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Ordinanza

Ordinanza n. 4371/2026 - Roma, Sezione 5Q

Per l'annullamento -previa tutela cautelare -,del provvedimento di rifiuto del visto di ingresso per lavoro subordinato, a seguito di nulla osta del SUI di Rovigo inerente il decreto flussi 2024, prot. n. D29/2026, emesso e notificato dall'Autorità consolare nonché di ogni altro atto presupposto, connesso o consequenziale, ivi compresi i verbali istruttori e gli atti endoprocedimentali.

Giustizia amministrativa202606221

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha respinto l'istanza cautelare. Allo stato degli atti, ha ritenuto le argomentazioni del MAECI conformi alle risultanze istruttorie e plausibili, sicché non ha ravvisato i presupposti cautelari previsti dall'art. 55 c.p.a. La decisione riguarda la sola fase cautelare e non definisce nel merito la domanda di annullamento del diniego di visto. Le spese della fase cautelare sono state compensate tra le parti.

TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: rifiuto del visto di ingresso per lavoro subordinato, successivo al rilascio del nulla osta dello Sportello unico per l'immigrazione nell'ambito del decreto flussi 2024

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone l'annullamento previa tutela cautelare, il provvedimento dell'autorità consolare che ha rifiutato il visto di ingresso per lavoro subordinato, nonché gli atti presupposti, connessi e consequenziali, inclusi i verbali istruttori e gli atti endoprocedimentali. Il rifiuto seguiva il rilascio di un nulla osta da parte dello Sportello unico per l'immigrazione di Rovigo. Dalla relazione del Consolato emergeva che la finalità dichiarata di ingresso per lavoro subordinato non risultava adeguatamente comprovata e che appariva plausibile l'utilizzo della procedura per una finalità diversa, consistente nel trasferimento del richiedente in Italia allo scopo di ricongiungersi di fatto con una zia materna e con la figlia di quest'ultima. Il testo non esplicita ulteriori motivi di ricorso.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Visto l'art. 55 cpa; ... non ravvisa i presupposi ex art.55 cpa

    La tutela cautelare è stata negata perché, allo stato degli atti, il Collegio non ha ravvisato i presupposti per concedere la misura richiesta.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all'articolo 52, commi 1 e 2, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196

    La norma è richiamata quale base per disporre l'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    e degli articoli 5 e 6 del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 aprile 2016

    Le disposizioni sono richiamate, insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • In sede cautelare, il giudice amministrativo può negare la misura richiesta quando, allo stato degli atti, le ragioni dell'amministrazione risultino conformi alle risultanze istruttorie e plausibili e non siano ravvisati i presupposti cautelari previsti dall'art. 55 c.p.a.
  • Il rilascio del nulla osta al lavoro subordinato non comporta automaticamente il diritto al rilascio del visto di ingresso, qualora l'autorità consolare ritenga non adeguatamente comprovata la finalità lavorativa dichiarata e plausibile l'utilizzo della procedura per una diversa finalità.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnicaOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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