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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15844/2025 del 23/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza per violazione di legge e vizio di motivazione, deducendo che il giudice dell'esecuzione, nel rideterminare la pena per effetto della continuazione tra reati, non ha applicato né indicato di aver applicato la riduzione di un terzo prevista per il rito abbreviato (art. 442 c.p.p.) con riguardo al reato satellite già giudicato con rito abbreviato.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondato il motivo. Ha annullato l'ordinanza impugnata limitatamente alla determinazione del trattamento sanzionatorio e ha disposto il rinvio al Tribunale di Piacenza - Ufficio del GIP per un nuovo giudizio sul punto. Il provvedimento è stato censurato perché il giudice dell'esecuzione ha indicato un aumento in continuazione di 3 anni e 1.000 euro di multa senza spiegare i criteri di quantificazione e senza precisare se tale aumento fosse computato al netto della riduzione del rito abbreviato.

Norme richiamate

  • art. 81 codice penale

    Norma che disciplina la continuazione tra reati e l'aumento di pena; il giudice dell'esecuzione deve individuare il reato più grave e applicare gli aumenti per i reati-satellite sulla pena determinata per quello più grave, dando conto dei criteri usati nella rideterminazione.

  • art. 442 codice di procedura penale

    Prevede la riduzione di un terzo della pena per il rito abbreviato; se il reato satellite è stato giudicato con rito abbreviato, l'aumento per continuazione deve essere applicato tenendo conto di tale riduzione e il giudice dell'esecuzione deve specificare in motivazione di averla considerata (la riduzione è aritmeticamente predeterminata e non richiede motivazione sul 'quantum').

  • Giurisprudenza: Sez. 1, n. 26269 del 08/04/2021 (De Rita)

    Conferma i principî: il giudice dell'esecuzione deve scorporare i reati riuniti in continuazione, individuare il più grave, poi operare gli aumenti per i reati-satellite, e deve esplicitare i criteri adottati nella rideterminazione, anche quando va applicata la riduzione per il rito abbreviato.

  • Giurisprudenza: Sez. U, n. 6296 del 24/11/2016 (Nocerino)

    Afferma il limite secondo cui il giudice dell'esecuzione non può quantificare aumenti per i reati-satellite in misura superiore a quelli fissati dal giudice della cognizione con sentenza irrevocabile; rilevanza del controllo sulla congruità degli aumenti.

Massime di principio

  • Quando un reato satellite è stato giudicato con rito abbreviato, l'aumento per continuazione deve essere calcolato tenendo conto della riduzione di un terzo prevista dall'art. 442 c.p.p.; il giudice dell'esecuzione deve indicare espressamente in motivazione di aver applicato tale riduzione.
  • Il giudice dell'esecuzione, nella rideterminazione per continuazione, deve scorporare le unificazioni operate dal giudice della cognizione, individuare il reato più grave e poi quantificare gli aumenti per i reati-satellite fornendo i criteri adottati, anche in forma concisa.
  • La riduzione per il rito abbreviato è aritmeticamente predeterminata e dunque non richiede articolata giustificazione sul 'quantum', ma necessita la chiara indicazione che è stata considerata nel calcolo complessivo.
  • Se il provvedimento esecutivo omette di indicare se e come è stata applicata la riduzione premiale, il rimedio più probabile è l'annullamento limitato alla determinazione del trattamento sanzionatorio con rinvio per nuovo giudizio.
  • Il giudice dell'esecuzione non può quantificare aumenti per reati-satellite superiori a quelli fissati dalle sentenze di merito irrevocabili; ogni apprezzamento deve risultare dalla motivazione.

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