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Sentenza

Sentenza del 19/06/2015 n. 12772 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Aeroviaggi S.p.A. ha impugnato la cartella TARSU relativa all'anno 2005, dell'importo complessivo di 11.108,96 euro, contestando la legittimità delle tariffe applicate agli immobili destinati ad attività alberghiera rispetto a quelli adibiti a civile abitazione. Con l'unico motivo di ricorso per cassazione ha dedotto la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 68, nonché il difetto di motivazione della sentenza d'appello, sostenendo che la diversificazione tariffaria non fosse adeguatamente giustificata.

La decisione

La Corte di cassazione ha respinto il ricorso di Aeroviaggi S.p.A. e confermato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Sicilia. È stata ritenuta legittima la previsione di una tariffa TARSU differenziata e più elevata per gli esercizi alberghieri rispetto alle civili abitazioni, in ragione della loro maggiore capacità produttiva di rifiuti, considerata un dato di comune esperienza. Il carattere stagionale dell'attività non esclude la tariffa differenziata, potendo eventualmente giustificare specifiche riduzioni deliberate dall'ente impositore. Le spese del giudizio di legittimità sono state compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 5 febbraio 1997, n. 22, art. 49, comma 8

    La tariffa è determinata dagli enti locali.

    La norma è stata interpretata nel senso che il Comune può stabilire tariffe differenziate per fasce di utenza, distinguendo tra utenze domestiche e non domestiche e, in particolare, tra civili abitazioni ed esercizi alberghieri.

  • D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507, art. 68

    La disposizione disciplina la classificazione delle categorie di locali e aree ai fini TARSU. La Corte ha ritenuto compatibile con tale disciplina la distinzione tra esercizi alberghieri e civili abitazioni.

  • D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507, art. 69, comma 2

    Il rapporto tra tariffe e costi del servizio costituisce un elemento per verificare la legittimità della delibera tariffaria. Tale rapporto deve essere valutato in relazione ai costi del servizio riferiti alle diverse categorie economiche, non mediante un semplice confronto tra le singole tariffe applicate.

  • Codice di procedura civile, art. 360, comma 1, nn. 3 e 5

    Le disposizioni individuano, rispettivamente, la violazione o falsa applicazione di norme di diritto e il vizio relativo alla motivazione della sentenza, dedotti dalla ricorrente ma ritenuti infondati dalla Corte.

  • Cassazione civile, Sez. V, sentenza n. 5722 del 12 marzo 2007

    È legittima la delibera comunale [...] in cui la categoria degli esercizi alberghieri venga distinta da quella delle civili abitazioni, ed assoggettata ad una tariffa notevolmente superiore.

    La maggiore produzione potenziale di rifiuti degli alberghi rispetto alle abitazioni può giustificare una tariffa significativamente più elevata. La stagionalità dell'attività può rilevare solo ai fini di eventuali riduzioni, se previste dall'ente locale.

Massime di principio

  • In materia TARSU, il Comune può applicare tariffe diverse a categorie di utenze differenti quando la distinzione si fonda sulla presumibile diversa capacità di produzione dei rifiuti.
  • Gli esercizi alberghieri possono essere assoggettati a una tariffa superiore rispetto alle civili abitazioni, anche se l'attività è stagionale.
  • La stagionalità non rende automaticamente illegittima la tariffa: può eventualmente consentire una riduzione d'imposta solo se prevista dalla normativa o dal regolamento comunale.
  • La legittimità della tariffa deve essere valutata considerando il rapporto tra costi del servizio e categorie economiche classificate, non soltanto confrontando le singole aliquote.
  • Per contestare efficacemente una tariffa differenziata non è sufficiente lamentare la disparità di trattamento: occorre dimostrare l'assenza di una ragionevole correlazione con la produzione dei rifiuti, l'illegittimità della delibera comunale o un difetto concreto di motivazione e istruttoria.

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