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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9658/2024 del 06/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso avverso la sentenza della Corte d'appello di Palermo dell'8/11/2022 che confermava la condanna alla pena di 1 anno di reclusione per il reato di cui all'art. 424 c.p. commesso il 23/04/2015. Il ricorrente ha articolato tre motivi: 1) inosservanza di norme processuali a pena di nullità per la presunta illegittima esclusione della discussione orale in appello (art. 23-bis d.l. 28/10/2020, n.137 e art.1 legge 7/10/1969, n.742), sostenendo di aver depositato la richiesta il 9/08/2022 rispettando il termine di 15 giorni; 2) vizio di motivazione e travisamento della prova in relazione ai tabulati telefonici che lo collocherebbero a distanza dal luogo del fatto all'ora dell'incendio; 3) inosservanza ed errata applicazione dell'art. 163 c.p. relativa alla concessione della sospensione condizionale della pena, contestando che il beneficio gli sia stato negato per un precedente penale.

La decisione

La Corte di legittimità ha ritenuto il primo motivo manifestamente infondato: il deposito del 9/08/2022 era intempestivo perché il termine perentorio di 15 giorni "a ritroso" cadeva in periodo di sospensione feriale e dunque andava anticipato. Sull'istruttoria di merito ha rilevato che la censura relativa ai tabulati telefonici non era manifestamente infondata e pertanto occorreva rinvio al giudice di merito su quel profilo; tuttavia la Corte ha rilevato d'ufficio l'intervenuta estinzione del reato per prescrizione (termine massimo di anni 7 e mesi 6, spirato il 15/04/2023 dopo il conteggio dei periodi di sospensione per legittimo impedimento e per la pandemia). Non essendovi i presupposti per una pronuncia assolutoria di merito ai sensi dell'art. 129, comma 2, c.p.p., la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per estinzione del reato per prescrizione.

Norme richiamate

  • art. 424 cod. pen.

    Norma che punisce il danneggiamento seguito da incendio; la fattispecie contestata al ricorrente.

  • art. 23-bis d.l. 28 ottobre 2020, n. 137 (conv. legge 18/12/2020, n. 176)

    Prevede regole emergenziali per il procedimento d'appello (termini e modalità di trattazione), richiamata in relazione al termine per chiedere la discussione orale; la Corte ne ha applicato il termine perentorio di 15 giorni.

  • art. 1 legge 7 ottobre 1969, n. 742

    Norma processuale che disciplina termini e modalità; richiamata insieme all'art. 23-bis per il computo del termine per la richiesta di trattazione orale.

  • art. 172, comma 3, c.p.p.

    Stabilisce la proroga di diritto dei termini processuali che scadono in giorno festivo; la Corte ha esteso tale principio ai termini "a ritroso" computati prima di ferie/periodi sospesi.

  • art. 157 cod. pen.

    Individua i termini di prescrizione per i reati; applicato per calcolare il termine massimo (7 anni e 6 mesi) e verificare che la prescrizione fosse maturata.

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Consente al giudice di rilevare cause di non punibilità sopravvenute e, in casi di evidente insussistenza del fatto, di pronunciarsi con decisione più favorevole; la Corte ha ritenuto che non sussistessero elementi per un'assoluzione di merito, limitandosi ad annullare per prescrizione.

  • art. 163 cod. pen.

    Regola la sospensione condizionale della pena; il ricorrente contestava la sua non concessione in ragione di un precedente, questione che la Corte non ha risolto con un'assoluzione ma che risultava comunque secondaria rispetto alla prescrizione intervenuta.

Massime di principio

  • Il termine per chiedere la trattazione orale fissato "a ritroso" deve essere calcolato tenendo conto dei periodi di sospensione feriale o di altra sospensione: se il dies ad quem ricade in periodo sospeso, il termine deve essere portato a una data antecedente al periodo sospeso.
  • Le eccezioni procedurali relative ai termini introdotti per l'emergenza Covid (es. art. 23-bis d.l. 137/2020) vanno interpretate con attenzione al computo e non derivano automaticamente in nullità se il deposito non rispetta termini che, per effetto di sospensioni, sono anticipati.
  • La Corte di legittimità può rilevare d'ufficio e dichiarare la prescrizione sopravvenuta anche quando, per altri profili, il ricorso avrebbe potuto determinare un rinvio: la dichiarazione di estinzione del reato annulla la sentenza impugnata senza rinvio quando il solo effetto pratico è l'estinzione del reato.
  • L'art. 129 c.p.p. consente l'assoluzione senza rinvio solo se dagli atti emerge in modo evidente l'assenza del fatto o la totale carenza di elementi di responsabilità; in mancanza di tale evidente insussistenza, la prescrizione comporta annullamento ma non assoluzione di merito.
  • I dati di localizzazione cellulare (celle agganciate) costituiscono elemento di prova che deve essere adeguatamente valutato in relazione ai margini di precisione e alle tempistiche: la loro presenza non determina automaticamente l'innocenza o colpevolezza, ma può giustificare approfondimenti in grado di incidere sulla valutazione del fatto.
  • Per il difensore: per evitare la perdita di diritti processuali (es. possibilità di discussione orale) è fondamentale conoscere come si computano i termini nei periodi di sospensione e anticipare le richieste; inoltre, se la prescrizione è prossima, valutare tempestivamente le azioni difensive e le possibili istanze che possano incidere sul decorso dei termini (es. eccezioni, istanze di accelerazione).

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