Cassazione Penale, Sentenza n. 2567/2024 del 22/01/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza di appello che confermava le condanne per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, detenzione di armi e altri reati. Le principali censure riguardano: 1) presunta inutilizzabilità delle intercettazioni per mancata acquisizione delle iscrizioni ex art. 335 c.p.p. e continuità di procedimenti; 2) utilizzo di intercettazioni telematiche/trojan oltre termini o senza valida autorizzazione; 3) vizio di motivazione e insufficiente prova della sussistenza di un'associazione (contestata la qualificazione associativa per breve durata o per mancanza di stabile vincolo); 4) critica della qualificazione di ruolo apicale attribuito a Gallo; 5) contestazione dell'applicazione dell'aggravante del "metodo mafioso" (art. 416-bis.1) e dei relativi profili di procedibilità per reati come l'art. 610 c.p.; 6) doglianze su identità/riconoscimento degli imputati nelle intercettazioni (in particolare Russo e Cipolletti); 7) vizi nella motivazione sulla sussistenza/quantificazione delle aggravanti e sul diniego delle attenuanti generiche; 8) contestazione della confisca del denaro sequestrato.
La decisione
Il Collegio ha rigettato in larga parte i motivi proposti: i ricorsi sono stati respinti. La Corte ha ritenuto infondate le eccezioni sulla inutilizzabilità delle intercettazioni (anche per l'assenza di preclusione nel rito abbreviato e per la distinzione fra procedimenti), ha ritenuto valide le autorizzazioni e le proroghe implicite riferite alla "prosecuzione delle operazioni di intercettazione", ha confermato la qualificazione dell'attività come associazione stabile dedita allo spaccio alla luce di intercettazioni, sequestri, disponibilità di appartamenti e somme di denaro, ha condiviso l'applicabilità dell'aggravante del metodo mafioso stante il controllo territoriale e l'omertà, ha ritenuto corretta l'identificazione degli imputati tramite elementi corale di prova e ha confermato la confisca. In sintesi le condanne di merito sono state confermate e non sono stati accolti i principali motivi di gravame.
Norme richiamate
art. 335 c.p.p.
La difesa chiedeva l'acquisizione delle iscrizioni per dedurne l'inutilizzabilità; la Corte ha ritenuto la richiesta intempestiva e, soprattutto, che la mera apertura di più procedimenti non determina di per sé continuità tali da rendere inutilizzabili le intercettazioni raccolte; inoltre il rito abbreviato ha precluso alcune contestazioni sugli atti accettati dall'imputato
art. 335-quater c.p.p.
Si osserva che la norma non era in vigore al momento dell'istanza difensiva, per cui non poteva essere invocata per ottenere l'acquisizione richiesta
art. 405, comma 2 c.p.p.
Riferito al termine di un anno per lo svolgimento delle indagini preliminari; la Corte ha escluso che la mera presenza di più iscrizioni abbia comportato una proroga automatica o invalidità delle intercettazioni
art. 73 d.P.R. n. 309/1990
Norma che disciplina le sanzioni e le circostanze in materia di stupefacenti; invocata dalle difese per richiedere riqualificazioni (es. lieve entità), la Corte ha ritenuto che gli elementi probatori indichino attività organizzata e quantitativi tali da escludere la "lieve entità"
art. 74, comma 6 d.P.R. n. 309/1990
Richiesta di riqualificazione del fatto in ipotesi meno grave: la Corte ha motivato che la capillare organizzazione, i ruoli, i sequestri e la disponibilità di locali e denaro attestano natura associativa stabile; quindi non applicabile la riqualificazione richiesta
art. 416-bis.1 c.p.
L'aggravante del "metodo mafioso" è stata ritenuta applicabile anche al contesto dell'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti quando emergono elementi di controllo territoriale, omertà e capacità intimidatoria anche senza atti violenti espliciti; la Corte ha condiviso l'uso dell'aggravante in ragione di queste modalità
art. 610 c.p.
Riferimento al reato di violenza privata; la Corte ha affermato che la procedibilità in concreto è compatibile con la qualificazione aggravata collegata alla struttura associativa e al metodo mafioso (richiamo alla procedibilità d'ufficio laddove ricorrono determinate circostanze)
art. 62-bis c.p.
Richiamato in relazione al diniego delle attenuanti generiche; la Corte ha ritenuto coerente il diniego alla luce della personalità criminale e della gravità dei fatti
art. 429 c.p.p.
Invocato da Russo per asserita indeterminatezza del capo di imputazione; la Corte ha ritenuto che il ruolo e le mansioni del ricorrente fossero sufficientemente delineati nel capo A, quindi non sussisteva nullità per indeterminatezza
art. 179 c.p.p.
Richiamato indirettamente dalle difese in tema di nullità degli atti d'imputazione e conseguenti effetti processuali; la Corte non ha ritenuto sussistenti le nullità che avrebbero richiesto il rinvio degli atti
art. 606 c.p.p., lett. b) ed e)
Le doglianze concernenti vizio motivazionale e travisamento della prova sono state esaminate e rigettate; la Corte ha ritenuto che la motivazione di merito fosse coerente e sufficiente per gli accertamenti contestati
Massime di principio
- In rito abbreviato le eccezioni sull'inutilizzabilità di atti accettati con quel rito possono essere precluse: la difesa deve muovere tempestivamente le richieste già in primo grado
- La mera apertura di procedimenti distinti dalla stessa Procura non implica automaticamente continuità tale da invalidare autorizzazioni/intercettazioni: serve verificare il concreto collegamento sostanziale e l'autorizzazione specifica
- Se un decreto autorizzativo parla di "prosecuzione delle operazioni di intercettazione" senza limitazioni espresse, la proroga è da intendersi estesa alle modalità autorizzate (telefoniche e telematiche) salvo espresso diniego motivato
- La qualificazione del reato associativo non richiede necessariamente una lunga durata temporale: è sufficiente prova di una stabile organizzazione, compiti distribuiti e ripetuta disponibilità di mezzi, locali e forniture che indichino operatività strutturata
- L'aggravante del cosiddetto "metodo mafioso" può essere applicata anche a organizzazioni dedite al traffico di stupefacenti quando emergono controllo territoriale, omertà e capacità intimidatoria, anche in assenza di atti di violenza espliciti
- Per l'identificazione dei soggetti nelle intercettazioni è legittimo costruire un convincimento probatorio su un insieme di elementi (intercettazioni, sequestri, riscontri documentali e dichiarazioni) e non solo su singoli passaggi
- Le richieste difensive di documentazione (es. cronologia delle iscrizioni) vanno fatte tempestivamente e preferibilmente già in prime cure; supplire in appello può essere considerato intempestivo
- La disponibilità di somme ingenti non giustificate può essere legittimamente collegata all'attività illecita e giustificare misure cautelari e confische se la motivazione fornisce un percorso logico convincente
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