge come reato; citata nella motivazione della decisione impugnata

  • art. 336 cod. pen.

    La Corte d'appello aveva confermato la responsabilità dell'imputato per questo reato e rideterminato la pena; citata nella decisione impugnata

Massime di principio

  • La trasmissione tempestiva tramite PEC di un'istanza di rinvio per legittimo impedimento del difensore deve essere esaminata e motivatamente valutata dal giudice; la mancata valutazione determina nullità assoluta per difetto di assistenza.
  • La partecipazione del difensore a udienze concomitanti, in particolare per assistiti in regime di detenzione, costituisce di norma legittimo impedimento se tempestivamente documentata e comunicata.
  • In presenza di legittimo impedimento del difensore la Corte deve disporre il rinvio o motivare il rigetto: procedere in assenza del difensore senza valutare l'istanza espone la sentenza al vizio di annullabilità (nullità assoluta).
  • La disciplina emergenziale che riconosce valore alla PEC (d.l. 137/2020 conv. L. 176/2020) conferisce piena efficacia ai depositi telematici come mezzo valido per comunicare istanze processuali urgenti.
  • In casi analoghi la tutela efficace del diritto di difesa può richiedere l'annullamento e il rinvio del giudizio a diversa sezione per garantire imparzialità e regolarità del contraddittorio; il difensore e l'imputato devono peraltro curare la prova della tempestività e legittimità dell'impedimento.

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