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Cassazione Civile, Ordinanza n. 27008/2024 del 18/10/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (coniuge)

La controversia

Nel corso di un giudizio di separazione personale, un coniuge agiva contro l’altro chiedendo, in via principale, che fosse accertata la validità di una missiva inviata tramite i rispettivi difensori e, soprattutto, che fosse riconosciuto il suo diritto a essere indennizzato per avere pagato, con somme provenienti dal proprio conto cointestato e dai propri soli stipendi, 63 rate di mutuo scadute tra il 2005 e il 2010 relative all’acquisto dell’abitazione familiare. Sosteneva che tali pagamenti avessero determinato un arricchimento senza causa dell’altro coniuge e domandava la condanna alla restituzione delle somme risultanti dagli estratti conto. In via subordinata, chiedeva l’accertamento che un acconto di 50.000 euro versato nel preliminare di vendita per la casa coniugale fosse stato pagato mediante liquidazione anticipata del proprio TFR, con conseguente obbligo restitutorio della controparte. Il Tribunale rigettava le domande patrimoniali rilevanti; la Corte d’appello confermava, ritenendo inammissibile l’azione ex art. 2041 c.c. perché il pregiudizio avrebbe potuto essere fatto valere con l’azione di indebito oggettivo ex art. 2033 c.c. Il ricorrente denunciava in cassazione violazione e falsa applicazione degli artt. 2041, 2042 e 2033 c.c., sostenendo che il pagamento delle rate era dovuto alla banca, ma era stato eseguito da un soggetto non obbligato, con conseguente arricchimento privo di causa dell’altro coniuge; pertanto l’azione di arricchimento sarebbe stata l’unica esperibile.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto fondato l’unico motivo di ricorso. Ha cassato la sentenza della Corte d’appello di Lecce perché aveva negato la proponibilità dell’azione generale di arricchimento senza causa sulla base della mera astratta esperibilità di un’azione tipica ex art. 2033 c.c., senza verificare se tale azione fosse realmente praticabile e se fosse stata respinta per ragioni ostative secondo il criterio elaborato dalle Sezioni Unite. La Corte ha affermato che, nella fattispecie, il pagamento delle rate di mutuo era dovuto verso la banca, sicché non poteva configurarsi indebito oggettivo nei rapporti tra i coniugi; di conseguenza, essendo originariamente inesperibile l’azione tipica, residuava l’azione ex art. 2041 c.c. Poiché erano necessari ulteriori accertamenti di fatto sull’ammontare dell’eventuale indennizzo, la causa è stata rinviata alla Corte d’appello di Lecce in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.

    è stata dedotta la violazione/falsa applicazione di legge come vizio di legittimità in cassazione.

  • art. 2041 c.c.

    l’azione generale di arricchimento senza causa è residuale, ma è proponibile quando l’azione tipica sia carente ab origine del titolo giustificativo; nel caso concreto è stata ritenuta l’unica azione esperibile per recuperare quanto pagato a beneficio altrui.

  • art. 2042 c.c.

    viene richiamato quale norma di chiusura sul carattere sussidiario dell’azione di arricchimento senza causa.

  • art. 2033 c.c.

    l’azione di ripetizione dell’indebito non era ritenuta esperibile nei rapporti tra i coniugi per recuperare somme pagate a terzi in adempimento di un debito dovuto alla banca.

  • Sez. U, n. 33954 del 05/12/2023

    la domanda di ingiustificato arricchimento ... è proponibile ove la diversa azione ... si riveli carente ab origine del titolo giustificativo, restando viceversa preclusa ove quest'ultima sia rigettata per prescrizione o decadenza ... o per carenza di prova ... o per nullità derivante dall'illiceità del titolo contrattuale per contrasto con norme imperative o con l'ordine pubblico

    la residualità dell’azione di arricchimento va valutata in concreto: essa è ammessa solo se l’azione tipica difetta originariamente del titolo giustificativo, non se è stata solo respinta per prescrizione, decadenza, difetto di prova o nullità radicale del titolo.

Massime di principio

  • L’azione generale di arricchimento senza causa ha natura sussidiaria, ma la sua preclusione non può essere affermata in astratto per la sola esistenza di un’azione tipica: occorre verificare se tale azione sia effettivamente esperibile e idonea a tutelare il pregiudizio dedotto.
  • Se il pagamento è stato effettuato verso il terzo creditore in adempimento di un debito effettivamente dovuto, non ricorre necessariamente l’indebito oggettivo tra le parti del rapporto interno; in tal caso può residuare l’azione ex art. 2041 c.c. per riequilibrare uno spostamento patrimoniale privo di causa.
  • Secondo il criterio delle Sezioni Unite richiamato dalla decisione, l’azione di arricchimento è proponibile quando la domanda tipica manca ab origine del titolo giustificativo; è invece preclusa se la domanda tipica è stata respinta per ragioni processuali o probatorie o per nullità radicale del titolo.
  • In sede di legittimità, la valutazione sulla residualità dell’azione di arricchimento richiede un controllo sulla corretta qualificazione giuridica del rimedio scelto e sul concreto rapporto tra la prestazione eseguita e il soggetto che se ne sia avvantaggiato.

Come è indicizzato

MaterieInadempimento
RamiObbligazioni
IstitutiArricchimento senza causaOnere della prova

Testo integrale

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