Cassazione Penale, Sentenza n. 20216/2022 del 24/05/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava la condanna per furto aggravato sostenendo l'erronea applicazione dell'art. 56 c.p.: chiedeva la riqualificazione del fatto in furto tentato perché, a suo avviso, l'episodio si sarebbe svolto sotto il controllo della polizia (che si era insospettita prima che egli entrasse nel locale) e quindi non sarebbe mai conseguita la piena, autonoma ed effettiva disponibilità dello zaino sottratto alla turista.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che nel caso concreto la polizia non aveva osservato la consumazione dall'interno del locale ma era rimasta all'esterno e ha proceduto a ricostruire il fatto per deduzione; dagli accertamenti è emerso che l'imputato aveva comunque ottenuto, anche per breve tempo, la piena, autonoma ed effettiva disponibilità della refurtiva, configurando la fattispecie consumata. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 56 cod. pen. (tentativo)
Il motivo di ricorso chiedeva l'applicazione della norma sul tentativo; la Corte però ha ritenuto che non ricorressero gli elementi per il tentativo perché era stata acquisita la piena disponibilità della cosa
Cass. Sez. 5, n. 26749 del 11/04/2016 (Ouerghi)
Riferimento giurisprudenziale secondo il quale il criterio distintivo tra consumazione e tentativo è l'acquisizione, anche se per breve tempo, della piena, autonoma ed effettiva disponibilità della refurtiva
Cass. S.U., n. 52117 del 17/07/2014 (Prevete)
Ulteriore richiamo giurisprudenziale che conferma il principio sulla disponibilità come discrimine tra tentativo e consumazione
Cass. Sez. 5, n. 48880 del 17/09/2018 (S.)
Conferma dell'orientamento secondo cui il monitoraggio da parte di terzi impedisce la consumazione solo quando impedisca la concreta acquisizione della disponibilità dell'oggetto
Massime di principio
- Per qualificare un furto come consumato occorre che l'autore abbia raggiunto la piena, autonoma ed effettiva disponibilità della cosa, anche se solo per breve tempo; in assenza di tale disponibilità si configura il tentativo (art. 56 c.p.).
- La circostanza che la vittima, il personale di sorveglianza o le forze dell'ordine tengano l'imputato sotto osservazione determina il tentativo solo se quell'osservazione ha impedito concretamente l'acquisizione della disponibilità dell'oggetto.
- Se le forze dell'ordine non assistono direttamente alla presa dell'oggetto (es. restano all'esterno e successivamente ricostruiscono i fatti), la ricostruzione induttiva non esclude la consumazione se emergono elementi che attestano la disponibilità dell'imputato sulla refurtiva.
- In casi simili è decisivo l'esame probatorio sugli atti materiali (es. zaino effettivamente nelle mani o a disposizione dell'imputato, contenuto aperto/possesso) e non solo la circostanza soggettiva dell'osservazione.
- Per la difesa, è strategico provare che la sorveglianza ha reso impossibile la concreta acquisizione dell'oggetto; per l'accusa, è sufficiente dimostrare anche un breve possesso effettivo della refurtiva.
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