Ordinanza n. 1540/2026 - Napoli, Sezione 6
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento di rigetto dell’ istanza di rilascio del permesso di soggiorno Cat.A12/2026/Imm/1Sez/Dinieghi/159 adottato in data 19 Marzo 2026 dalla Questura di Napoli nei confronti del signor Meskini Mohamed Salmen e notificato a quest’ultimo personalmente in data 19 aprile 2026.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di rilascio del permesso di soggiorno adottato dalla Questura di Napoli
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il diniego di rilascio del permesso di soggiorno, chiedendone in via incidentale la sospensione. In sede cautelare ha dedotto la violazione delle garanzie procedimentali, sostenendo di avere presentato deduzioni procedimentali il 16 febbraio 2026, circostanza documentata in giudizio ma non considerata dall'Amministrazione, che nel provvedimento ha lamentato l'inesistenza di tali deduzioni. Ha inoltre rappresentato che, dopo la sottoscrizione del contratto di soggiorno e a seguito dell'indisponibilità del datore di lavoro originario a rispettare gli impegni assunti, aveva reperito nuove occasioni lavorative, documentate mediante modelli unilav, contratti e buste paga. Tali sopravvenienze sarebbero state omesse nella valutazione amministrativa. L'Amministrazione ha contestato la rilevanza delle deduzioni, mentre l'Avvocatura erariale ha prospettato argomentazioni ulteriori a sostegno del diniego.
La decisione
Il TAR ha accolto la domanda cautelare, ritenendo sussistenti i presupposti per la sospensione dell'efficacia del diniego. La censura relativa alla pretermissione delle garanzie procedimentali è stata ritenuta significativamente corroborata dalla documentazione prodotta, idonea a dimostrare l'effettiva presentazione delle deduzioni e potenzialmente capace di orientare diversamente la decisione amministrativa. Il Collegio ha inoltre rilevato che il ricorrente aveva fornito un principio di prova circa il reperimento di nuove occasioni lavorative successive alla sottoscrizione del contratto di soggiorno e all'indisponibilità del datore originario. La mancata valutazione di tali sopravvenienze è stata ritenuta rilevante. Il TAR ha escluso che le allegazioni dell'Avvocatura potessero colmare tale omissione, qualificandole come integrazione postuma della motivazione non ammissibile in sede giurisdizionale. È stata fissata l'udienza pubblica per la trattazione del merito al 26 maggio 2027. Le spese della fase cautelare sono state compensate tra le parti.
Norme richiamate
art. 55 c.p.a.
Disciplina la tutela cautelare nel processo amministrativo; nel caso concreto il TAR ha ritenuto sussistenti i presupposti per accogliere la domanda di sospensione dell'efficacia del diniego.
garanzie procedimentali
Il provvedimento richiama la rilevanza della mancata considerazione di deduzioni procedimentali effettivamente presentate, senza indicare nel testo una specifica disposizione normativa.
Massime di principio
- In sede cautelare, la documentazione prodotta dal ricorrente può integrare un principio di prova sufficiente a sostenere la sospensione di un diniego amministrativo quando dimostri che deduzioni procedimentali effettivamente presentate non sono state considerate nel provvedimento e avrebbero potuto orientare diversamente la decisione.
- L'Amministrazione deve valutare le sopravvenienze documentate rilevanti ai fini del rilascio del titolo di soggiorno, comprese nuove occasioni lavorative reperite dopo l'indisponibilità del datore di lavoro originario; l'omessa valutazione può integrare un vizio rilevante ai fini cautelari.
- Le argomentazioni dell'Amministrazione formulate per la prima volta in giudizio non possono integrare postumamente la motivazione carente o omissiva del provvedimento impugnato.
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