Cassazione Penale, Sentenza n. 29980/2024 del 22/07/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che ha respinto il riesame del decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per 464.000 euro, contestando l'esistenza del fumus boni iuris in relazione al reato di truffa aggravata e la carenza di motivazione in ordine al periculum in mora
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per manifesta infondatezza e per essere basato su motivi non consentiti. La Corte ha ritenuto che il Tribunale avesse fornito motivazione esaustiva: dagli atti emergeva il fumus del reato poiché l'asseverazione di un SAL attestante il 30% di lavori era falsa e finalizzata all'ottenimento di crediti d'imposta legati al c.d. Superbonus per oltre 464.000 euro. La Corte ha altresì osservato che il ricorrente in sede di riesame non aveva sollevato argomentazioni sul periculum in mora e quindi non poteva dolersi della sua mancanza di motivazione nel provvedimento impugnato. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e a una sanzione pecuniaria; nel testo compaiono due indicazioni discordanti sull'entità della sanzione (una formulazione parla di euro 3.000, il dispositivo indica euro 2.076), ma la pronuncia dispone comunque il pagamento di una somma a favore della cassa delle ammende.
Norme richiamate
Normativa sul Superbonus (misure fiscali per efficientamento/riqualificazione edilizia)
Il Collegio interpreta la disciplina come esigente l'effettiva esecuzione dei lavori e la corrispondente asseverazione del SAL per la maturazione del credito d'imposta; l'asserita possibilità di basare l'asseverazione solo su acquisto materiali o su mera anticipazione finanziaria è ritenuta infondata
Norme penali relative alla truffa aggravata
La falsità dell'asseverazione del SAL attestante un fittizio avanzamento lavori al 30% è stata ricondotta a una matrice fraudolenta idonea a integrare il fumus del reato di truffa aggravata finalizzata all'ottenimento di crediti fiscali
Regole sul sequestro preventivo finalizzato alla confisca
Il sequestro preventivo è stato ritenuto legittimo alla luce del fumus criminis e dell'ingente importo dei crediti indebitamente ottenuti; inoltre il ricorso contro misure cautelari reali è ammesso solo per violazione di legge e non per vizio della motivazione
Massime di principio
- Il ricorso contro misure cautelari reali (sequestro preventivo) davanti al giudice del riesame è ammissibile principalmente per vizio di diritto; le censure meramente critiche sulla motivazione sono, di norma, inammissibili.
- Per contrastare un sequestro preventivo finalizzato alla confisca è necessario dimostrare l'assenza del fumus criminis con argomentazioni e documenti concreti; affermazioni generiche o riepilogative delle contestazioni difensive spesso non sono sufficienti.
- Quando si contesta l'esistenza del periculum in mora o la sua mancanza, tale motivo deve essere espressamente svolto e documentato nella fase di riesame; non potrà essere di fatto lamentato se non proposto in quella sede.
- Nell'ambito del Superbonus e delle agevolazioni fiscali assimilate, l'asseverazione dello stato di avanzamento lavori (SAL) deve rispecchiare l'effettivo avanzamento delle opere: asseverazioni false o non corrispondenti ai fatti concreti possono integrare responsabilità penali e giustificare sequestri preventivi dei crediti ottenuti.
- Per difendersi efficacemente è opportuno contestare sia la ricostruzione fattuale (con documenti probatori che dimostrino l'effettiva esecuzione dei lavori) sia la qualificazione giuridica degli atti (mostrando la conformità delle asseverazioni e delle fatturazioni alla normativa vigente)
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