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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28085/2024 del 12/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso per cassazione deduceva tre motivi: 1) errata valutazione e applicazione dell'art. 131-bis c.p. e mancato riconoscimento della non punibilità per particolare tenuità, poiché la Corte avrebbe erroneamente ritenuto abituale la condotta basandosi su una pendenza processuale e precedenti non configurabili come abitualità; 2) violazione normativa e vizio di motivazione per il rifiuto della conversione della pena detentiva in pena pecuniaria, con censura dell'applicazione dell'art. 545-bis c.p.p. (che secondo la difesa non era in vigore al momento dell'appello) e del mancato obbligo del difensore di indicare la pena sostitutiva prima dell'appello; 3) erronea applicazione della recidiva, in quanto la Corte avrebbe fondato la recidiva su un carico pendente anziché sulle sole condanne pregresse.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Sul primo motivo la Corte ha ritenuto che, sebbene la valutazione di "abitualità" fosse stata articolata in modo non corretto in alcuni passaggi, il giudizio di merito circa la non particolare tenuità era fondato sul valore complessivo della refurtiva (circa 2.050 euro) e costituisce valutazione di fatto non sindacabile in sede di legittimità. Sul terzo motivo la Corte ha ritenuto legittima l'applicazione della recidiva perché la decisione di merito aveva compiuto una valutazione complessiva che ha valorizzato la precedente condanna, la ricaduta nel reato e la pendenza per fatto analogo, arrivando a motivare l'alta probabilità di reiterazione. Sul secondo motivo (pena sostitutiva) la Corte ha chiarito che, pur essendo l'art. 545-bis entrato in vigore dopo la proposizione dell'appello, la riforma consentiva l'applicazione della pena sostitutiva nei giudizi di appello in corso; tuttavia la Corte d'appello aveva correttamente rifiutato la sostituzione in quanto aveva concesso la sospensione condizionale della pena (beneficio incompatibile con la sostituzione secondo la valutazione di merito) e tale profilo non era stato specificamente impugnato. Conseguentemente, il ricorso è stato rigettato e il ricorrente è stato condannato alle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 624 e art. 625, primo comma, n. 4, codice penale

    delitto di furto aggravato per essersi impossessato di beni sottratti al titolare di attività commerciale

    I fatti contestati rientrano nella fattispecie del furto aggravato; la Corte di merito ha quantificato il valore della refurtiva (circa 2.050 euro) come elemento rilevante per escludere la particolare tenuità

  • art. 131-bis codice penale

    esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto quando l'offesa è di particolare tenuità e il comportamento non risulta abituale

    La Corte di Cassazione ha richiamato che la valutazione della particolare tenuità è tipicamente di merito; anche se la nozione di abitualità è stata valutata in modo non corretto nei passaggi motivazionali, il giudizio complessivo sulla tenuità può fondarsi su elementi di fatto quali il valore della refurtiva

  • art. 545-bis codice di procedura penale

    disciplina della richiesta e dell'istruttoria per la sostituzione della pena detentiva con pena sostitutiva nei giudizi di appello

    La Corte ha chiarito che, pur essendo la norma entrata in vigore dopo la proposizione dell'appello, la riforma prevedeva la possibilità di applicare la pena sostitutiva nei giudizi di appello in corso; inoltre la norma istituisce una fase interlocutoria con obblighi documentali del difensore quando la richiesta è formulata ai sensi della disposizione

  • art. 95 d.lgs. n. 150/2022

    disposizioni transitorie che consentono l'applicazione della pena sostitutiva nei giudizi di appello in corso alla data di entrata in vigore della riforma

    Consente che le modifiche introdotte dal d.lgs. 150/2022 si applichino anche ai procedimenti di appello pendenti alla data di entrata in vigore

  • art. 58 legge n. 689/1981 e artt. 57 e 61 legge n. 689/1981

    disciplinano l'applicazione delle pene sostitutive e i criteri per la determinazione delle sanzioni amministrative sostitutive

    La Corte ha ricordato che la sostituzione della pena detentiva con pena pecuniaria segue le regole della legge n. 689/1981 nel sistema riformato, ma che la possibilità di sostituzione può essere esclusa se il giudice concede la sospensione condizionale della pena

Massime di principio

  • La valutazione della particolare tenuità (art. 131-bis c.p.) è essenzialmente di merito: questioni di fatto come il valore della refurtiva o la modalità della condotta difficilmente possono essere rimesse in sede di legittimità salvo vizi logico-giuridici evidenti
  • L'"abitualità" ai fini dell'art. 131-bis non si riduce automaticamente alla presenza di pendenze processuali; il giudice deve motivare correttamente la rilevanza dei precedenti e delle pendenze, ma la Corte di merito ha un ampio margine di apprezzamento
  • Per l'applicazione della recidiva rilevano le condanne precedenti e la valutazione complessiva del rischio di reiterazione: pendenze possono concorrere a formare il quadro valutativo se collegate a pregresse condanne e alla condotta recente
  • La normativa sulla sostituzione della pena detentiva (art. 545-bis c.p.p. e disciplina collegata) può essere applicata ai processi di appello pendenti secondo le norme transitorie; tuttavia la possibilità concreta di sostituzione può essere impedita dalla concessione della sospensione condizionale della pena e richiede che il difensore formuli la domanda e produca la documentazione quando la procedura lo richiede
  • In Cassazione i vizî di motivazione che concernono valutazioni di fatto sono sindacabili solo se emergono contraddizioni manifeste o illogicità fondate; in assenza di ciò il giudizio di merito prevale

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